Le sfide del nuovo governo indiano

Sicurezza, dignita’ e prosperita’ per ogni cittadino, oltre che nuove relazioni internazionali, sono le sfide sulle quali si concentrera’ l’azione del nuovo governo che, sicuramente, sara’ guidato di nuovo da Manmohan Singh, l’economista sikh fautore delle riforme liberali gia’ negli anni 90. Anzi, questa volta Singh e il suo governo, facendo a meno del fardello dei partiti della sinistra, soprattutto i comunisti bengalesi, potranno maggiormente aprire le porte del per liberare l’economia nel paese, tenute volutamente socchiuse per non urtare la suscettibilita’ di alleati che comunque, quasi al termine della legislatura, per protestare contro l’accordo nucleare con gli USA, hanno abbandonato il governo. La sfida del nuovo esecutivo sara’ da un lato quella di tendere una mano alle classi meno abbienti, non toccate dalla crescita economica del paese ma che anzi hanno sofferto, soprattutto i contadini, di una crisi quasi senza precedenti, e dall’altro la necessita’ di non fermare lo sviluppo del paese che, contestualmente all’uscita del mondo dalla crisi economica globale, potrebbe vedere di nuovo l’economia indiana crescere a ritmi dell’8% annuo. Proprio nel solco di questo impegno, il congresso e’ deciso a tenere i quattro piu’ importanti dicasteri: finanze, esteri, interni e difesa, probabilmente affidandoli agli stessi ministri che li hanno gestiti negli ultimi cinque anni. Sonia e i suoi dovranno riuscire li dove non sono riusciti, o almeno non in parte, negli ultimi cinque anni: assicurare almeno 100 giorni di lavoro ai piu’ poveri, garantire le minoranze anche attraverso la riserva di posti (come nel caso delle donne), aumentare la spesa pubblica in termini di sanita’ e aumentare le spese per l’educazione pubblica, magari rendendola obbligatoria, cosi’ come ha piu’ volte chiesto il Nobel per l’economia Amartya Sen. Per i contadini, dovranno essere trovate le risorse per aumentare e prolungare i prestiti, cosi’ da evitare che questi si rivolgano agli strozzini, e in sede di WTO e di Doha, ridurre i dazi in ingresso per molti settori, favorendo aiuti per i prodotti agricoli indiani. Gli attentati di Mumbai non hanno influito sul voto, ma sono un monito al prossimo governo, per affrontare meglio le minacce terroristiche interne ed esterne. Il Congresso si e’ impegnato a fornire la polizia e l’intelligence di maggiori mezzi e strutture. Ma la questione terroristica non puo’ prescindere da una rivisitazione delle relazioni internazionali, soprattutto in chiave Pakistan-Afghanistan. Anche sulla spinta del governo di Obama (con il quale Singh ha stretto un ottimo rapporto nonostante fosse molto piu’ vicino a Bush), il governo sara’ chiamato a rivedere la sua posizione per tenere bassa la tensione nell’area e a contribuire alla pace. Sfide che saranno un duro campo di prova di Sonia e che potranno determinare il futuro politico suo e della sua famiglia.

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