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Il Nepal cambia la politica dei visti turistici

Il Nepal ha aumentato il costo del visto di ingresso. Non più gratuito per coloro che restano al massimo per 3 notti. Ora si pagano 25 dollari per soggiorni fino a 15 giorni, con multiple entry. Un cambiamento radicale nella politica turistica nepalese che permetteva fino ad ora a coloro che volevano visitare Kathmandu e la valle (Patan e Bhaktapur principalmente) di non pagare il visto. Questa gratuità ora è stata tolta. Dal 16 luglio tutti dovranno pagare fino a quindici giorni di permanenza anche se restano meno. Devo dire che la cosa mi pare sensata nell’ottica di spingere i turisti a rimanere di più in Nepal, magari visitando anche Pokhara, Chitwan e altre zone. Tra l’altro, il prezzo del visto mi sembra ragionevole e comunque anche prima bisognava fare la fila all’aeroporto per ottenere quello gratuito. L’ottenimento del visto può avvenire sia all’aeroporto come prima che presso una ambasciata o consolato che, purtroppo, in Italia non abbiamo. Il visto si può ottenere a Delhi, per coloro che passano dall’India.

Ecco nel dettaglio le nuove tariffe:

15 days (multiple entries): US$ 25.00 or equivalent foreign currency
30 days (multiple entries): US$ 40.00 or equivalent foreign currency
90 days (multiple entries): US$ 100.00 or equivalent foreign currency

Il visto può essere poi esteso pagando in loco 2 dollari al giorno.

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Via il re, ma chi si occupa ora della Kumari?

Chi dovrà ora consacrare la nuova Kumari? In Nepal è caos perché nessuno sa come comportarsi per la consacrazione della dea bambina. Prima, infatti, la consacrazione era gestita dal primo sacerdote del re. Ma da quando il Nepal è diventato una repubblica e si è messo fino ai 240 anni di monarchia, ci si pone ora il problema della dea bambina. Un mio caro amico, al quale ho chiesto sul destino della kumari, mi ha detto che è una tradizione che ora andrà a finire.

Intanto a Bhaktapur, una delle città della valle di Kathamandu, si è tenuto un incontro per eleggere la nuova kumari della città. L’incontro è stato deciso dopo che il GSCO (il Guthi Sansthan Central Office, un organismo governativo deputato a queste decisioni) ha proposto, come nuova kumari di Bhaktapur, Shreeya Bajracharya, una bambina di sei anni.

Nella piccola città della valle, infatti, il “posto” di kumari è ormai vacante sin dallo scorso 19 gennaio, quando la kumari precedente, Sajani Shakya, si e’ ritirata.

Fino ad ora era il sacerdote del re ad avere l’autorità di decidere e dire l’ultima parola sull’approvazione delle kumari. Ora, con l’abolizione della monarchia, le cose sono cambiate e, per decidere sulla faccenda, sono stati consultati numerosi esperti ed è anche stato informato il Ministero delle riforme.

Narendra Prasad Joshi, capo del tempio di Taleju a Bhaktapur, insieme al suo aiutante, Nhuchhe Ratna Shakya, ha scelto la piccolo Shreeya fra molte altre ragazzine tra i due anni e mezzo e i sette anni. La scelta della bambina destinata a rivestire il ruolo di Kumari avviene seguendo un ben preciso rituale religioso.

Finora inoltre, i sacerdoti dovevano verificare che l’oroscopo dell’aspirante dea fosse compatibile con quello del re. In base alla tradizione, l’aspirante kumari deve possedere 32 qualità. La piccola Shreeya, hanno detto i responsabili del Guthi Sansthan, ha espresso una forte volontà di essere la nuova kumari di Bhaktapur e anche i suoi genitori ne sarebbero molto felici, aggiungendo che la bambina possiede molte delle qualità richieste tra cui la pelle chiara, i capelli e gli occhi neri e una voce cristallina.

La Kumari di Bhaktapur percepisce, come stipendio, 1700 rupie nepalesi mensili (circa 17 euro) da parte del Ministero delle Finanze e 450 rupie nepalesi mensili (circa 4 euro) dal Guthi Sansthan Central Office. A differenza della kumari di Kathmandu, che vive in un palazzo lontana dalla sua famiglia di origine, a Bhaktapur la kumari rimane con i suoi genitori.

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In pensione anticipata la Kumari, la dea bambina

E’ andata in pensione a 11 anni la Kumari di Bhaktapur, citta’ nella valle di Kathmandu, considerata tra le tre piu’ importanti dee viventi del Nepal. Sanjani Shakya avrebbe avuto ancora pochi anni di deità, almeno, come prevede la regola, fino alla pubertà o fino a quando non si sia ferita.

La ragazza era stata già al centro l’anno scorso di polemiche per aver lasciato Bhaktapur alla volta degli Sati Uniti, nei quali aveva fatto un viaggio. Al suo ritorno si formarono due fazioni: da un lato coloro che chiedevano una modernizzazione della figura della Kumari e quindi la possibilità, vietata dalle regole, di lasciare il paese. Dall’altra i tradizionalisti che non avevano visto di buon’occhio questa scelta del viaggio.

La famiglia di Sanjani ha fortemente chiesto che la loro pupilla lasciasse il trono, dopo questi mesi di accese polemiche. E la scelta non è parsa vera all’organizzazione che gestisce la vita della Kumari, tanto che si sono subito messi alla ricerca di una nuova kumari, secondo le regole tradizionali.

Qui una serie di foto sul Nepal.

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