Il governo dello Sri Lanka invia ultimatum alle Tigri, liberi 35000 civili

Il governo dello Sri Lanka ha inviato un ultimatum di 24 ore al capo dei ribelli Tamil Vellupillai Prabhakaran, poche ore dopo aver assicurato una uscita sicura dalle zone di guerra a circa 35.000 civili intrappolati dall’Esercito di liberazione delle tigri Tamil (LTTE). Sembra quindi ormai questione di ore la fine della guerra di oltre un quarto di secolo tra l’esercito di Colombo e i ribelli dell’LTTE che chiedevano l’indipendenza della zona a maggioranza Tamil dal governo dell’isola ex Ceylon. Anche se questi ultimatum, in passato sono stati gia’ inviati e non rispettati. I ribelli, ridotti a poche centinaia, sono asserragliati in un’area ristretta nella zona orientale dello Sri Lanka, da dove stamattina l’esercito ha fatto uscire i 35.000 civili, molti dei quali venivano usati come scudi umani dalle Tigri. Quella che e’ stata definita dalla stampa cingalese ”la piu’ grande missione di recupero degli ostaggi” e’ stata portata a termine in poche ore dai militari della 58ma divisione dell’esercito di Colombo, gli stessi che da qualche mese stanno sferrando attacchi decisivi ai ribelli tanto da fare perdere loro importanti porzioni di territorio. Altri 2000 civili sono arrivati nella zona sicura via mare. Ma secondo i ribelli Tamil, l’operazione di recupero dei civili e’ avvenuta non senza spargimento di sangue: secondo le informazioni diffuse dai ribelli attraverso il loro sito Tamilnet, sarebbero oltre 1000 i civili uccisi dall’esercito durante le operazioni di stamattina, e i loro corpi giacerebbero ancora nella zona di sicurezza. I tamil hanno fatto anche sapere che se le operazioni militari contro di loro non si interromperanno, sono pronti a lanciare ancora piu’ attentati contro obiettivi militari civili. Come stamattina, quando un kamikaze tamil si e’ fatto esplodere in mezzo a migliaia di civili in fuga dalle zone in guerra di Sri Lanka uccidendo almeno 17 persone. Dall’inizio del conflitto nello Sri Lanka, nel 1983, sono morte nel Paese oltre 70 mila persone. Dal 16 gennaio dell’anno scorso non e’ piu’ in vigore tra governo e ribelli Tamil una tregua conclusa nel febbraio 2002 sotto il patrocinio della Norvegia. Un cessate il fuoco gia’ finito nella pratica quando e’ stato eletto alla fine del 2005 il presidente Mahinda Rajapaksa, un nazionalista fautore del pugno di ferro contro i ”terroristi”. E cresce la paura per i civili, soprattutto i bambini, ancora intrappolati nelle zone di guerra. Secondo le Nazioni Unite e l’Unicef, sarebbero oltre 100000 i civili intrappolati al centro dei combattimenti tra esercito e ribelli Tamil in un’area di 14 chilometri quadrati nella parte nord orientale dell’isola. Ci sono gia’ 65000 sfollati nei campi sovraffollati di Vavuniya, Jaffna e Mannar ai quali si aggiungeranno tra poco i 35000 sfollati oggi. Mancano i medicinali, le tende, il cibo e le strutture per ospitare le persone sfuggite dalla guerra, tra le quali molte donne e bambini. In un comunicato l’Unicef ha fatto sapere di avere bisogno di almeno 3,5 milioni di dollari solo per soddisfare le immediate esigenze, in termini di nutrizione, acqua e salute, nei campi profughi.

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