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I Talebani installano unilateralmente supremo tribunale

Il Maulana a Sufi Mohammed, il capo del gruppo talebano Tahrik-e-Nifaz Shariat Muhammadi (TNSM), ha annunciato la formazione unilaterale della Darul Qaza, il supremo tribunale islamico, nella valle dello Swat. Lo riferiscono i media pachistani. Il Maulana aveva ottenuto dal governo della Provincia Frontaliera di Nord Ovest (North West Frontier Province, NWFP), l’applicazione della Sharia, la legge islamica, nel distretto di Makaland nel quale si trova lo Swat. In cambio, il gruppo talebano che e’ ancora considerato fuorilegge, si e’ impegnato per la pace nell’area. Ma l’applicazione della sharia e’ stata contrastata successivamente dal governo di Islamabad che, anche rispondendo a pressioni straniere che vedono una sorta di ‘abdicazione’ del governo nei confronti dei talebani, da giorni ha ordinato all’esercito di attaccare le posizioni talebane. Da qui la decisione di Sufi Mohammed di continuare sulla strada dell’applicazione della legge islamica facendola diventare l’unica nell’area, con la decisione di organizzare la Darul Qazi, che e’ la suprema corte islamica che riceve gli appelli dai tribunali locali secondo la sharia.

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Continua offensiva pachistana anti talebani

L’offensiva delle forze di sicurezza contro i talebani nel nord-ovest del Pakistan si è intensificata nelle ultime 24 ore, in cui sono stati uccisi circa 60 militanti, proprio nel momento in cui riprendono le trattative tra il governo e i negoziatori pro-combattenti islamisti. I talebani hanno opposto ancora una resistenza accanita in vari villaggi, e durante la notte sono anche riusciti a sequestrare brevemente dieci membri delle forze paramilitari. Nella serata detenevano ancora 52 poliziotti e soldati catturati da domenica scorsa. Tra 55 e 60 talebani sono stati uccisi nel distretto di Buner in 24 ore, ha annunciato il portavoce dell’esercito pakistano, generale Athar Abbas. In un successivo bilancio dell’operazione “Tuono nero” lanciata domenica nel distretto di Lower Dir e martedì in quello di Buner, l’esercito ha assicurato di aver ucciso in tutto circa 190 militanti e di aver perso undici soldati. “L’operazione prosegue con successo”, ha concluso il generale Abbas. L’esercito aveva annunciato all’inizio della settimana di aver “ripulito” il Lower Dir e mercoledì di aver ripreso il controllo del capoluogo di Buner, Dagar, a circa cento chilometri a nord-ovest di Islamabad. Tuttavia le forze di sicurezza hanno riferito che gli islamisti si erano impadroniti di posti di polizia nel distretto. La notte scorsa, poi, una sessantina di talebani hanno attaccato il quartier generale delle forze paramilitari nel vicino distretto di Upper Dir, finora risparmiato dai combattimenti. Hanno quindi portato via dieci soldati, rilasciandoli poi nel primo mattino, “senza condizioni” secondo la polizia.

fonte: Ansa

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Ancora scontri fra esercito e talebani in Pakistan

L’esercito pachistano ha apparentemente assestato oggi un duro colpo ai movimenti talebani più radicali operanti nel paese prendendo il controllo di Daggar, strategico capoluogo nel distretto nord-occidentale di Buner. Un portavoce militare ha dichiarato che “stamattina truppe avio-trasportate sono riuscite a impadronirsi di Daggar e delle zone vicine”. Parlando ai giornalisti il portavoce ha anche ricordato che ieri le forze armate del Pakistan avevano lanciato un’offensiva aerea e terrestre contro basi dei talebani in tutta la regione e nel distretto di Buner. L’iniziativa, avvenuta in una zona a circa 100 chilometri dalla capitale Islamabad, era stata fortemente sollecitata dagli Stati Uniti che avevano criticato l’assenza di volontà del governo di fronte all’avanzata dei gruppi islamici provenienti dalla Valle dello Swat sotto il loro controllo. Il loro ingresso nel distretto di Buner è avvenuto nella prima metà di aprile ed il 24 successivo un negoziato avvenuto con la mediazione di Sufi Mohammad, leader del movimento fuorilegge Tahrik-e-Nifaz Shariat Muhammadi, aveva determinato il loro ritiro. Ma le autorità pachistane hanno rapidamente constatato che si era trattato soltanto di un ripiegamento di facciata e che numerosi militanti mantenevano la loro presenza in punti strategici del Buner. “Abbiamo realizzato una operazione contro i talebani che vogliono sabotare la pace nella regione”, ha dichiarato da parte sua il Ministro dell’Interno del Pakistan, Rehman Malik, facendo riferimento all’offensiva dell’esercito pachistano nel distretto di Buner ed in quello di Dir. Malik ha aggiunto che finora almeno 70 talebani sono stati uccisi nelle operazioni anche se fonti militari hanno indicato che ci vorrà almeno una settimana per controllare completamente l’area dove opererebbero varie centinaia di uomini simpatizzanti dei settori islamici più radicali. Intanto le zone di Daggar e Pir Baba rimangono sotto coprifuoco. Il distretto di Buner, insieme a quelli di Dir e di Swat fanno parte della regione del Malakand, nella Provincia della Frontiera nord-occidentale (Nwfp), al confine con l’Afghanistan. L’esercito pachistano ha deciso di intervenire contro i talebani per dare un forte segnale alla comunita’ internazionale che negli ultimi tempi, specialmente dopo l’ok governativo all’applicazione della sharia nella valle dello Swat, ha piu’ volte accusato Islamabad di concessioni eccessive a favore dei talebani.

fonte: Ansa

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Talebani si ritirano da avanzata verso Islamabad. Sarà vero?

Decidendo di mettere fine almeno per ora al loro lungo e spregiudicato braccio di ferro con il governo del Pakistan, i leader talebani più radicali hanno operato oggi un inatteso dietrofront, accettando di ritirarsi da Buner, località ad appena 100 chilometri da Islamabad, e di ritornare nella loro roccaforte dello Swat. Il consolidamento dei gruppi fondamentalisti nella Valle dello Swat, dove la sharia (legge islamica) ha sostituito i tribunali pachistani, e le notizie di una loro avanzata verso la capitale, hanno preoccupato varie capitali, fra cui gli Usa, che hanno evocato una possibile disintegrazione del Pakistan. In questo senso si è espresso oggi in una intervista tv anche il capo degli Stati Maggiori statunitensi, ammiraglio Mike Mullen, che si è detto “estremamente preoccupato” perché “ci stiamo certamente avvicinando al punto critico” in cui gli estremisti potrebbero impadronirsi del Pakistan”. L’ipotesi è stata però respinta oggi dal premier pachistano Yousuf Raza Gilani, secondo cui il governo “non esiterà ad adottare misure contro i talebani se essi non si atterranno strettamente agli accordi di pace” del 16 febbraio, riguardanti la valle dello Swat e le zone circostanti. E a sua volta il comandante dell’esercito, generale Ashfaq Pervez Kayani, a lungo silenzioso sull’attivismo dei talebani, ha dichiarato che “le più diverse congetture sono state espresse sulla sorte del Pakistan”, ma noi “siamo determinati a sradicare il terrorismo dalla nostra società”. Poco dopo fonti militari dichiaravano alla tv Dawn News che “sono stati messi a punto piani, operativi nel giro di 48 ore, per intervenire se necessario contro i militanti più radicali nella valle dello Swat”. Comunque, mentre il generale Kayani parlava da Buner, distretto occupato dagli uomini del temibile maulana (maestro religioso) Fazlullah, arrivava la notizia dell’accordo in base a cui i talebani accettavano di abbandonare le posizioni conquistate all’inizio di aprile e rientrare nello Swat. La presenza dei militanti islamici aveva trasformato in pochi giorni il clima di Buner, con rigide misure nei confronti delle donne, la chiusura dei tribunali pachistani e perfino dei negozi di musica e l’avvertimento ai barbieri a non tagliare la barba degli uomini. Non è per il momento possibile determinare se si tratta di un ripiegamento tattico o di una decisione definitiva, ma è un fatto che l’accordo è stato raggiunto ancora una volta grazie alla mediazione del maulana Sufi Muhammad. Leader del gruppo fuorilegge Tehrik-e-Nafaz-e-Shariat-e-Mohammadi (Tnsm), Sufi Muhammad è considerato un “talebano buono” per aver collaborato con il governo a bloccare il conflitto con i gruppi oltranzisti nello Swat ed a firmare un’intesa per la pace. Il ritiro dei talebani è stato annunciato ai giornalisti da Syed Mohammed Javed, rappresentante del governo, al termine di un incontro a Batkhela (regione del Malakand) con i leader radicali Qari Muhammad Khan e Muslim Khan, mediato dall’onnipresente Sufi Muhammad.

fonte: Ansa

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Talebani uccidono una coppia di amanti

Un uomo e una donna sono stati uccisi dai taleban nel nord ovest del Pakistan, perche’ ritenuti amanti. Una settimana dopo la pubblicazione anche su internet di un video nel quale si vedeva una donna, accusata di una relazione extraconiugale, che veniva frustata pubblicamente dai talebani, stamattina la televisione pachistana Dawn ha mostrato le immagini dell’esecuzione della coppia. Un segnale importante inviato dai talebani del nord ovest del paese che, forti dell’entrata in vigore nell’area dello Swat della Sharia, la legga islamica, negli ultimi tempi mostrano anche pubblicamente cio’ che non hanno mai smesso di fare, neanche quando l’area era controllata dalle truppe dell’esercito di Islamabad. L’uccisione e’ avvenuta nel distretto di Hangu, nei pressi del confine con il distretto di Orakzai, bastione talebano vicino alla frontiera con l’Afghanistan. I talebani hanno dapprima ucciso la donna con due pallottole nel petto e poi, con un kalashnikov, esploso una raffica di colpi contro dell’uomo. Poco prima di essere colpita dai proiettili, la donna in lacrime ha implorato pieta’ ai suoi esecutori negando di avere una relazione con l’uomo. Ma i talebani non si sono fatti impietosire e l’hanno uccisa. Nel video si vede la donna che, colpita dai proiettili e caduta a terra, respira ancora. I talebani intorno hanno cominciato ad urlare, chiedendo agli esecutori di finirla, cosa avvenuta poco dopo. Non si sa quando ci sia stata l’esecuzione, ma la tv ha riferito di aver ricevuto il video venerdi’ scorso da un gruppo talebano. Il tutto e’ stato mandato in onda mentre a Mingora, nella stessa area nord occidentale del paese, nella valle dello Swat, cominciava una manifestazione con migliaia di persone giunte per festeggiare proprio l’introduzione della Sharia nell’area. Nel suo discorso, il Maulana Sufi Mohammed, l’anziano capo del Tahrik-e-Nifaz Shariat Muhammadi (TNSM), il gruppo che ha ottenuto l’applicazione della legge islamica, ha auspicato che la Sharia venga diffusa in tutto il paese e che tutti i musulmani vengano riuniti. Intanto una commissione inquirente ordinata dal giudice capo della corte suprema, Iftikhar Chaudhry, su richiesta del primo ministro Yousuf Raza Gilani, ha definito, al termine delle indagini, ”falso” il video della ragazza frustata ripreso con un telefonino e andato in onda la settimana scorsa. Secondo il sottosegretario agli interni Kamal Shah, durante le indagini sono stati ascoltati anche Chand Bibi, la diciassettenne frustata nel video, e suo marito che hanno entrambi negato che la donna sia stata frustata. Anche i cittadini della zona dove sarebbe avvenuta la punizione hanno negato l’episodio. Secondo alcuni osservatori, questo dietro front rappresenta solo la volonta’ del governo di Islamabad di non mostrare all’occidente la talebanizzazione del paese o, comunque, l’aver ceduto nei confronti dei taleban, circostanza condannata da molti governi occidentali, Stati Uniti in testa. Anche prima dell’applicazione della sharia, nelle regioni di Nord Ovest, nella valle dello Swat in particolare, i talebani hanno agito secondo proprie regole, chiudendo scuole femminili, negozi di parrucchieri, di dischi e vietando cartelloni pubblicitari.La vicenda ricorda quella di qualche giorno fa del video che mostrava una ragazza frustata dai talebani.

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Talebani frustano diciassettenne in pubblico accusata di relazione extraconiugale

Una ragazza di 17 anni è stata frustata e picchiata in pubblico nel nord ovest del Pakistan da alcuni talebani perché, pur se sposata, ritenuta implicata in una relazione extraconiugale. E il video, ripreso da un telefonino, sta facendo il giro delle televisioni pachistane e indiane, oltre ad essere finito su internet. Geo Tv sta mandando in onda il filmato nel quale si vede una giovane ragazza con una gonna rossa e il volto coperto da un mantello scuro che viene tenuta ferma a terra da due uomini, uno dei quali suo fratello, mentre un terzo, con barba lunga e turbante, la frusta. Le urla della ragazza vengono smorzate dall’incitamento della folla. Secondo quanto è dato sapere, la giovane ha ricevuto 34 frustate per essere uscita con un uomo che non era suo marito. La punizione è stata decisa dai capi talebani della valle dello Swat, nel nord ovest del paese, dove vive la ragazza e dove da meno di un mese è in vigore, per un accordo con il governo di Islamabad, la sharia, la legge islamica. Dopo essere stata frustata in pubblico, la donna è stata portata all’interno di un edificio. Non si sa a quanto risale il video e la ‘‘punizione”, ma un portavoce dei talebani dell’area, che agiscono secondo la legge accettata sul posto, ha fatto sapere che la decisione di diffondere il video nasce dall’esigenza di far sapere alla gente quali sono le fondamenta della legge islamica e i principi che la regolano, inviando così un forte messaggio. Già in passato, anche se la sharia non era stata ancora introdotta, nella parte occidentale del Pakistan ai confini con l’Afghanistan, i talebani hanno picchiato per punirle diverse donne, chiuso scuole femminili, negozi di musica e di parrucchiere per signora. È però la prima volta che queste “punizioni” vengono fatte in pubblico e che vengono riprese e mandate in onda in televisione. Da quando è in vigore nell’area la Sharia, queste azioni sono tutte divenute legali e , con il video diffuso oggi e ripreso da un telefonino, si vuole dimostrare che la giustizia talebana funziona, mandando così un avvertimento a tutti. Ma il video non è piaciuto alla parte meno fondamentalista del Pakistan, tanto che il presidente Asif Ali Zardari ha condannato l’episodio. Muslim Khan, portavoce di un gruppo talebano dello Swat, ha detto alla televisione Geo News che il video è molto vecchio, oltre sei mesi, spiegando che da quando è in vigore l’accordo tra talebani e governo per la Sharia nello Swat, nessuno è stato frustato. Secondo Khan, che ha detto che la ragazza era una prostituta, la diffusione del video sarebbe solo un tentativo di sovvertire l’accordo di pace grazie al quale è stata poi introdotta la Sharia. L’area dello Swat, ai confini con l’Afghanistan, è ritenuta una roccaforte talebana nella quale, tra le varie tribù e i profughi provenienti dall’Afghanistan, giunti ormai alla terza generazione, troverebbero rifugio anche molti membri di Al Qaeda e si nasconderebbe anche lo stesso Osama Bin Laden.

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