Finite le elezioni, sabato i risultati. Dopo, le alleanze

Con le due principali formazioni in lizza (il Partito del Congresso e il Bjp) che assicurano di avere vinto, si è conclusa oggi in India la maratona elettorale in cinque tappe che, cominciata il 16 aprile, terminerà sabato con lo spoglio ufficiale dei voti. Alla chiusura dei seggi i media hanno proposto exit poll di partiti o di istituti che hanno confermato l’incertezza vista alla vigilia sulla difficoltà per le due coalizioni – l’Upa di centro-sinistra guidata dal Congresso e la Nda di centro-destra coordinata dal partito induista Barathyia Janata Party -di formare un governo. Secondo l’exit poll proposto da India Tv, l’Upa sarà la coalizione più ampia con 195-201 seggi, davanti alla Nda che dovrebbe ricevere fra 189 e 195 seggi, ed al neo-nato Terzo Fronte che si vede assegnare fra 113 e 121 seggi, diventando così evidentemente l’ago della bilancia della prossima formazione del governo. L’area di consenso dell’Upa, coalizione che è orchestrata dalla presidente del partito del Congresso sarebbe anche maggiore (fino a 227-237 seggi) se le venissero attribuiti i voti di alcuni partiti (Rjd, Ljp e Samajwadi Party) che di recente si sono distanziati. Anche gli exit poll paralleli offerti da Star News-Nielsen e Headlines Today hanno proposto uno scenario simile con una leggera prevalenza del Congresso sul Bjp ed un clima di massima incertezza. Il Terzo Fronte, formato da partiti ufficialmente anti-Congresso e anti-Bjp, si riunirà lunedì per studiare la formula per proporre un proprio governo appoggiato dall’esterno da una delle due coalizioni. Secondo alcuni analisti l’ipotesi potrebbe non dispiacere alla presidente italiana del Congresso, Sonia Gandhi. Un governo di questo genere dipenderebbe dalla volontà del suo partito che potrebbe farlo cadere a piacimento. In quello che è stato definito a giusto titolo “il più grande esercizio democratico del mondo” oltre 700 milioni di persone erano chiamate a scegliere 543 membri (altri due sono di nomina presidenziale) della Lok Sabha, o Camera bassa. Dati preliminari indicano che l’affluenza alle urne è stata su base nazionale un po’ meno del 60% ossia, sottolineano i media a New Delhi, una quantità equivalente alla popolazione di Russia e Usa. Il governo uscente, formato nel 2004, è stato guidato dall’Upa e dal Congresso, inizialmente alleato con il Partito comunista dell’India marxista (Cpi-M) che però ha abbandonato la coalizione in dissenso per l’accordo nucleare firmato dal premier Manmohan Singh con gli Stati Uniti della gestione di George W.Bush. In generale nel mese di votazioni vi sono stati solo pochi episodi di violenza, anche se in alcune realtà, come lo Stato di Chhattisgarh, le forze di sicurezza non sono riuscite a tenere testa ai gruppi naxaliti (filo-maoisti) che hanno perfino sequestrato un treno il 22 aprile scorso nello Jharkhand.

fonte: Ansa

Lascia un commento

Archiviato in india, Vita indiana

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...