Approvata la legge sulle quote rosa

L’India ha segnato oggi (ieri, ndr) una tappa storica della sua vita politica con l’approvazione da parte del Rajya Sabha (Senato) di una legge di riforma costituzionale che prevede una ‘quota rosa’ del 33% per il Parlamento nazionale e per le Assemblee legislative dei differenti Stati. Dopo 13 anni di complesse discussioni, e dopo che il dibattito sul provvedimento era naufragato ieri, Giornata Internazionale della Donna, per il boicottaggio di piccoli gruppi di opposizione, la maggioranza guidata dal partito del Congresso di Sonia è riuscita oggi ad imporre la propria volontà e a far approvare il testo con 186 voti contro 1. Ora il provvedimento dovrà essere discusso e approvato anche dall’altro ramo del Parlamento, il Lok Sabha, dove però il Congresso ha una solidissima maggioranza, e quindi dalle assemblee dei 28 Stati dell’Unione. La discussione sulla legge, che mette ancora una volta sotto i riflettori il comportamento di quella che è conosciuta come la più grande democrazia del mondo, ha avuto momenti di forte tensione, al punto che per la prima volta nella storia del Rajya Sabha, sette dei suoi membri che erano stati sospesi sono stati portati fuori a forza dalla polizia. “Sono molto felice e soddisfatta”, ha detto Sonia Gandhi alla tv CNN-IBN dopo l’approvazione della legge. “Abbiamo aspettato cosi tanto per vedere finalmente diventare realtà questa legge che mi sta particolarmente a cuore – ha sottolineato – perché è frutto dell’ispirazione di mio marito Rajiv”. “Sono felice per il partito e per tutte le donne indiane”, ha aggiunto sorridendo. Per quanto riguarda le contestazioni in Parlamento di alcuni partiti regionali, la Gandhi ha detto di sperare “che in futuro coloro che non ci hanno appoggiati ci capiranno”. Da parte sua il premier indiano, Manmohan Singh, ha definito la giornata “uno storico passo avanti” verso “il rafforzamento del processo di emancipazione” delle donne indiane. Una volta definitivamente approvata, la nuova legge quadruplicherà il numero di seggi per le donne al Senato composto da 250 membri, mentre le rappresentanti del sesso femminile passeranno alla Camera (545 seggi) dalle attuali 59 a ben 181. (ANSA). Dopo l’indipendenza le donne non hanno avuto molto spazio in India, se si eccettua la figura di indira Gandhi, diventata premier quale figlia del primo capo di governo indiano, Jawaharlah Nehru. Nonostante i suoi 16 anni al potere, Indira non ha fatto molto per la promozione della condizione femminile. La situazione è però cambiata negli ultimi anni. Una donna é infatti presidente della repubblica, un’altra presidente della Camera, mentre la donna considerata più potente in India e l’italiana Sonia Gandhi, presidente del partito del Congresso.

fonte: ANSA

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