Progrom musulmano contro cristiani in Pakistan, sette bruciati vivi

E’ di sette cristiani bruciati vivi, tra i quali tre donne, e decine di feriti, il bilancio di scontri religiosi avvenuti negli ultimi giorni nei pressi di Gojra, nella provincia del Punjab, nel Pakistan centrale. Musulmani appartenenti al gruppo Sipah-e-Sahaba, ritenuto fuorilegge dal governo pachistano, hanno assaltato un quartiere cristiano. Le tensioni anticristiane in zona risalgano a diverse settimane fa. Ma l’altro ieri un gruppo di fanatici musulmani ha saccheggiato e dato alle fiamme due chiese a Korian. Il gesto, secondo quanto racconta la televisione pachistana, e’ nato da una falsa accusa di blasfemia, secondo la quale i cristiani avrebbero profanano un Corano durante una cerimonia nuziale. I cristiani, di contro, hanno organizzato oggi una processione nelle aree musulmane. Di qui l’ira dei membri del Sipah-e-Sahaba che hanno attaccato i cristiani. Sette quelli che sono stati bruciati vivi, decine i feriti, soprattutto a causa di lanci di pietre e di spari che ancora si sentono in zona. La televisione pachistana, infatti, continua a mostrare immagini di scontri, di fedeli musulmani sui tetti delle case che sparano contro la polizia che cerca di prendere il controllo della situazione. Diverse case sono state date alle fiamme e il traffico ferroviario in zona e’ stato bloccato. I rivoltosi musulmani hanno bloccato le strade di accesso a Gojra e ad alcuni villaggi, bloccando nelle caserme alcuni poliziotti e soprattutto i vigili del fuoco, impedendo a questi ultimi di spegnere gli incendi. Il ministro pachistano per le Minoranze, Shahbaz Bhatti, smentendo che i cristiani abbiano profanato il libro sacro musulmano, ha accusato la polizia di non aver protetto, come richiesto da giorni, a sufficienza la comunita’ cristiana della zona. Il ministro della giustizia del Punjab, Rana Sanaullah, ha annunciato una inchiesta, mentre i parlamentari dell’opposizione della provincia del Punjab hanno convocato d’urgenza una sessione parlamentare condannando gli attentati, accusando il governo di non aver fatto quanto promesso per proteggere i cristiani e chiedendo al capo della corte suprema Iftikhar Mohammed Chaudhry di assicurarsi che i responsabili delle violenze di questi giorni vengano affidati alla giustizia. I cristiani in Pakistan rappresentano una minoranza di poco piu’ il 2%. Il 30 giugno scorso sempre nel Punjab ma a Bahmani, nel distretto di Kasur, circa 600 fedeli musulmani hanno preso d’assalto la zona del villaggio in cui vivono i cristiani. Nell’attacco presero di mira un centinaio di abitazioni appiccandovi il fuoco con il lancio di bombe molotov. La folla assali’ i cristiani con bastoni ed acido, bruciato macchine e moto e distrutto la rete elettrica. Secondo la Commissione nazionale di giustizia e pace (Ncjp), organismo della Chiesa cattolica pakistana, fatti come quelli di questi giorni sono frequenti nel Punjab e si ricollegano quasi sempre a false accuse di blasfemia.

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