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Per Salman Rushdie, Il Milionario è una cagata pazzesca!

‘The Millionaire’ ha una trama assurda ed il libro da cui è tratto, ‘Le 12 domande’ di Vikas Swarup, è alla base della sua incoerenza: è questo il giudizio impietoso espresso dallo scrittore indiano Salman Rushdie sulla pellicola del regista scozzese Danny Boyle, ambientata in India, che ha trionfato agli ultimi oscar. In un intervento presso la Emory University di Atlanta riportato dal quotidiano britannico The Guardian, l’autore ha contestato che i due protagonisti del film possano finire al Taj Mahal, a mille miglia da dove si trovavano nella scena precedente, e la maniera in cui riescono a procurarsi una pistola. Riguardo al libro di Swarup, ha commentato: “Il problema di questo adattamento inizia con il volume dal quale è adattato”. Lo scrittore non ha avuto parole gentili nemmeno per gli altri film protagonisti della notte degli Oscar tratti da libri. ‘The Reader’, nato da un romanzo di Bernard Schlink, è, secondo lui, “una pellicola pesante e priva di vita, uccisa dalla rispettabilità”, mentre ‘The Curious case of Benjamin Button’, basato su un racconto di F. Scott Fitzgerald “alla fine non ha niente da dire”. Un adattamento per il grande schermo di Midnight’s Children di Rushdie è comunque attualmente in fase di realizzazione per la regia di Deepa Mehta, il quale sta lavorando alla sceneggiatura insieme allo scrittore.

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Baby attore di Slumdog non vuole fare intervista e il padre lo picchia

Azharuddin, il piccolo attore del film Slumdog Millionaire, e’ stato picchiato dal padre perche’ non voleva essere intervistata dalla televisione al suo ritorno da Los Angeles. Il tutto, e’ stato ripreso dalla televisione indiana. Il bambino e’ tornata giovedi’ nella sua casa della baraccopoli di Mumbai e da allora, da quando il film ha conquistato otto premi Oscar, vive sotto i riflettori. Ieri sera Azharuddin era molto stanco, non aveva ancora smaltito il viaggio americano e voleva andare a dormire, nonostante i tanti giornalisti all’esterno della sua casa gli chiedessero interviste e saluti televisivi. Constatando il suo rifiuto,
Ismail Usnay, il padre dell’attore di dieci anni, gli ha dato uno schiaffo dinanzi alle telecamere, obbligandolo ad andare a parlare ai giornalisti, ai quali il piccolo attore ha detto di essere stato cattivo con il padre il quale lo ama e vuole solo il suo bene. ”Non volevo fargli male – ha detto alla stampa Mohmmad Ismail – ma lui deve cambiare atteggiamento, ha sbagliato”. Il gesto del padre e’ stato giustificato non solo dallo stesso ragazzino, ma anche dalla madre del baby attore, Shamima, che ha parlato di ”gesto non intenzionale”. Azharuddin nel film di Danny Boyle trionfatore agli ultimi Oscar, ricopriva il ruolo del protagonista, Jamal, da piccolo. Insieme a Rubina Ali, altra bambina delle baraccopoli di Mumbai che ha recitato nei panni di Latika da piccola, ha partecipato, insieme agli altri indiani del cast, alla Notte degli Oscar a Los Angeles. Dopo le polemiche sulle miserrime paghe ricevute e dietro la pressione internazionale, la produzione ha assicurato ai baby attori migliori guadagni e soldi destinati allo studio. Un investimento per i loro poveri genitori che non vogliono perdere questa occasione.

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Slum Dog vince otto Oscar, festa e polemica

Bollywood conquista Hollywood con la vittoria di otto statuette per Slum Dog Millionaire, il film che racconta la straordinaria vincita televisiva di un giovane delle baraccopoli di Mumbai. L’India e’ in festa per salutare la vittoria.
La stampa indiana punta soprattutto sul successo della parte indiana del film, il musicista AR Rahman (migliore colonna sonora e migliore canzone originale, Jai Ho, scritta insieme a Gulzar) e l’ingegnere del suono, Resul Pookutty vincitore (insieme a due colleghi stranieri) per il miglior suono. AR Rahman e’ diventato il primo indiano a vincere due Oscar. La notizia della vittoria ha fatto interrompere i telegiornali e le trasmissioni televisive con edizioni straordinarie che parlano dell’orgoglio dell’India, le stesse parole che ha usato il primo ministro Manmohan Singh per congratularsi con il cast.”Hanno fatto qualcosa di cui il Paese e’ fiero” ha detto il Premier indiano. ”Il risultato raggiunto e’ un tributo all’intera industria del cinema indiano”, ha poi aggiunto Manmohan Singh. Anche Sonia Gandhi ed altri politici hanno espresso il loro compiacimento e il ministro delle finanze sta pensando ad una esenzione delle tasse per il film e gli attori.
Tramite alcuni siti internet, come quello della televisione locale Ibnlive, attraverso un form si possono mandare dei regali al cast del film. Pur non essendo un film indiano, come uno dei suoi illustri predecessori, Passaggio In India (due Oscar nel 1985), Slum dog e’ riuscito a vincere un premio nell’olimpo del cinema, riportando lustro ad un cinema ghettizzato. All’Oscar in realta’ l’India c’era andata gia’ vicina nel 2002 con Lagaan, il film totalmente indiano del regista-attore-produttore Aamir Khan, ma la nomination avuta come miglior film straniero e le ottime critiche non servirono a portare a Delhi una statuetta. Nessun film indiano e’ entrato nella cinquina dei migliori film stranieri quest’anno. Eppure non tutti sono contenti. Se nelle baraccopoli dove vivono le famiglie dei baby attori si festeggia, in altre parti del Paese invece si protesta per le miserrime paghe date agli attori e per il loro sfruttamento, come pure per l’immagine che il film fornisce dei poveri indiani. Il regista inglese, Boyle, viene accusato di aver dato una immagine stereotipata dell’India, da colonizzatore, non rispondente alla realta’. E si protesta ancora per quel titolo, il cane della baraccopoli. Persino la vecchia guardia di Bollywood non è molto contenta: dopo aver snobbato gli oscar definendoli inutili, il piu’ grande attore di Bollywood, Amitabh Bachchan, sul suo blog ha criticato il film. Una critica, quella di Bachchan, in cui molti vedono l’invidia per il fatto che il film di suo figlio, Dili 6, non è stato accolto cosi’ favorevolmente dalla critica, nonostante sia stato presentato a New York. Amitab aveva infatti descritto Slum Dog Millionaire come un film che ”proietta l’India come un paese del terzo mondo e che provoca disgusto e dolore tra nazionalisti e patrioti”. Alla notizia della vittoria tuttavia la ”leggenda” Bachchan ha corretto il tiro, parlando di ”orgoglio per la nazione e di uno dei giorni piu’ felici per l’industria del cinema indiano”.
Ma agli Oscar l’India ha vinto anche con il miglior documentario. Ancora una regista straniera, ancora una immagine del paese diversa dall’India risplendente e artefice del miracolo economico di cui tanto si parla. L’India di una bambina discriminata per il suo labbro leporino, e’ infatti alla base del documentario Pinky, la cui vittoria e’ pero’ stata oscurata dal successo di Slum Dog.

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