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Niente albergo per gli equipaggi dell’Air India

I piloti e il personale di volo dell’Air India non potranno piu’ essere ospitati negli alberghi ma dovranno ritornare subito a casa su un altro volo. Lo ha deciso la compagnia aerea indiana nell’ottica di una riduzione dei costi. Secondo le nuove norme di risparmio, il personale che raggiunge una destinazione estera, non puo’ piu’ essere ospitato in un albergo, ma deve ritornare in India sul primo volo utile. La compagnia pensa cosi’ di risparmiare dai 200 ai 400 dollari a notte per ogni membro dell’equipaggio. Anche gli ingegneri e i tecnici voleranno a bordo degli aerei che hanno appena controllato. Una volta giunti nella destinazione estera, saranno loro a controllare di nuovo l’aeromobile, cosi’ da evitare il ricorso a societa’ e personale esterno che rappresentano un costo per l’Air India. Con la nuova politica del ritorno per il personale, l’Air India conta anche di risparmiare sulla diaria giornaliera. I tagli si applicano a tutti i voli internazionali eccetto quelli che prevedono un viaggio di oltre 16 ore, come i voli verso gli Stati Uniti. Solo su questi il personale sara’ autorizzato a restare un giorno per riposo nel paese straniero.

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Tata vende quote azionarie per finanziare debito

Accompagnando la sua strategia per rifinanziare un debito ponte di due miliardi di dollari, firmato per poter realizzare l’acquisto in Gran Bretagna di Jaguar e Land Rover, il gruppo indiano Tata ha venduto in blocco un pacchetto di azioni equivalente all’1% della sua controllata Tata Consultancy Services (Tcs), operante nei mercati finanziari. Lo scrive oggi la stampa di New Delhi. In questo modo Tata Ltd., braccio operativo del conglomerato in Gran Bretagna, ha ceduto 10,34 milioni di azioni della Tcs al prezzo unitario di 615 rupie, per un equivalente di oltre 157 milioni di euro. Gli analisti ritengono che questa cessione potrebbe essere accompagnata da altre riguardanti compagnie del conglomerato Tata che hanno una buona posizione sul mercato, come Tata Daewoo Commercial Vehicle Company, HX Excels, HV Transmissions, Tata Motors Finance, Tata Technologies e Telco Construction Equipments. In ogni caso, sostiene il quotidiano The Economic Times, il potente gruppo indiano alleato della Fiat dovra’ negoziare con le banche la concessione di 1,5 miliardi di dollari per rifinanziare il prestito per almeno un paio d’anni. Due anni fa Tata aveva agito nello stesso modo, vendendo cioe’ quote di sue controllate, per finanziare il mega acquisto del gigante anglo-olandese dell’acciaio, Corus, in una operazione del valore di quasi 13 miliardi di dollari.

fonte: Ansa

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A fine Marzo l’uscita della Nano

La Tata ha annunciato che lancera’ il prossimo 23 marzo la Nano, l’auto a 1.500 euro. Lo rendono noti fonti della casa automobilistica indiana, che informano che dalla seconda settimana di aprile partiranno le prenotazioni dell’auto piu’ economica del mondo. Il progetto della macchina economica della Tata e’ stato lanciato a gennaio dell’anno scorso e la prima autovettura sarebbe dovuta uscire dagli stabilimenti dello stato nord orientale indiano del West Benagala lo scorso ottobre.

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500 mila disoccupati in più in India

A causa della crisi mondiale, 500 mila persone hanno perso il lavoro in India tra ottobre e dicembre del 2008. Lo rende noto uno studio condotto dal ministero del lavoro indiano. Lo studio ha preso in esame 20 centri in undici stati, comprendendo otto tra i maggiori settori dell’economia indiana come tessile, metallurgico, information technolgy e outsorcing, automobilistico, gioielleria e pietre, trasporti, costruzioni e industria mineraria. In questi settori, il totale degli addetti e’ sceso da 16,2 milioni nel settembre 2008 a 15,7 milioni nel dicembre dello stesso anno. I settori destinati all’esportazione hanno visto il calo maggiore, con la gioielleria che ha perso l’8,43% della sua forza lavoro. A seguire, i settori metallurgico e tessile, con perdite del 2,6% e dell’1,29% della loro forza lavoro. Anche sul lato interno, la gioielleria e’ risultato il settore con la maggior perdita di addetti, con una percentuale dell’11,9%, seguita dal settore automobilistico e da quello dei trasporti che hanno perso rispettivamente il 4,79% e il 4,03% dei loro addetti.

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La Tata in crisi rinvia uscita della Nano

Il colosso indiano dell’auto Tata Motors, partner della Fiat colpito anch’esso dalla crisi mondiale, ha deciso di rinviare ancora l’uscita dell’ultimo modello, la Nano, l’auto da 1.500 euro. Lo ha detto alla stampa il managing director dell’azienda, Ravi Kant. Secondo i dati forniti da Kant, la compagnia ha registrato una perdita netta di circa 40 milioni di euro per il terzo trimestre, annunciando che ci vorra’ almeno un anno per l’uscita della nuova auto. Per far fronte alla caduta della domanda, la casa automobilistica indiana ha ridotto in modo deciso la manodopera, utilizzando sia i licenziamenti che la chiusura ciclica degli impianti in tutte le linee. Nei prossimi tre anni la Tata, come ha spiegato il responsabile delle operazioni finanziare, Ramakrishnan, punta a una forte riduzione dei costi e al rifinanziamento dei prestiti per l’acquisto di Land Rover e Jaguar, le cui vendite sono crollate con conseguenti forte perdite per l’azienda indiana e la decisione di tagliare almeno 450 posti di lavoro.

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Aria di recessione sull’India senza speranza

La tigre asiatica ha fermato il suo sviluppo? Guardando in televisione il programma Face the Nation, un talk show di approfondimento politico, eocnomico, culturale e sociale della teleisione IBN LIve, parrebbe di si.  Tassi di interessi altisismi per i mutui delle case, aumento di rate per prestiti su auto e moto, prezzi dei prodotti di prima necessita’ alle stelle, piccolo incremento dei salai, sono alcuni dei problemi che l’uomo comune indiano patendo in questi giorni. Gia’, l’uomo comune, come lo ha definito la politica dell’alleanza che governa in India, l’UPA, guidata da Sonia Gandhi. Verso la crescita dell’uomo comune e verso i contadini soprattutto, si era indirizzata la politica del governo. Si vede che hanno sbagliato strada e non hanno trovato l’indirizzo. Complice anche una situazione economica internazionale infleice, la situzione in India si sta facendo complicata, l’inflazione e’ ai massimi storici e la gente non acquista nulla, si bruciano miliardi nelle borse, l’economia crolla. Alla faccia della speranza indiana.

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