Kashmir, scoperte fosse comuni con migliaia di cadaveri

Oltre 1.500 corpi ammassati, senza nome, di persone uccise e sepolte da chissa’ quanto tempo. Il ritrovamento di fosse comuni nel Kashmir indiano annunciato oggi dalla stampa pachistana riaccende i riflettori sul mistero delle persone scomparse nella regione a maggioranza musulmana contesa fra India e Pakistan e percorsa da una sanguinosa guerriglia separatista, spina nel fianco di New Delhi. I ”desaparecidos” sono tutti musulmani, alcuni spariti nel nulla dopo essere stati prelevati dalle loro abitazioni. E negli anni sono diventate migliaia le ”vedove bianche” o le madri che aspettano un figlio arrestato del quale non hanno piu’ ricevuto notizie. I parenti si sono da anni riuniti dal 1994 in un’associazione per tentare di avere notizie, qualche briciola di verita’, per chiedere giustizia, con la promessa di non abbassare la guardia. La Association of Parents of Disappeared Persons (Apdp) oggi ha uffici in tutto il Kashmir e un sito, sul quale sono conservate le foto dei ”desaparecidos”. L’Apdp ritiene siano almeno 10.000 in 20 anni punta il dito contro le guardie indiane al confine col Pakistan. Sul sito dell’ong sono raccolti ritagli della stampa locale, kashmira, che ricordano come molti siano stati arrestati dalle forze di sicurezza indiane con l’accusa di essere separatisti musulmani o terroristi infiltrati dal Pakistan. Jana Begum e’ una ”vedova bianca”. Sette anni fa il marito, un farmacista padre di cinque figli, e’ stato arrestato dagli agenti di Delhi senza che lei sappia nemmeno il motivo. Da allora il buio. ”Il mio cuore mi dice che e’ ancora vivo”, dice Jana al Washington Post. Parveena Ahangar aspetta invece dal 1990 che il figlio ritorni. E’ stato preso durante un raid dei militari indiani contro i separatisti. ”Mi hanno detto che quando l’hanno preso il mio ‘cuore’ (il figlio) mi chiamava e recitava la Kalimah”, la dichiarazione di fede nell’Islam. Manzoor Ahmad Wani, conducente d’autobus di 23 anni, e’ stato fermato nel 2001 dagli agenti mentre lavorava e portato via. La sua famiglia ha dovuto subire numerose minacce per aver denunciato la sua scomparsa. Anche la scrittrice indiana Arundati Roy – autrice del best seller ”Il dio delle piccole cose” – ha denunciato le violenze commesse dai militari indiani in Kashmir. ”Le forze di sicurezza indiane – ha detto – non solo combattono un piccolo numero di militanti, ma commettono ogni genere di violazione dei diritti umani e molti innocenti sono stati uccisi in nome della pace e della sicurezza”.

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1 Commento

Archiviato in Diario dal subcontinente, india, Vita indiana

Una risposta a “Kashmir, scoperte fosse comuni con migliaia di cadaveri

  1. Che meraviglia, la scoperta di questo luogo ameno non finisce mai di affascinarmi…

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