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Aerei di stato? No grazie, ma di linea, in first e con la famiglia

L’India si è svegliata con una triste verità: i suoi burocrati più alti sono corrotti o, almeno, molto corruttibili. Peggio: fanno uso spropositato del loro potere sia contro il comune senso del pudore, che contro il comune buon senso. Una inchiesta di IBNLive, una delle migliori televisioni all news indiane, in collaborazione con la CNN, ha mostrato che i magistrati più in alto nella gerarchia giudiziaria indiana, sfruttano il loro ruolo facendosi pagare le vacanze dallo stato mascherandole da viaggi di lavoro. Si è scoperto così che un giudice della corte suprema (la corte costrituzionale indiana), per un viaggio di lavoro di 11 giorni per seguire un convegno, è stato fuori con la moglie e i figli per 38 giorni, facendosi pagare viaggi di prima classe per tutti. Solo il costo dell’aereo ha superato i 30 mila euro! Già perchè questo giudice, come altri, faceva delle deviazioni incredibili: ad esempio per andare a seguire un convegno a New York, andava prima in Florida, a Orlando probabilmente per consultarsi con Topolino, poi in Canada, poi in Messico e poi a New York. Oltre a questo, ovviamente, a spese dello stato anche i soggiorni negli alberghi più costosi per se e per i suoi. Soritrà effetto questa inchiesta? difficile dirlo, anche se credo di no. Gli indiani, pure quelli più poveri, soffrono di una forma di timore reverenziale e di accettazione delle cose che impedisce loro di ribellarsi. Se penso che l’omino che ogni giorno mi lava l’auto deve coninuare a farlo per 3000 mesi prima di arrivare alla cifra che il giudice ha fatto spendere allo stato per il suo viaggio aereo, un brivido mi percorre la schiena. E vicino a me non c’è Monica Bellucci.

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Saranno rimessi al loro posto i giudici cacciati da Musharraf

Saranno rimessi ai loro posti in trenta giorni i giudici pachistani rimossi dai loro incarichi dal presidente Musharraf in occasione dell’indizione dello stato di emergenza lo scorso luglio. La decisione è arrivata durante una riunione tra i leader della Pakistan Muslim League (PML-N) di Nawaz Sharif, del Pakistan Peoplés Party (PPP) guidato dal vedovo di Benazir Bhutto Asaf Ali Zardari e del Awami National Party (ANP). Nell’incontro sono stati messi a punto i termini delle riforme costituzionali che i partiti usciti vincenti dalle elezioni del 18 febbraio scorso, riforme che mirano a ridurre il potere del presidente Musharraf nel paese.

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