Domani seconda tornate delle elezioni indiane

Oltre 200 milioni di elettori sono chiamati domani a votare in 13 stati, nella seconda fase delle elezioni indiane. E, come gia’ successo per la prima fase elettorale la settimana scorsa, anche oggi, e’ stata una vigilia insanguinata a causa di attentati da parte dei gruppi maoisti Naxaliti, nella parte nord orientale dell’India. La settimana scorsa erano stati 17 i morti a causa degli attentati dei maoisti. Oggi, invece, i ribelli che si battono per una migliore qualita’ di vita dei contadini dei poveri stati del nord est indiano, il cosiddetto ‘corridoio rosso’, hanno sequestrato un treno nello stato del Jharkhand, tenendo per oltre tre ore in ostaggio i quasi 1000 passeggeri. Alla liberazione, avvenuta senza spargimenti di sangue e scontri con la polizia, il capo dei ribelli ha detto che quello di stamattina e’ stato un atto dimostrativo contro il governo. I ribelli naxaliti da giorni organizzano manifestazioni per forzare i cittadini a boicottare le elezioni, soprattutto negli stati di Jharkhand e Bihar. In tutta la giornata di oggi, i ribelli maoisti hanno colpito altre quattro volte, uccidendo un uomo. In Bihar hanno ucciso un autista di camion e dato alle fiamme nove vagoni ferroviarie nel distretto di Gaya. Un gruppo di maoisti stamattina ha anche lanciato bombe contro un ufficio pubblico del distretto di Aurangabad, 50 km da Gaya. Ma la minaccia naxalita non ferma la macchina elettorale che domani vedra’ assegnare 141 seggi negli stati dell’Andra Pradesh, dell’Assam, Goa, Bihar, Jammu e Kashmir, Karnataka, Madya Pradesh, Maharashtra, Manipur, Orissa, Tripura, Jharkhand e Uttar Pradesh. Proprio in quest’ultimo stato, il piu’ popoloso indiano nella parte settentrionale dell’India, ha il suo collegio Rahul Gandhi, il figlio di Sonia e segretario generale del Partito del Congresso, che concorre per il seggio di Amethi. Nello stesso stato, gia’ andato al voto la settimana scorsa, si continuera’ a misurare la forza elettorale di Kumari Mayawati, primo ministro dell’Uttar Pradesh, la cosiddetta ‘regina dei dalit’, forte di un grande consenso derivato da azioni populiste. La donna potrebbe essere l’ago della bilancia il prossimo 16 maggio, quando si conosceranno i risultati definitivi delle elezioni, perche’ spostando i suoi voti da una parte all’altra potrebbe favorire la formazione del governo. In questo senso sono scesi anche in campo i comunisti del West Bengala, che hanno offerto aiuto al Partito del Congresso di Sonia Gandhi. Nella scorsa legislatura i comunisti appoggiavano Sonia dall’esterno e andarono via sbattendo la porta e facendo rischiare la crisi, quando il governo indiano approvo’ l’accordo nucleare con gli USA. Oggi ha anche presentato la sua candidatura Varun Gandhi, altro nipote di Indira, che pero’ corre per il partito nazionalista indu’ del BJP. Il giovane e’ stato in galera per settimane dopo aver fatto commenti razzisti sui musulmani.

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