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Statuetta di Hanuman per Obama

Un gruppo di sostenitori indiani di Barack Obama ha deciso di inviargli, in segno di buon auspicio e per augurargli il successo, una statuetta di Hanuman, il dio scimmia del pantheon induista. Lo rivela l’agenzia di stampa indiana Press Trust of India. I sostenitori indiani di Obama affermano di aver saputo che il candidato afroamericano alla Casa Bianca, porta sempre con se’, come talismano, una raffigurazione del dio scimmia. La statuetta, ricoperta di oro, e’ stata consegnata nelle mani della rappresentante di Obama in India, Carolyn Sauvage-Mar che e’ stata incaricata di consegnarla ad Obama dopo che sara’ stata consacrata. ”Martedi’ e’ un giorno considerato fortunato dai devoti di Hanuman – spiega Lalu Maharaj – uno dei sacerdoti che hanno partecipato alle preghiere e all’organizzazione della consacrazione della statua per Obama presso il tempio indu’ di Sankat Mochan Dham a Delhi, dedicato appunto ad Hanuman – per questo proprio oggi abbiamo organizzato una puja (rituale di preghiera induista, ndr)”. ”Barack Obama e’ un profondo devoto di Hanuman – dice un altro sacerdote del tempio, Brij Mohan Bhama – e la sua vittoria portera’ beneficio anche all’India”. ”Accettando questo dono – ha detto Sauvage Mar, che rappresenta il partito di Obama in India – il senatore intende ringraziare questo Paese per il supporto”. La Sauvage ha tuttavia diplomaticamente evitato di rispondere a domande sulle credenze religiose di Barack Obama, forse per evitare polemiche o fraintendimenti in un momento delicato della campagna elettorale americana. La statua di Hanuman rimarra’ ancora in India per undici giorni e poi verra’ mandata negli Stati Uniti. ”Pregheremo per undici giorni – ha spiegato uno dei sacerdoti – in modo che la statua venga santificata. In seguito la daremo a Carolyn perche’ la dia ad Obama”.

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Il Pakistan verso il dialogo con i talebani, USA preoccupati

Il governo pachistano ha deciso di intraprendere la via del dialogo con i taleban del nord-ovest. Lo confermano fonti di stampa di Islamabad secondo le quali il governo avrebbe gia’ siglato un accordo con un gruppo taleban. Il Tehrik Nifaz-e-Shariat Mohammadi (Tnsm), messo al bando nel 2002, e il cui capo e guida religiosa, il settantenne maulana Sufi Mohammad, e’ stato rimesso in liberta’ in seguito all’accordo, ha accettato di fermare le azioni militari optando per una via politica. Sufi Mohammad e’ il suocero del Maulana Baiatullah, considerato uno dei leader della rivolta taleban in Pakistan, molto vicino ad Al Qaeda, e il mandante dell’omicidio dell’ex primo ministro pachistano Benazir Bhutto il 27 dicembre scorso. Nonostante governo e gruppo taleban abbiano deciso per un cessate il fuoco, l’esercito ha annunciato che rispondera’ ad eventuale attacchi e alcune fazioni del gruppo taleban hanno detto di voler continuare la lotta. Nella parte occidentale del paese, nella zona frontaliera con l’Afghanistan, in particolare nella Provincia di Nord-Ovest e nella regione dello Swat, ci sono ancora molti gruppi taleban che combattono in armi contro il governo di Islamabad per l’instaurazione nel paese della sharia, la legge islamica. In poco piu’ di un anno sono circa 1100 le vittime. Diversi gruppi taleban pachistani sono considerati legati ad Al Qaeda.

Il comandante di un gruppo terroristico pachistano legato ai Taleban e ad al Qaida ha ordinato oggi ai suoi di far cessare gli attacchi dopo che il nuovo governo del Pakistan ha avviato trattative di pace. Lo rivela un funzionario del governo di Islamabad. Il capo in questione è Baitullah Mehsud, leader del gruppo Tehrik-e-Taliban, considerato responsabile, fra le altre cose, dell’attentato nel quale rimase uccisa la leader dell’ opposizione Benazir Bhutto lo scorso 27 dicembre. Ieri il nuovo governo pachistano emerso dalle elezioni dello scorso 18 febbraio, ha annunciato l’avvio di un dialogo con i Taleban nelle regioni tribali del nord-ovest ed avrebbe già firmato un accordo con un gruppo. “Tutti i membri di Tehrik-e-taliban hanno ricevuto ordine da Baitullah Mehsud di far cessare ogni attività offensiva per il bene della pace”, si legge in un volantino diffuso dal movimento estremista nella regione tribale del Sud Waziristan, dove è più radicato. “Non si accetteranno deroghe. Si tratta di un ordine perentorio”, si aggiunge nel volantino. Il movimento Tehrik-e-Taliban è un’alleanza formata lo scorso anno fra diversi gruppi islamici attivi nelle regioni tribali Pashtun al confine con l’Afghanistan.

Ma la Casa Bianca ha espresso oggi ”preoccupazione” per un possibile accordo di pace tra il governo del Pakistan e i taleban. ”E’ una cosa che ci preoccupa – ha detto oggi la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino – incoraggiamo il governo del Pakistan a continuare a combattere i terroristi e a non turbare alcuna operazione militare in corso volta a impedire che i terroristi trovino rifugio nell’area”. Gli Stati Uniti forniscono ogni anno al Pakistan notevoli somme di denaro per sostenere la lotta al terrorismo e per dare la caccia al leader di Al Qaida Osama bin Laden. La Perino, pur sottolineando che non esiste una conferma ufficiale di tale accordo, ha affermato che ”in linea di principio siamo sempre preoccupati nei confronti di questo tipo di iniziative perche’ non crediamo siano utili”.

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