No di Colombo alla tregua, si continua a combattere

Il governo dello Sri Lanka non intende accettare una tregua permanente nel suo conflitto con la guerriglia separatista Tamil e alla comunita’ internazionale risponde che molti Paesi che oggi criticano l’azione delle forze armate cingalesi hanno agito con molta durezza in Iraq e Afghanistan. Parlando nel villaggio di Embilipitiya – scrive l’edizione online del quotidiano Sri Lankan Guardian -, il presidente della repubblica, Mahinda Rajapaksa, ha dichiarato che ”non c’e’ piu’ tempo per un cessate il fuoco” con l’Esercito di liberazione delle Tigri Tamil (Ltte). Intanto sul terreno, nonostante il minor uso di armamenti pesanti, lo scontro e’ intenso e concentrato sul lembo di terra, denominato ”zona di sicurezza”, sulla costa nord-orientale, dove si e’ trincerato l’Ltte di Velupillai Prabhakaran insieme a decine di migliaia di civili. Fonti militari annunciano l’uccisione di 41 guerriglieri, mentre l’emittente Voice of Tigers (VoT) sostiene che al termine di combattimenti cominciati ieri ”almeno 350 soldati sono stati uccisi e 700 feriti”. ”Negli ultimi cinque o sei giorni – ha proseguito il capo dello Stato – abbiamo dato all’Ltte la possibilita’ di arrendersi, di deporre le armi e liberare i civili sotto il loro controllo. Ma se loro non hanno rispetto per le loro vite, perche’ mai dovrebbero considerare la vita degli altri?”. Alludendo alle pressioni internazionali e alla missione dei ministri degli Esteri di Francia e Gran Bretagna, Bernard Kouchner e David Miliband, Rajapaksa s’e’ detto ”grandemente sorpreso” che gli osservatori all’estero non si rendano conto della spregiudicatezza della guerriglia, che ”non esita a prendere a cannonate la popolazione Tamil”. ”Questa mancanza di visione dei problemi potrebbe condurre a una tragedia enorme”. Dopo aver lodato l’atteggiamento umanitario dei militari cingalesi che operano nella zona, il capo dello Stato ha detto seccamente: ”Non e’ cosi’ che le guerre vengono combattute in altri Paesi”. ”Abbiamo visto come e’ stato bombardato l’Iraq. Vediamo come l’Afghanistan e’ bombardato. Quanti vengono qui ad accusarci dovrebbero prima avere la forza di valutare bene l’effetto del proprio modo di agire”, ha detto il presidente Rajapaksa.

fonte: Ansa

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