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Il peperoncino nuova arma dell’esercito indiano

Il ”Bhut Jolokia”, una delle qualita’ di peperoncino piu’ piccante al mondo, potrebbe diventare la nuova arma usata dall’esercito indiano, in molteplici modi.
L’Organizzazione per lo Sviluppo e la Ricerca nella Difesa (Defence Research & Development Organisation (DRDO), secondo quanto scrive il quotidiano di Calcutta The Telegraph, sta lavorando su possibili nuovi utilizzi del peperoncino, tra i quali vi potrebbe essere quello di inserirlo nelle granate da lanciare a mano (che rappresenterebbero, secondo il DRDO, una valida alternativa ai gas lacrimogeni) oppure per cacciare via gli elefanti. Usato poi come supplemento alimentare, il peperoncino potrebbe aiutare i soldati quando si trovano ad elevate altitudini.
”Stiamo anche lavorando – ha dichiarato R.B. Srivastava, direttore del DRDO a Delhi – su un progetto che riguarda l’utilizzo del peperoncino per cacciare gli elefanti. Questi ultimi infatti stanno diventando sempre di piu’ una minaccia per le basi militari che sono posizionate vicino a foreste o a riserve naturali. Poiche’ l’odore del peperoncino li tiene lontani, questo puo’ davvero rappresentare una soluzione al problema”.
Srivastava ha spiegato che l’idea di utilizzare questo particolare tipo di peperoncino nel campo della difesa e’ venuta al DRDO nel 2007, dopoche’ il Guinness World Record ha dichiarato il ”Bhut Jolokia” come il peperoncino piu’ forte al mondo.
Il governo dell’Assam sta anche cercando di brevettare il Bhut Jolokia che cresce non solo in Assam e in Nagaland ma anche nella maggior parte degli stati del nord est dell’India.

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L’Italia cerca di vendere aerei da guerra in India

E’ stata illustrata a Delhi l’offerta del consorzio europeo Eurofighter per la gara di fornitura di aerei di caccia Typhoon all’India. L’offerta scade lunedì prossimo e oltre al consorzio europeo (composto da Italia, Spagna, Germania e Inghilterra) i 10 miliardi di dollari fanno gola anche agli americani, che hanno messo sul campo i loro F-16 e F/A-18, ai russi con i MIG-35, asvedesi con i Gripe e ai francesi con i Rafale. La commessa prevede la fornitura di 126 aerei da guerra per l’aviazione indiana, con una opzione per altri 63, e prevede la consegna a partire dal 2013 fino al 2020. La gara sarà decisa nel giro di un paio di anni dal governo indiano. L’India è storicamente legata ad affari militari con la Russia, e gli Stati Uniti, anche grazie all’accordo nucleare, stanno cercando di entrare in questo mercato. Ma quelli del consorzio europeo pensano di avere tutte le carte in regola per aggiudicarsi una delle gare militari più importanti al mondo. Tra i primi e più importanti requisiti della gara, c’é il trasferimento di tecnologie. Il governo indiano non vuole comprare e basta un prodotto, ma vuole essere partner e artefice dello sviluppo dello stesso. “Proprio questa caratteristica – spiega all’ANSA Andrea Nappi, vicepresidente e responsabile dei sistemi militari aerei di Aleia Aeronautica, la società di Finmeccanica partner italiano del consorzio Eurofighter – è uno dei nostri punti di forza. Il nostro aereo è realizzato in maniera da poter ospitare nuove e diverse tecnologie. I primi 18 velivoli che consegneremo saranno assemblati in Europa, ma gli altri saranno realizzati su licenza indiana portando tutto il procedimento in India”. Nappi è convinto che lo sviluppo tecnologico indiano potrà sicuramente giovare al progetto Eurofighter, e lo stesso progetto potrà in futuro avvalersi di espedienti tecnologici che arrivano dal subcontinente. Altro punto di forza dell’aereo europeo rispetto a quelli dei competitors stranieri, è anche la novità del prodotto. “Il nostro aereo – spiega Paolo Girasole, rappresentante in India di Finmeccanica – è il più nuovo di tutti gli altri in gara ed è qualitativamente e tecnologicamente all’avanguardia. Può essere operativo dai 30 ai 50 anni. La storia commerciale di Finmeccanica in India, attraverso gli ATR, i radar di tutti gli aeroporti intercontinentali ed altri prodotti, hanno dimostrato quanto sia qualitativamente alto il valore dei nostri prodotti”. Alenia ha una una grossa importanza nel consorzio Eurofighter, che impiega oltre 100 mila addetti e utilizza 400 suppliers. L’azienda italiana si occupa principalmente delle ali, della fusoliera, dei sistemi di navigazione e di armamento, ma attraverso altre società di Finmeccanica gestisce anche altre parti. “Il valore di Alenia al progetto è del 35-40%, anche se il contributo italiano è del 20%”, spiega Nappi. L’Italia ha acquistato 121 velivoli, la RAF britannica 232, la Luftwaffe tedesca 180 e 87 gli spagnoli. Fuori dal consorzio, il Typhoon è stato venduto in Austria (18 esemplari) e in Arabia Saudita (72 esemplari).

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La finanziaria indiana: aiuto verso i poveri o populismo?

Di seguito il pezzo scritto per l’Ansa.

Attenzione verso i contadini e i poveri e piu’ investimenti per difesa e istruzione: questi i temi centrali del bilancio 2008 presentato oggi dal governo indiano, al suo ultimo mandato in vista delle elezioni generali del prossimo anno. Il documento di bilancio, illustrato al parlamento dal ministro delle finanze Chidambaram, e’ stato subito letto come una finanziaria elettorale, in quanto cerca di ritrovare consensi tra i piu’ poveri, la base elettorale che ha fatto vincere quattro anni il partito del Congresso di Sonia Gandhi ora delusa per il mancato raggiungimento degli obiettivi. Gli oltre 150.000 contadini suicidatisi nel solo anno scorso sono una spina nel fianco del governo che era stato eletto con la promessa di maggiori aiuti. ”Ci aspettiamo una crescita dell’economia dell’8.7% – ha detto il ministro – Mantenere l’inflazione sotto controllo sara’ un caposaldo della politica del governo. Puo’ essere fatto di piu’ per migliorare una crescita globale”. Il Ministro, nell’ottica di sanare la crisi del paese nel settore agricolo, ha annunciato massicci ed incisivi interventi a favore dei contadini, in particolare la cancellazione dei debiti dei piccoli agricoltori per aiutarli a risollevarsi da situazioni irrecuperabili. Secondo i calcoli il provvedimento di cancellazione dei debiti riguardera’ circa trenta milioni di piccoli agricoltori. Per tutti gli altri saranno comunque previste agevolazioni nei pagamenti e riduzioni in presenza di particolari condizioni. Questa operazione da sola costera’ al governo indiano circa 15 miliardi di dollari. ”La crescita in agricoltura di quest’anno e’ stata deludente, solo il 2.6% – ha detto il Ministro – e questa situazione ha inciso negativamente sull’espansione generale dell’economia indiana, che altrimenti era indirizzata verso piu’ elevati traguardi”. Incremento dei fondi anche a vantaggio dell’istruzione. Chidambaram ha proposto l’apertura di nuovi centri specializzati soprattutto nel settore dell’Information Technology. Il settore della difesa otterra’ un incremento del 10% dei fondi stanziati che saranno utilizzati per l’ammodernamento delle forze armate, portando la spesa a olter 26 miliardi di dollari. L’India conta di investire oltre 30 miliardi di dollari fino al 2012 per il riammodernamento degli armamenti. Anche la salvaguardia delle tigri trova spazio nel bilancio: 12,5 milioni di dollari saranno stanziati per proteggere l’animale il cui numero totale nel paese, secondo le ultime stime, ammonta a 1411 esemplari. Dure le critiche dell’opposizione che ha bollato il progetto di bilancio come un’operazione populista in cerca di consensi elettorali. Plauso invece dai maggiori esponenti dei partiti di maggioranza. Il Primo Ministro, Manmohan Singh, ha detto che ”Chidambaram ha fatto un ottimo lavoro e che il governo e’ stato molto generoso”. ” La cancellazione dei debiti per gli agricoltori – ha aggiunto Sonia Gandhi – e’ un passo molto importante per il paese”.

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Finchè c’è guerra…

Stamattina sono andato per lavoro al Defexpo, la fiera della difesa. In pratica è una fiera di armi: cannoni, mitragliatrici, missili, lanciarazzi, carri armati, sottomarini, elicotteri, aerei da guerra e quant’altro fanno bella mostra di se. I paesi espositori? oltre all’India, Israele, Russia Inghilterra e Italia.

Nello stand italiano, insieme ai modellini di incrociatori della Fincantieri, facevano bella mostra di se le torrette da carrarmato e i razzi delle società controllate da Finmeccanica, proprio di fronte allo stand dei Russi dove i proiettili erano messi in fila e bastava aprire una vetrina per prendere un’arma.

Fucili e pistole di tutti i tipi, in qualche stand si potevano pure provare. Militari eccitati come bambini in una fabbrica di caramelle passavano fra gli stand, informandosi sulla potenza di fuoco delle varie armi, imbracciandole, mimando di sparare. Graduati dell’esercito indiano, con turbanti lustri e centinaia di medaglie luccicanti, erano accompagnati da stuoli di sottufficiali attraverso gli stand. Si fermavano soprattutto dinanzi a quelli dove le armi erano grandi o dove le potevi toccare.

La sicurezza nell’area era un eufemismo. Dopo essere praticamente entrato con l’auto dentro al padiglione 11 dove si teneva il Defexpo, sempre in barba alle centinaia di poliziotti dispiegati, sono entrato nella sala esposizioni senza essere controllato da nessuno e senza badge di riconoscimento e di accreditamento. O, meglio, un timido tentativo di fermarmi il poliziotto alla porta lo ha fatto. Io ho detto: Salutam’ a soret e lui mi ha fatto passare senza problemi, senza badge, senza controlli.

Tra l’altro, la mia già prominente pancia era ancora più prominente a causa dell’Ipod Touch che avevo appeso al collo in una borsetta sotto il maglio. Nessuno si è insospettivo, poteva anche essere una bomba e facevo una strage. Ma questo è ancora una volta un esempio del concetto di sicurezza secondo gli indiani.

Tornando alla fiera, mi girava la testa. Non sono un fanatico integralista né un utopista o sognatore, ma tutte quelle armi mi davano fastidio, repulsione. L’atmosfera era da fiera paesana, da fiera della casa, ma invece di piatti, mobili bicchieri, vendevano armi. Di tutti i tipi. Che servono per la difesa. Ma per la difesa servono gli scudi, non le armi. Le armi servono per attaccare, non per difendere.

Pensavo che mi sembrava strano passeggiare fra quegli stand proprio nel paese che ha dato i natali ad un piccolo uomo che ha insegnato come la difesa senza armi porti a soluzioni incredibili. Altri tempi e altri uomini, direte voi, certo, ma questo mercato di armi mi ha scosso.

Mi è venuto in mente quel bellissimo film con Alberto Sordi, finchè c’è guerra c’è speranza. E mi sono intristito, non per il film.

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