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Buon compleanno Gandhi

Oggi è il compleanno di Karamchand Mohandas Gandhi, detto Il Mahatma. Ho già scritto su lui. Per oggi, per onorarlo, vi rimando alle citazioni di Wikiquote sul Mahatma.

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Gandhi, questo sconosciuto

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Ma Gandhi chi? Potreste sentirvi dire oggi in India. Eppure 60 anni fa questo piccolo grande uomo moriva,veniva assassinato da un fondamentalista hindu. 60 anni, una ricorrenza. Ma solo per noi. Nessuno se ne ricorda. Non un rigo sui giornali, nessun riferimento sulle prime pagine, solo all’interno le pubblicità istituzionali del governo e dei ministri che hanno messo tipo necrologi. Ma null’altro. Le prime pagine dei maggiori quotidiani hanno oggi pubblicità (uno ha anche una offerta per un albergo di Goa) e tutti hanno la notizia relativa alla caduta dell’accusa di razzismo nei confronti di un giocatore di cricket della nazionale indiana che avrebbe chiamato scimmia un avversario australiano. I nipoti dissidenti gli hanno rifatto il funerale. Di Gandhi ne parlano più in occidente che in India. Ho visto un paio di settimane fa in La Storia Siamo Noi di Rai 2, un documentario di un regista indiano che ha ripercorso, 60 anni dopo la marcia del sale, la stessa strada che Gandhi aveva fatto per la marcia del sale. Nessuno se ne ricordava più. Un parcheggio era stato messo dove Gandhi aveva preso il mucchietto di sale, dove quindi è cominciata la battaglia nonviolente per l’indipendenza dagli inglesi. Questi non se ne fregano proprio di Bapu, eppure lo chiamano padre della patria. Oramai del piccolo grande uomo non c’è più niente in India. Già dopo 60 anni. Amen.

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Nuovo funerale per Gandhi, per riappacificare a lui il figlio

Il Mahatma Gandhi, il padre della patria indiana, avrà un secondo funerale. Parti delle sue ceneri infatti non verranno più esposte al museo Mani Bhavan di Mumbai, il museo di Gandhi, ma saranno sparse nell’Oceano indiano in una solenne cerimonia funebre il 30 gennaio prossimo, 60 anni dopo la morte del profeta della non-violenza, avvenuta nel 1948 per mano di un estremista indù. I discendenti di Harilal, il primogenito ribelle e che con il Mahatma ebbe rapporti molto burrascosi, hanno deciso di riappropriarsi dell’urna donata al museo da una ricca famiglia di industriali un anno fa, e di disperderne le ceneri al Girgaum Chowpatty, sulla spiaggia di Mumbai, per poter ‘riappacificare’ le anime di padre e figlio. La storia, infatti, è incredibile se si pensa che ha per protagonista l’emblema della concordia, dell’amore e della nonviolenza. Harilal Gandhi entrò subito in conflitto con il padre quando decise di proseguire gli studi e diventare avvocato. Mohandas Gandhi glielo vietò, volendo invece che il figlio lo seguisse nel suo Ashram e nella pratica non violenta di opposizione all’Inghilterra. Harilal, deluso dal padre, lo abbandonò e addirittura si convertì all’Islam, assumendo il nome di Abdullah Gandhi. Il Mahatma non si oppose a questa scelta, credendo nell’unicità della religione, ma la madre gli vietò di presentarsi in pubblico. Dopo la sua riconversione all’induismo, padre e figlio si riavvicinarono, seppur per poco. Harilal, infatti, spese gli ultimi anni di vita in depressione e dedito all’alcool e morì sei mesi dopo il padre, in un ospedale di Mumbai. Harilal non partecipò ai funerali del padre: per la tradizione indiana è il figlio maggiore ad accendere la pira del genitore, ma Harilal non si fece vedere e il rito fu celebrato dai due più giovani figli del Mahatma, Ramdas e Devdas. Gandhi fu ucciso a New Delhi mentre si apprestava a parlare alla folla. Subito dopo essere cremato nella capitale indiana, le sue ceneri furono divise in diverse urne portate e mostrate in tutta l’India e in alcune città straniere, e furono immerse nel Gange e in altri importanti fiumi del mondo. La storia del rapporto tra Harilal e il Mahatma Gandhi è stata oggetto di molte opere, film e libri. “Gandhi My Father” (Gandhi mio padre), prodotto e uscito lo scorso anno in India, ha destato molto scalpore perché mostrava il Mahatma padre insensibile alle richieste del figlio, mentre era accondiscendente con i nipoti ai quali permise di studiare all’estero e di seguire i propri sogni. La speranza è che la cerimonia funebre del prossimo 30 gennaio prossimo possa riappacificare le anime di padre e figlio – hanno fatto sapere alla stampa indiana i discendenti di Hiralal – e di ridare anche dignità storica al figlio ribelle, il cui conflitto con il padre è stato dipinto, secondo alcuni storici, in modo esagerato.

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