Ci sono i maoisti? e noi non partecipiamo ai giochi

Una incipiente crisi politica rischia di far saltare i quinti Giochi Nazionali, appuntamento sportivo inaugurato ieri a Kathmandu, per la improvvisa decisione della squadra dell’esercito nepalese (Na) di ritirarsi in segno di dissenso per l’inclusione all’ultimo momento di una rappresentanza dell’Esercito di liberazione del popolo (Pla), di ispirazione maoista. Lo riferiscono oggi i media locali. La notizia del forfait dei militari e’ stato confermato alla stampa da Ram Jeevan Shrestha, alto responsabile del Consiglio nazionale dello sport nepalese. Inoltre secondo i media di Kathmandu, anche la polizia nepalese e la Forza armata di polizia starebbero esaminando la possibilita’ di ritirarsi. Da parte sua un portavoce del quartier generale militare ha spiegato che la squadra dell’esercito si ritira per il momento dalle gare di sei delle 12 discipline previste nei Giochi in segno di protesta per la decisione, presa all’ultimo minuto, di ammettere gli ex guerriglieri maoisti. Un eventuale ritiro anche dalle altre sei discipline sara’ presa successivamente. La scelta dell’esercito e’ stata criticata dal ministro delle Finanze nepalese Baburam Bhattarai secondo cui essa ”e’ una violazione dell’Accordo globale di pace (Cpa) firmato fra sette partiti politici ed i maoisti nel 2006. In quell’anno, infatti, il Nepal ha abbandonato la monarchia e dopo una assemblea costituente fortemente influenzata dal Partito comunista del Nepal (filo-maoista) si e’ trasformato il 28 maggio 2008 in una Repubblica federale democratica.

fonte: ANSA

1 Commento

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Una risposta a “Ci sono i maoisti? e noi non partecipiamo ai giochi

  1. marco restelli

    Tanti anni di guerra civile hanno scavato un solco fra le due anime del Nepal – quella tradizionalista e quella modernista – e non c’è da stupirsi che le ferite della guerra non si siano ancora rimarginate.
    Il Nepal è un Paese devastato da molte cose – gli odii della guerr acivile conclusa da poco, e poi inquinamento, speculazione edilizia, povertà, traffico di organi, prostituzione, malaria – e Prachanda il Terribile (come veniva chiamato il leader maoista ora guida del Paese) non può sperare di riuscire a curare quelle ferite se non in molti anni di duro lavoro….
    E’ un Paese che ha davanti a sè un futuro, finalmente: difficile fin che si vuole, ma possibile.
    Ma chi ha conosciuto il Nepal come me – la prima volta che ci andai era il 1985 – non può non avere nostalgia della magia assoluta di allora….(ma questa è un’altra storia).

    Marco/MilleOrienti

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