6000 morti quest’anno in Sri Lanka

Lo Sri Lanka ha accettato oggi in linea di principio di autorizzare l’ingresso di una missione dell’Onu nella ‘zona di sicurezza’ del nord-est dove e’ in atto un conflitto con l’Esercito di liberazione delle Tigri Tamil (Ltte). Anche se le autorita’ cingalesi non lo ammettono, la decisione e’ legata alla diffusione da parte dei media di un rapporto della missione delle Nazioni Unite a Colombo, secondo cui solo quest’anno sono morti a causa del conflitto 6.432 civili, molti dei quali bambini, e vi sono stati quasi 14.000 feriti. Il documento dell’Onu aggiunge che oltre centomila civili sono fuggiti dall’area degli scontri all’inizio della settimana ma che altre decine di migliaia – da 50 a 100.000 – restano ancora bloccati. Questo enorme esodo dalla piccola fascia di una decina di chilometri quadrati all’interno dei quali sono trincerati i guerriglieri Tamil, ha creato una gravissima emergenza umanitaria, perche’ i profughi sono stati sistemati in accampamenti di fortuna, senza sufficiente assistenza sanitaria ed alimentare. Di fronte a questa complessa situazione, il ministro dei Diritti Umani cingalese, Mahinda Samarasinghe, ha confermato il via libera all’ingresso della missione dell’Onu nella ”zona di sicurezza”, anche se ”gli scontri stanno per il momento rendendo l’operazione impossibile”. Sulla questione si era pronunciato ieri da Bruxelles il segretario generale Ban Ki-moon, che aveva preannunciato l’invio di un team umanitario. Per quanto riguarda gli scontri, che sembra giunto alla fase finale con l’Ltte, fonti militari hanno riferito che l’esercito e’ entrato ancora piu’ a fondo nei territori Tamil, ridotti a meno di dieci chilometri quadrati, distruggendo basi e sequestrando armi. In merito all’inafferrabile leader delle Tigri, Velupillai Prabhakaran, secondo fonti militari non ha altra possibilita’ per un eventuale fuga che il mare. Il capo della 58/a divisione, generale Shavendra Desilva, ha detto che ”Prabhakaran, che si trova nella ‘no fire zone’ con il figlio Charles Anthony, il capo dell’intelligence Tamil, Pottu Amman e il capo della sua Marina, comandante Sosai, potrebbe aver conservato un sottomarino per fuggire dall’isola”.

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