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I piloti si pigliano a mazzate sull’aereo, si atterra prima

Un episodio che ha lasciato stupefatti gli occasionali spettatori è avvenuto su un aereo della compagnia nazionale indiana Air India, quando alcuni membri dell’equipaggio hanno cominciato a scambiarsi insulti e botte in pieno volo. Lo racconta il Times of India, secondo il quale a seguito della rissa la compagnia ha aperto un’inchiesta e ha sospeso due piloti e due membri di equipaggio. Il giornale racconta che mentre l’aereo si trovava in volo tra New Delhi e Sharjah (negli Emirati Arabi Uniti), alcuni membri dell’equipaggio hanno cominciato a scambiarsi insulti e sono anche passati alle vie di fatto dopo che una hostess aveva accusato i piloti di molestie sessuali. Di fronte a centinaia di passeggeri impietriti e stupefatti, la rissa si è spostata anche nella cucina dell’apparecchio e ad un certo punto è rimasta vuota anche la cabina di pilotaggio. In più, uno dei piloti ha anche minacciato di dirottare l’aereo verso il Pakistan. Il giornale non racconta come sia finito il litigio ma precisa che la polizia ha aperto un’inchiesta contro i comandanti per “oltraggio al pudore”.

fonte: ANSA

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Al bando in India i piloti stranieri. Alla faccia dell’economia aperta a tutti

Meno piloti stranieri e più piloti indiani in futuro nelle compagnie aeree del paese di Gandhi. E’ questo l’obiettivo che si prefigge il governo indiano per fronteggiare le proteste degli studenti indiani che, a volte dopo aver speso migliaia di euro per ottenere la licenza di volo (la cosiddetta Cpl) non riescono a trovare lavoro. Il Ministero dell’aviazione ha stabilito che una compagnia aerea indiana potrà usare un pilota straniero fino ad un massimo di tre anni e comunque non oltre il 31 luglio 2010. La possibilità di utilizzare piloti stranieri per un periodo più lungo o dopo quella data sarà resa complicata dal fatto che per ogni singolo caso la Direzione generale dell’aviazione civile dovrà consultare il Ministero. “Mandando richieste per l’utilizzo di piloti stranieri – spiega A.K Sharan, vice direttore generale della Dgca – le compagnie aeree indiane dovranno dimostrare che le loro necessità non possono essere soddisfatte facendo ricorso al mercato indiano, nonostante i loro sforzi di reclutamento e addestramento di piloti indiani”. “Non vogliamo danneggiare la crescita delle compagnie – ha dichiara un altro funzionario della Dgca – ma solo difendere gli interessi degli studenti indiani”. Dei 5.500 piloti che lavorano in India con le compagnie locali, attualmente circa 1.000 sono stranieri. Anche il numero dei co-piloti stranieri è in crescita, a dimostrazione di un trend generale.

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