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Su Barah Aana e la corretta informazione

Premetto che non ho nulla contro Violante Placido e il film che ha girato in India, Barah Aana, che è anche carino. Anzi, ce ne fossero di iniziative del genere. Ho sentito e letto però le cose più disparate su questo film, e tutte quelle che ho sentito non son proprio corrette. Lo hanno spacciato per una coproduzione italo-indiana, hanno vantato che la Placido fosse la prima ad aver girato in India.

La questione sta in questi termini. Il film è un film totalmente indiano, in hindi, niente coproduzione italo-indiana. Non lo è perché non c’è nessuna casa di produzione italiana dietro che ha messo i soldi. Non c’è nessun produttore dietro che ha messo i soldi. Nel cast tecnico figura una valente professionista italiana che ha lavorato nel film come produttrice esecutiva. Sia il produttore che il produttore esecutivo in inglese si chiamano producer. E qui sta l’equivoco. Nel primo caso, il produttore è quello che materialmente rischia finanziariamente, ci mette soldi, investe di suo, guadagna o (come il più delle volte accade) perde. Il secondo, il produttre esecutivo, è invece colui che gestisce le riprese, che cerca di ottimizzarle per ottimizzarne i costi. E’ un dipendente, come tale stipendiato, non investe di suo se non nel lavoro.

Nel film in questione, dicevo, c’è una produttrice esecutiva italiana. Brava, per carità, ma produttrice esecutiva. Lei tra l’altro, è riuscita a portare la Placido nel film e a trovare uno sponsor italiano, la Lavazza, il cui logo figura anche nel manifesto. All’inizio del film, i protagonisti bevono litri di caffè lavazza. Una cosa che in Italia non è proprio permessa.

Il secondo punto è che questo film non può essere la risposta a Milionaire, semplicemente perché di risposte ce ne sono state diverse. Barah Aana non è il primo e non sarà l’ultimo film indiano che parla di slum, di persone che escono dagli slum, di ambientazioni del genere. E non è neanche il primo del filone della commedia neorealista indiana, in termini diversi dai film più propriamente e canonicamente definiti di Bollywood, cominciata negli anni 60 in India.

Violante Placido non è la prima né l’ultima attrice italiana ad aver girato in India, come del resto ci sono stati diversi attori/attrici indiani ad aver girato in Italia in film italiani.

Ripeto, ben vengano operazioni del genere, ma bisogna definirle per bene. Questa mi sembra un po’ troppo pubblicitaria.

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Un film indiano con Violante Placido

Sta per uscire nelle sale di otto grandi citta’ indiane ‘Barah Aana’, un film diretto da Raja Menon e ambientato a Mumbai, con una parte affidata all’attrice italiana Violante Placido. La pellicola ambisce ad essere una risposta indiana al britannico Millionaire, il lavoro del regista Danny Boyle, vincitore di otto Oscar. ‘Barah Aana’ narra le imprese di una improbabile combriccola di amici (un autista, un guardiano ed un cameriere) nei bassifondi di Mumbai, inaugurando un filone di commedia neorealista indiana. Oltre a due protagonisti (Naseeruddin Shah e Vijay Raaz) di ”Matrimonio Indiano”, che fu leone d’Oro a Venezia 2001, il film vede Violante Placido nelle vesti di una straniera (Kate) invischiata in attivita’ poco pulite. ”E’ una sfida a cui abbiamo voluto partecipare – ha commentato Giulia Achilli che ha seguito la realizzazione per conto di un investitore privato italiano – perche’ il film esce dai cliche’ della tradizione romantica prevalente della cinematografia indiana”. ‘Barah Aana’ mette a nudo la durezza dei meccanismi gerarchici esistenti fra le differenti caste sociali indiane. Presentando l’anteprima del film nella sala dell’Istituto italiano di cultura di New Delhi, l’ambasciatore Roberto Toscano ha ricordato la firma lo scorso anno di un accordo di coproduzione italo-indiano e ha sostenuto che ”il cinema e’ un area in cui possiamo sviluppare molto dialogo e molti scambi”.

fonte: ANSA

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