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Bollywood e Hollywood contro la pirateria

Bollywood e Hollywood, le due principali industrie cinematografiche del mondo, hanno deciso di unire i loro sforzi contro i Ddv piratati e i film scaricati da Internet. La Motion Picture Association of America (Mpaa) e sette principali produttori cinematografici indiani hanno infatti formato un’alleanza sullo spinoso tema. Secondo la stampa indiana la decisione è stata annunciata ieri durante un seminario a Mumbai dedicato agli operatori del settore. Nell’accordo saranno coinvolti anche gli organi di polizia, i cinematografi e i fornitori di connessioni Internet. La riproduzione illegale di film in India è ampiamente diffusa e anche tollerata dalle autorità locali. In base a stime contenute in un rapporto del 2008 realizzato da US-India Business Council e dalla società di ricerche di mercato Ernst and Young, si ritiene che Bollywood abbia perso quasi oltre 950 min di dollari e oltre mezzo milione di posti di lavoro a causa dei DVD piratati. I film illegali rappresentano in India il 60% del totale del mercato, secondo una ricerca di KPMG. Larga parte di questi, carpiti nelle multisale con l’uso di telecamere digitali.

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No dal Pakistan a film indiano

India e Pakistan, paesi confinanti dalle pessime relazioni, continuano a duellare a distanza anche sul grande schermo. Il film indiano “Lahore”, infatti, è incappato nella censura di Islamabad e non potrà essere proiettato nelle sale pachistane. Il produttore del film, Vivek Khatkar, ha rivelato che le autorità pachistane ne hanno bloccato la distribuzione sostenendo che esso “mette in cattiva luce l’immagine del Pakistan” e anche perché sostanzialmente contrarie al titolo stesso di “Lahore”. Parte delle scene sono state girate nella capitale culturale pachistana da una troupe straniera in quanto gli indiani non hanno potuto ottenere i visti d’ingresso in tempo per le riprese. La trama del film, diretto dal regista debuttante Sanjay Puran Singhj Chauhan, racconta una storia di amicizia sportiva tra un campione indiano di kickboxing e uno pachistano, storia che travalica le differenze religiose e politiche. Va detto che il governo di Islamabad ha consentito solo dal 2008 la distribuzione dei film di Bollywood, molto popolari tra il pubblico pachistano. Lo scorso settembre “Lahore” è stato presentato in anteprima europea al Salento International Film Festival dopo aver ottenuto diversi riconoscimenti internazionali e Aanaahad ha ottenuto il premio per il miglior attore emergente nel ruolo del protagonista, Veeru. Nel cast del film, distribuito dall’americana Warner Bros Picture e uscito da ieri nelle sale indiane, c’é anche l’attrice pacifista ed ex-Miss India, Nafisa Ali, ritornata sul grande schermo dopo una lunga assenza.

fonte: ANSA

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Bollywood interpreta Toto Cutugno

No, non vi state sbagliando. Quella che sentite di seguito è L’Italiano, la celebre canzone di Toto Cutugno, un vero inno nazionale italiano conosciuto in tutto il mondo. Anche in India, dove il famoso attore di Bollywood, Aamir Khan (quello di Lagaan, per intenderci) l’ha interpretata anni fa (siamo nel 1999) nel film Mann, con il titolo di Nasha Ye Pyaar Ka Nasha Hai.
Il video è seguito dal testo originale. Lascio agli indologi la traduzione.

Nasha Ye Pyaar Ka Nasha Hai
Ye Meri Baat Yarron Maano
Nashe Mein Yaar Doob Jaao
Raho Na Hosh Mein Deewanon

Nasha Ye Pyaar Ka Nasha Hai
Ye Meri Baat Yarron Maano
Nashe Mein Yaar Doob Jaao
Raho Na Hosh Mein Deewanon
Ki Jabse Maine Tumko Ye Dil De Diya
Meetha Meetha Sa Dard Le Liye
Suno O Priya
Maine Tumko Dil Diya

Nasha Ye Pyaar Ka Nasha Hai
Ye Meri Baat Yarron Maano
Nashe Mein Yaar Doob Jaao
Raho Na Hosh Mein Deewanon

Nazar Se Yoon Nazar Mili Nazar
Deewana Main Ho Gaya
Asar Ye Kya Hua Asar
Kahan Ye Mann Kho Gaya
Behke Behke Kadam Behka Behka Hai Mann
Chha Gaya Chha Gaya Mujhpe Deewanapan
Sun O Priya
Maine Tumko Dil Diya

Nasha Ye Pyaar Ka Nasha Hai
Ye Meri Baat Yarron Maano
Nashe Mein Yaar Doob Jaao
Raho Na Hosh Mein Deewanon

Jhguki Jhuki Nigaah Mein Bala Ki Shokhiyaan Chhupi
Khuli Khuli Laton Mein Bhi Haay Ghata Ki Mastiyaan Ruki
Ye Haya Ye Ada Ye Haseen Ye Nayan
De Gaya De Gaya Meethi Meethi Chubhan
Suno O Priya
Maine Tumko Dil Diya

Nasha Ye Pyaar Ka Nasha Hai
Ye Meri Baat Yarron Maano
Nashe Mein Yaar Doob Jaao
Raho Na Hosh Mein Deewanon
Ki Jabse Maine Tumko Ye Dil De Diya
Meetha Meetha Sa Dard Le Liye
Suno O Priya
Maine Tumko Dil Diya

Nasha Ye Pyaar Ka Nasha Hai
Ye Meri Baat Yarron Maano
Nashe Mein Yaar Doob Jaao
Raho Na Hosh Mein Deewanon

Nasha Ye Pyaar Ka Nasha Hai
Ye Meri Baat Yarron Maano
Nashe Mein Yaar Doob Jaao
Raho Na Hosh Mein Deewanon

Nasha Ye Pyaar Ka Nasha Hai
Ye Meri Baat Yarron Maano
Nashe Mein Yaar Doob Jaao
Raho Na Hosh Mein Deewanon

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A Bollywood la maggioranza di film vietati ai minori

Bollywood sembra non essere piu’ la patria dell’industria cinematografica per famiglie, dal momento che nel 2009 la maggior parte dei film prodotti erano riservati agli adulti. Su 248 film prodotti a Mumbai, solo 93 sono stati dichiarati dall’organo di censura indiano, visibili a tutti bambini compresi; 92 sono stati bollati come visibili da maggiori di 12 anni con supervisione di adulti; 63 sono stati invece dichiarati film per adulti. Ma l’inversione di tendenza rispetto al passato, quando i film per adulti si contavano sulle dita di una mano, non interessa solo Bollywood ma anche le altre industrie cinematografiche indiane. Nel cinema Telugu, dal nome dell’omonima lingua parlata nello stato centro-meridionale dell’Andra Pradesh, il film per adulti sono stati 62 su 286 (140 film per famiglie e 84 vietati ai minori di 12 anni). I tamil hanno prodotto 37 film per adulti, il cinema Kannada (dello stato meridionale del Karnataka) ne ha prodotti 21 mentre il cinema Malayalam (dello stato meridionale del Kerala) quest’anno ne ha prodotti 13. In tutti e quattro i casi, pero’, a differenza di Bollywood, la percentuale dei film per adulti e’ di molto inferiore a al totale del film prodotti e visibili da tutti. Il Censor Board of Film, l’organo governativo che decide la censura per i film indiani, ha riscontrato un aumento considerevole dei film per adulti fra quelli di Bollywood. A far aumentare il loro numero, la presenza nei film di maggiori scene di sesso e di violenza, oltre all’uso di un linguaggio forte. Ma le polemiche intorno alla certificazione montano in maniera forte. Secondo i produttori e i registi l’organo di censura esagera con i suoi giudizi, non considerando i cambi e l’evoluzione della societa’. Per i registi e produttori, e’ necessaria una revisione del regolamento di censura che tenga conto dei cambiamenti della societa’. Questa revisione dovrebbe infatti considerare il fatto che quasi 6 milioni di indiani sono sotto i 25 anni e sono molto diversi da quelli per i quali venne scritto il regolamento del Censor Board. E, il vecchio regolamento, non permette al cinema indiano di mettersi al pari con quello straniero. In quello di Bollywood, infatti, anche un bacio puo’ far propendere il Board per decretare il film come ”per adulti”, mentre in nessun film, anche quelli vietati ai minori, c’e’ un nudo anche parziale di qualcuno. Per questi, esiste il sottobosco dei film Blue Movie, venduti illegalmente nei mercati indiani. Le critiche dei registi nascono soprattutto dal fatto che, tramite internet, i ragazzi oggi possono accedere a siti porno senza problemi e, secondo le ultime statistiche, proprio gli indiani sono fra i maggiori fruitori al mondo di pornografia su internet a tutte le eta’, ma sopratutto fra adolescenti. Secondo i dati dell’industria cinematografica indiana, il 70% dei film stranieri riceve una ”A”, simbolo di film destinato ad un pubblico adulto. Emblematico il caso del film vincitore di otto premi Oscar ”Slumdog Millionnaire” (Il Milionario), la cui versione inglese e’ stata bollata con una A dal Censor Board mentre la versione in hindi e’ stata giudicata con una ”U”, simbolo dei film per tutti senza restrizioni.

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Muore attore, folla addolorata scatena violenze

La polizia indiana e’ dovuta intervenire a Bangalore, nel sud dell’India, per disperdere migliaia di fan di un famoso attore appena morto. Vishnuvardhan, 59 anni, e’ stato forse il piu’ famoso attore del cinema in lingua Kannada, sviluppato nello stato meridionale del Karnataka. L’attore ieri sera ha avuto problemi respiratori ed e’ morto durante la notte. Alla notizia, migliaia di suoi fan si sono accalcati dinanzi casa sua, dove e’ conservato il corpo prima della cerimonia funebre. Ma il dolore si e’ presto tramutato in rabbia e i sostenitori dell’attore hanno cominciato a distruggere quello che hanno trovato intorno. E’ intervenuta la polizia che ha lanciato lacrimogeni per disperdere la folla. Il Governatore, il primo ministro e la moglie dell’attore hanno chiesto a tutti i fan di mantenere la calma e interrompere le violenze. Per Vishnuvardhan, sono previsti funerali di stato in Karnataka.

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Pessimo anno per Bollywood

Per l’industria cinematografica indiana, e quindi per la celebratissima Bollywood, il 2009 è stato un ‘Annus Horribilis’ con perdite che secondo gli esperti avrebbero abbondantemente superato i 100 milioni di euro. La crisi economica mondiale, un duro conflitto fra i produttori ed i proprietari delle sale multiplex e, se ciò non bastasse, anche una serie di clamorosi fiaschi al botteghino, hanno creato una situazione senza precedenti, che pone importanti interrogativi per gli investimenti futuri. Uno dei più attenti analisti del business cinematografico indiano, Taran Adarsh, ha detto all’agenzia di stampa Ians che a contribuire al fallimento è successo di tutto: “Il virus h1n1, moltissimi match di cricket in tv (sport nazionale che toglie spettatori), tesissime elezioni nazionali e scioperi a ripetizione”. “Purtroppo – ha aggiunto – ad aggravare il tutto hanno contribuito alcuni clamorosi flop di film come Chandni Chowk To China (la prima commedia di kung fu di Bollywood), Aladin (ispirato al film di Robin Williams del 1992) e Kurbaan, che hanno fatto perdere ai finanziatori il 75-100% degli investimenti”. D’accordo il critico cinematografico Omar Qureshi, per il quale “il 2009 è stato uno dei nostri peggiori anni. Perfino i film lanciati durante il Diwali (festa indiana del bene che prevale sul male), ossia i più importanti dell’anno, sono stati deludenti fallimenti (fra tutti Blue e Main Aurr Mrs. Khanna)”. Coprodotto dalla Warner Bros, Chandni Chowk To China è costato una cifra alta per l’India (7,5 milioni di euro) che non é rientrata dal botteghino, così come sono andati persi in gran parte i finanziamenti di Billu (3,3 milioni di euro) e Delhi 6 (6,6 milioni di euro). E sui circa 120 film prodotti finora a Bollywood, ben pochi sono riusciti a rientrare nei costi. Non possono comunque lamentarsi i produttori di importanti lavori come Love Aaj Kal, Kaminey, Wanted e All The Best, mentre a sorpresa hanno avuto una buona risposta realizzazioni ‘low cost’ come Razz-The Mistery Continues, Dev D, 13B e Phoonk. Per Adarsh, inoltre, “ha contribuito al crack finanziario l’aumento delle remunerazioni delle star che ha trasformato in un’impresa titanica per i produttori il recupero dei costi”. Adesso bisogna preparare la rivincita nel 2010, ha concluso Qureshi, per il quale “vanno reinventate le sceneggiature con buone storie e cast di livello. L’obiettivo deve essere fare un cinema intelligente”.

fonte: ANSA

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La superstar musulmana di Bollywood bloccata all’immigrazione. Scandalo

Shah Rukh Khan

Shah Rukh Khan

Scandalissimo a Bollywood. Una di quelle cose che fanno incazzare come licaoni gli indiani e dimostrano come siano stati da sempre colonizzati perché utilizzano anche loro il “lei non sa chi sono io”. Quello che sto per raccontare può succedere a chiunque , noto o meno noto, anche se forse Sean Connery o uno simile avrebbe avuto un destino diverso. Una di quelle cose che piacciono tanto all’amico Tuttoqua. Andiamo con ordine.

Shah Rukh Khan è un attore famoso di Bollywood. Dopo la megastella Amitabh Bachchan, la leggenda vivente, Khan è l’attore più noto. In patria, ovviamente, o comunque tra gli appassionati di Bollywood e tra i tanti indiani nel mondo. In ogni caso è famosissimo e può contare su un pubblico numeroso, non foss’altro per i grossi numeri dell’India. SRK, come è conosciuto in patria, oltre ad essere un attore famoso, è anche il proprietario della squadra di cricket di Calcutta. Insomma, amato da tutti.
Cosa è successo a SRK? Stava transitando per gli USA dove si stava recando per un contratto. Atterrato a Newark in New Jersey, SRK e’ stato fermato dalle autorità di immigrazione. Non sono bastati i documenti. Secondo quanto lo stesso attore ha raccontato alla televisione, gli agenti gli avrebbero detto che il suo cognome è troppo comune fra coloro che sono segnalati per diverse cose, e che avrebbe dovuto contattare qualcuno che poteva garantire per lui e la sua identità. E così, è stato trattenuto un paio di ore in una stanza dove, dice lui, c’erano altre persone, molte musulmane come lui, che gli hanno anche chiesto l’autografo.
La cosa ha destato scandalo, anche se l’attore ha ribadito che nessuno gli ha chiesto le impronte digitali e lui è stato ospitato in questa stanza. Ma l’India si è rizelata, i fan si ribellano. Qualche giorno fa era successa una cosa simile ma a Delhi e all’ex presidente indiano Kalam, che è dovuto passare come tutti i cittadini comuni, sotto i controlli di sicurezza.
Io vorrei dire a SRK: caro signore, tu hai sicuramente più fan di Tony Tammaro (anche se non credo che vali di più), ma solo perchè i tuoi fan, sono tutti circoscritti e collegati ad un paese secondo al mondo per numero di abitanti. La stessa cosa poteva accadere all’attore più famoso in Cina che nessuno conosce in occidente. Si, mi puoi dire, sei stato fermato solo perché sei un Khan, musulmano. E’ vero. C’è sicuramente una fobia secondo molto non ingiustificata. Converrai che dopo l’11 settembre qualcosa è cambiato nel rapporto con i musulmani, soprattutto negli USA. Certo, ti saranno girate le p@@@e perché invece di stare nella tua bella e fichissima lounge che piacciono tanto anche al mitico AF (aka da 1 a 15) – non vi dirò mai chi è – ti hanno messo in una anonima stanza con fan adoranti. Ma è quello che passano i comuni mortali ai quali, ti ricordo, appartieni pure tu. Con la differenza che hai un talento indiscusso che ti frutta soldi e fai sognare tante persone. Ma sempre ti siedi sulla tazza come uno di noi (almeno spero, o hai il bagno turco a casa?) e quando non ci sarai più, come per tutti noi di te resterà solo il ricordo. ‘A morte ‘o ssaje ched”e?… è una livella
Allora, anziché gettare acqua sul fuoco, perché non dici di essere stato contento che abbiano fatto i controlli così approfonditi perché questi controlli in fin dei conti, servono anche a garantire la tua sicurezza? Ma caro SRK, tu come tanti sei affetto da divismo. A te non possono fare nulla. Solo perché sei SRK. Come direbbero i miei amici di Saint Mary of Istanbul Square (Largo Santa Maria di Costantinopoli Torre del Greco, ndr),: ma chi te sape!
Inutile dire che sulla cosa è intervenuto il governo indiano che ha annunciato una inchiesta, ha convocato l’ambasciatore americano, tutti si sono indignati. Mi chiedo se il povero mister Mohammed Khan abitante del villaggetto dell’Uttar Pradesh si fosse trovato nella stessa situazione, il governo indiano avrebbe mosso un dito? Oggi è la festa dell’indipendenza indiana, il Primo MInistro ha tenuto il discorso alla nazione. Ma sapete qual’è la notizia di apertura dei giornali, telegiornali e siti di informazione? La vicenda SRK. C’è qualcosa che non quadra.

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Rakhi ha scelto Elesh e non me

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Rakhi Sawant

E’ terminato ieri sera uno degli show televisivi piu’ seguiti nella televisione indiana, durante il quale una nota e chiacchierata attrice di Bollywood ha cercato e trovato l’uomo della sua vita, tra 12515 pretendenti. Lo show, Rakhi ka Swayamvar, disegnato intorno all’attrice indiana Rakhi Sawant,  una delle piu’ belle e fuori dagli schemi indiani, si e’ portato dietro una serie infinita di polemiche. Non sono stati pochi gli appelli al boicottaggio e le manifestazioni di protesta da parte di gruppi fondamentalisti indu’ e da parte di tradizionalisti, per i quali non e’ accettabile che da uno show televisivo venga scelto il marito per una ragazza. In India, il 90% dei matrimoni viene ancora combinato dalle famiglie ed e’ impensabile ai piu’ che una donna, per lo piu’ gia’ ritenuta troppo emancipata come Rakhi (conosciuta anche per foto in pose sexy

Rakhi Sawant

Rakhi Sawant

tanto da farla diventare una delle piu’ cliccate in internet), possa aprire una gara in televisione per trovare marito. I matrimoni si organizzano ancora sui giornali, dove ci sono gli annunci divisi per casta, religione ed etnia. Dopo 26 episodi e 16 contendenti finali, ieri la mano di Rakhi era contesa da tre aspiranti mariti: due giovani di Delhi e uno del Gujarat ma che risiede in Canada a Toronto. Ha vinto quest’ultimo, Elesh Parujanwala che, vestito con gli abiti tradizionali e indossato il turbante da sposo, ha celebrato, al termine della puntata trasmessa da un hotel di Mumbai ma ancora dinanzi alle telecamere e sotto i riflettori, il fidanzamento con Rakhi. L’attrice si e’ dichiarata molto contenta, in quanto sin dal primo giorno era rimasta colpita da Elesh. Ora i due, ha detto alla stampa Rakhi, dovranno conoscersi lontano dalle telecamere e decidere per il matrimonio, anche se lei e’ subito disponibile a sposarlo, ovviamente in uno studio televisivo. Rakhi non e’ nuova alle polemiche e agli scandali.

Rakhi Sawant

Rakhi Sawant

Nata 31 anni fa a Mumbai da una famiglia hindu, sin da ragazza decise di darsi al cinema. Per farlo pero’ dovette sfidare la volonta’ del padre – un funzionario di polizia – che riteneva ‘disonorevole’ la professione di attrice in quei film. Esasperato dalle pose e dai servizi fotografici sexy della figlia il padre fini’ per lasciare la casa dove viveva con Rakhi. Nel corso degli anni, la carriera cinematografica di Rakhi le ha regalato dei discreti successi senza però mai fare di lei una superstar. Fino a quando, di recente, Rakhi ha avuto un’idea: sfidare la radicatissima tradizione indiana del matrimonio combinato fra famiglie. Scegliendosi da sola il marito in diretta Tv, in un apposito programma dove lei avrebbe esaminato i migliori fra i pretendenti. Mo dico io: ma non sono meglio di questa faccia da …. qui sotto scelto da Rakhi? Ti prego, ripensaci.

Rakhi ed Elesh

Rakhi ed Elesh

Update: anche il Corriere della sera si è appassionato alla storia di Rakhi, mettendo sul sito foto di loro e foto di Rakhi che meritano di essere viste.

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Omosessualità tabù anche al cinema

Un grazie all’amico Marco Restelli, esperto di cinema indiano, che ha contribuito a schiarirmi le idee sull’argomento cinematografico.

L’omosessualità, oltre che un reato, è sempre stato anche un tabù in India. Non solo nella vita comune, ma anche in quello che è la massima espressione e rappresentazione della società indiana, il cinema di Bollywood. Nessun film dell’industria cinematografica indiana ha mai affrontato il problema se non di striscio, rappresentato principalmente dagli hijras, nome che in passato indicava gli eunuchi di epoca imperiale e che ora indica invece i transessuali. Water, il film sulle giovanissime vedove indiane di epoca gandhiana, uscito nel 2005 e girato da Deepha Metha con una produzione canadese, fu avversato in India anche perché toccava l’argomento omosessualità. La protagonista del film, che ricevette una nomination come miglior film straniero agli Oscar del 2007, nella pellicola stringe amicizia con un hijras. Un altro hijras, ha un importante ruolo nel film epico Jodhaa Akbar del 2008, che racconta la vita dell’imperatore moghul Akhbar e di sua moglie Jodha. In Dostana, commedia del 2008, due giovani indiani si fingono gay per affittare insieme un appartamento a Miami, ma vengono scoperti quando entrambi si innamorano della loro coinquilina. In India gli hijras sono al contempo venerati e temuti. Portano il nome degli eunuchi che un tempo erano al servizio dei re, ma sono oggi veri e propri emarginati, transessuali che girano per strada chiedendo l’elemosina e cacciando il malocchio. Sono però richiesti a cerimonie come battesimi e matrimoni perché, essendo stati sfortunati nella vita, si pensa attirino su di sé la potenziale sfortuna, sottraendola così al bambino o agli sposi.

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Scandalo a Bollywood: 12.515 mariti per Rakhi

La mia opera di razzia nei blog degli amici continua. Ecco un articolo preso dal blog dell’ottimo Marco Restelli, fine conoscitore di India e Bollywood. Marco, ma tu come me, vorresti essere il primo dei 12515?

rakhi sawant

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Femminismo? Furbizia? Marketing? Chi è Rakhi Sawant: una donna coraggiosa che ha deciso di sfidare una radicata tradizione indiana oppure solo  un’abile pubblicitaria di se stessa? Qualsiasi siano le intenzioni che l’hanno spinta a fare ciò che sta facendo, una cosa è certa: tutti i media indiani (e non solo, ormai) stanno parlando di lei. Ecco dunque un ritratto della protagonista di uno “scandalo” che fa discutere l’India.

rakhi sawant

rakhi sawant

Chi è Rakhi Sawant. E’ un’attrice e ballerina di Bollywood, nata 31 anni fa a Mumbai da una famiglia hindu di etnia marathi. Sin da ragazza decise di darsi al cinema (a destra, in un costume di scena). Per farlo però dovette sfidare la volontà del padre – un funzionario di polizia – che riteneva “disonorevole” la professione di attrice in quei film. Esasperato dalle pose e dai servizi fotografici sexy della figlia (foto sotto a destra) il padre finì per lasciare la casa dove viveva con Rakhi.
Nel corso degli anni, la carriera cinematografica di Rakhi le ha regalato dei discreti successi senza però mai fare di lei una superstar. Fino a quando, di recente, Rakhi ha avuto un’idea: sfidare la radicatissima tradizione indiana del matrimonio combinato fra famiglie. Scegliendosi da sola il marito in diretta Tv, in un apposito programma dove lei avrebbe esaminato i migliori fra i pretendenti.

Il matrimonio? E’ un reality show. Nell’aprile di quest’anno Rakhi annuncia il lancio di un reality sulla Tv nazionale NDTV Imagine, Rakhi ka swayamvar (cioè “La scelta matrimoniale di Rakhi”) e invita i maschi indiani

rakhi sawant

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desiderosi di sposarla a farsi avanti, presentando se stessi e le proprie ragioni. Risultato: ha ricevuto 12.515 proposte di matrimonio. Cosa che, naturalmente, ha fatto subito notizia.  E ora, dopo quasi due mesi di selezioni,  il momento della verità si avvicina: Rakhi sta per scegliere – fra migliaia – i 15 “fortunati” che parteciperanno al suo reality, da cui uscirà un solo vincitore. Quello che – a insindacabile giudizio di Rakhi – sarà degno di sposarla.

“Scandalosa” Rakhi: le polemiche. L’annunciato “matrimonio in reality” ha prodotto un boom mediatico che ha fatto scoprire agli indiani un’attrice finora nota più che altro per i suoi videoclip sexy. I fan club di Rakhi sono esplosi e l’opinione pubblica indiana si è divisa. Il fatto investe chiaramente temi enormi come la condizione femminile in India, e la nuova immagine che le giovani donne indiane hanno di sè – un’immagine spesso diversa da quella che avevano le loro madri.
Non bisogna però neanche dimenticare che la morale corrente indiana resta molto diversa da quella europea e che l’India è un Paese dove il matrimonio combinato è ancora visto con favore non solo nelle campagne ma anche nei ceti urbani più moderni. E’ un Paese dove i giornali hanno ancora oggi pagine di annunci matrimoniali in cui si specifica sempre la casta (jati) richiesta per il possibile fidanzato o fidanzata. In tale contesto culturale, Rakhi è stata attaccata anche da sue colleghe che l’hanno accusata di volersi fare solo pubblicità a spese della morale comune; ma agli inizi di giugno è stata difesa in tv dalla superstar di Bollywood Salman Khan. La telenovela continua. In attesa del reality. Ma la domanda iniziale resta: femminismo, furbizia, marketing? O un mix di tutto questo?

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