La dinasty indiana stravince

E’ Sonia Gandhi la vincitrice assoluta di questa tornata elettorale, portando il partito della sua famiglia adottiva indiana, il Partito del Congresso (Congress Party), a livelli toccati solo decine di anni fa. E al successo ha contribuito non poco il suo primogenito Rahul, l’uomo nuovo della politica indiana, il ragazzo che somiglia molto al padre, all’epoca speranza dei giovani, e considerato oggi il JFK o l’Obama indiano. La ragazza di Orbassano, che a Cambridge si innamoro’, ricambiata, di un pilota dell’Air India discendente della piu’ grande dinastia politica dell’India, destinato, suo malgrado, a diventare primo ministro e a seguire il crudele destino della madre e del fratello, negli ultimi cinque anni ha lavorato dietro le quinte. Decidendo nel 2004 di non diventare primo ministro, rompendo una tradizione, conservando la carica di presidente del partito del Congresso e della United Progressive Alliance, la coalizione che ha guidato l’India, la sessatatreenne figlia di operai nata a Lusiana vicino Vicenza, ha tenuto in mano le redini del governo, facendone il bello e il cattivo tempo. In cinque anni le sue uscite pubbliche, le sue interviste si contano sulle dite di una mano. Si e’ dedicata al partito, a mantenere le fila della coalizione, ha parlato con la gente, ha incontrato primi ministri e capi di stato stranieri. Ha lavorato per togliersi di dosso la sua immagine italiana, riaffermando la sua voglia di appartenenza all’India, non smettendo mai il sari, migliorando la sua hindi. Da molti e’ stata considerata il deus ex machina del governo. I giornali e le riviste indiane molto spesso hanno dipinto lei come una burattinaia e il premier Manmohan Singh come un burattino. Neanche gli attentati di Mumbai, neanche lo scandalo di tangenti legati ad un suo amico italiano, Ottavio Quattrocchi, e a suo marito Rajiv Gandhi, ne hanno offuscato l’astro. L’unico che e’ riuscito a offuscarla, e’ stato suo figlio Rahul, il trentottenne destinato a guidare nel futuro il paese. Il giovane Gandhi, solo nel 2004 e’ entrato in politica, accettando il collegio di Amethi, in Uttar Pradesh, storico della sua famiglia. In questi cinque anni non ha brillato per impegno ed eloquenza, tanto che e’ stato preso di mira da molti osservatori. Ma dopo essere stato nominato da sua madre segretario generale del partito e responsabile della sezione giovanile, Rahul ha avuto come una scossa. Si e’ dato da fare piu’ di tutti nella campagna elettorale appena conclusa, contribuendo non poco a far affermare il Congresso nello stato dell’Uttar Pradesh, il piu’ popoloso dell’India. Ha girato l’india in lungo e largo, tenendo comizi in tutto il paese, incontrando gente, fermandosi a dormire e mangiare anche con gli intoccabili. Una grossa mano gliel’ha data sua sorella Pryanka, non candidata, ma che ha fatto la campagna elettorale per Sonia e Rahul, riscuotendo molto successo. Per molti osservatori, doveva essere lei, cosi’ simile a nonna Indira, a succedere alla madre. Ma la ragazza ha rifiutato. Almeno per ora.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in india, Vita indiana

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...