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Firmato accordo tra India e AIEA

L’India ha siglato con l’Aiea (l’Agenzia internazionale per l’energia atomica) un importante documento di salvaguardia che permetterà ai tecnici dell’organizzazione internazionale con sede a Vienna di ispezionare le centrali nucleari indiane, ultimo stadio verso la totale liberalizzazione del mercato nucleare con l’India. Lo scrive l’agenzia Pti. Con l’intesa di oggi, l’India esce definitivamente dall’isolamento nucleare durato 34 anni e che ha tolto al Paese di Gandhi, che non ha mai firmato l’accordo di non proliferazione nucleare, di approvvigionarsi di carburante e tecnologie nucleari da altri Paesi. L’ambasciatore indiano a Vienna Saurabh Kumar e il direttore generale dell’Aiea Mohamed El Baradei, hanno siglato l’intesa, che dovrà essere ratificata dal governo indiano. I Paesi che hanno già stretto accordi nucleari con l’India (Stati Uniti, Francia, Russia e Kazakhstan in ordine temporale) potranno ora ratificare questi accordi e iniziare le forniture.

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Via libera all’accordo nucleare India-USA, alla faccia degli accordi internazionali

Pur se dalla porta di servizio, scavalcando i paesi in fila da anni, l’India riesce ad arrivare al primo posto in fatto di nucleare e assicurarsi l’accordo agognato con gli Stati Uniti. Dopo tre anni di dibattiti a Washington, Delhi e Vienna, il senato americano ha, a larga maggioranza, approvato l’accordo di cooperazione nucleare civile tra Stati Uniti e India, con il quale Washington fornira’ tecnologie e carburante a New Delhi per le sue 14 (che potranno aumentare) centrali nucleari civili. E’ stata una vittoria voluta, cercata e ottenuta tutta dal primo ministro indiano Manmohan Singh che, per conseguirla, ha anche dovuto registrare le critiche dalla sua maggioranza sfociate nell’abbandono dei partiti comunisti, abbandono in seguito al quale e’ dovuto ricorrere ad un discorso alla nazione per spiegare la bonta’ dell’accordo. Una vittoria che proietta Singh da ‘yes man’ di Sonia Gandhi, come veniva dipinto dalla stampa indiana, direttamente verso un secondo mandato se il suo partito dovesse rivincere le elezioni di maggio 2009. Con l’accordo di oggi, l’India esce dall’isolamento dei paesi nucleari cominciato nel 1974, quando inizio’ test terminati nel 1998. Delhi non ha mai sottoscritto l’accordo di non proliferazione nucleare e 8 delle sue ventidue centrali nucleari (altre nove sono in costruzione), sono militari. Proprio la distinzione netta tra nucleare civile e militare e’ stata la chiave che, insieme alle possibilita’ economiche enormi di investimento da parte di aziende americane, ha convinto i senatori americani a dare il via libera all’accordo che ruotera’ intorno a 70 miliardi di dollari di scambi commerciali. Delhi, che ha anche ospitato una missione di ispettori dell’Aiea, l’agenzia internazionale per l’energia atomica che ha sede a Vienna, si e’ impegnata a tenere distinte le due cose, assicurando che il carburante e le tecnologie americane, alle quali seguiranno quelle francesi e russe, serviranno solo ad alleviare l’atavica mancanza di energia nel paese, favorendone lo sviluppo. Il nucleare al momento fornisce meno del 3% di elettricita’ al paese e a pieno regime nel 2050, dovrebbe arrivare secondo stime, ad una quota del 25%. Ma questo non riduce la portata dell’evento e della vittoria di Singh, che ha riportato l’India piu’ che mai al centro dello scacchiere internazionale, dimostrando come trattati internazionali, come quello di non proliferazione, possano essere aggirati e calpestati in presenza di denaro e promesse. Neanche la dura opposizione interna e le proteste straniere (Pakistan, Iran e Cina, in primo piano) offuscano la vittoria di Manmohan Singh. I partiti comunisti ex alleati di governo hanno promesso di continuare a dare battaglia e dopodomani scenderanno in piazza per osservare un ‘giorno di lutto”. Proteste nate dalla volonta’ di non sentirsi sussidiari agli Usa e appoggiate dall’opposizione dei partiti nazionalisti indu’ che, invece, temendo il Pakistan, criticano l’aver accettato di non poter piu’ effettuare test atomici. Il Pakistan non si e’ opposto all’accordo, ma ne ha chiesto uno simile. L’accordo indo-americano, non solo ha creato un precedente, ma ha anche spostato il gioco delle alleanze nell’area, avvicinando l’India agli USA e il Pakistan alla Cina, in uno scambio vicendevole. La Cina, che in sede di Nsg (il Nuclear Supplier Group, il gruppo di paesi che hanno l’energia nucleare) si era opposta all’accordo tra New Delhi e Washington, ora appoggia la richiesta pachistana di accedere allo stesso tipo di accordo. Ma sara’ difficile che venga fatto un altro strappo. Dopotutto, sentenzieranno l’Aiea e l’Nsg, il Pakistan non offre le stesse garanzie di stabilita’ dell’India. Ma, per l’intanto, Islamabad continua ad avere la bomba atomica.

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Dall’Aiea via libera al nucleare indiano

L’Aiea, l’agenzia Onu per il nucleare, ha approvato il piano di base presentato dall’India per effettuare ispezioni sul suo territorio nazionale in vista di negoziati per stabilire scambi con gli Stati Uniti nel settore dell’energia nucleare. Lo ha reso noto oggi il capo dell’Aiea, Mohamed El Baradei. El Baradei ha riferito oggi sulla questione durante un meeting del board dell’Aiea, precisando che il piano presentato dall’India risponde a standard adeguati e che sono stati avviati colloqui per stabilire controlli più estesi. L’approvazione del piano era precondizione necessaria affinché u accordo tra india e Usa sul nucleare possa essere stipulato.

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Ad agosto decisione su ispezione siti nucleari indiani

I governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) si riuniranno il 1 agosto a Vienna per esaminare il progetto dell’India per ispezioni ai suoi impianti nucleari, finalizzate alla realizzazione dell’accordo commerciale sull’energia atomica stipulato l’anno scorso fra l’India e gli Stati Uniti. Se i governatori approveranno il progetto, i due paesi otterranno il via libera dalle 45 nazioni che controllano il commercio nucleare. Servirà quindi la ratifica da parte del Congresso americano perché possa prendere il via l’accordo triennale sull’energia atomica. Questo prevede la fornitura da parte degli Stati Uniti all’India di combustibile e tecnologia nucleare dell’ultima generazione.

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