Archivi tag: incivili

Rutto libero all’indiana

Riporto di seguito un post del mio amico Tuttoqua, un italiano che vive e lavora da poco in India, presso una grande società. Offre, come tutto il suo blog che vi invito a visitare frequentemente, uno spaccato diverso dell’India. In merito al post, è una cosa che ho sempre riscontrato. Non mi venite a dire che è un fatto culturale, che è usanza e baggianate simili. A me fa schifo. Scusate la mia ignoranza, ma mi fa schifo.

No… non sono in mutandoni ascellari davanti alla TV, e non sta per giocare la Nazionale. E soprattutto, io non sono il ragionier Fantozzi… si insomma, non regolarmente.

Sono uno che vive e lavora in India, e questo anche lo sapete.

E, in India, lo spaghetto in cottura e’ un concetto un po’ troppo difficile da far passare, quindi uno ci rinuncia a priori e tanti saluti. Il birrone gelato abbonda, nel senso che vai al supermercato, ti compri tutte le birre che ti pare, le metti nel frigo, e c’hai il tuo bel birrone gelato, quando e come ti pare.

Ci siete arrivati, neh? Il tema di questo POST e’ il RUTTO LIBERO, porca di quella miseriaccia zozza, a loro e a questo paese di zulu’ che non sono altro!

E no eh! E io non ce la faccio piu’… chiamatemi uno psicanalista, datemi un sedativo, conferitemi la sordita’ d’ordinanza al valore e al merito, ma io questi zozzoni, sporcaccioni, scostumati, manisinistreimpure non li reggo piu’.

E passi per i poveracci che stanno per la strada! E passi per quell’autista lercio e ignorante (io lo chiamo coconut) che mi ritrovo, che mi rutta in macchina continuamente costringendomi a viaggiare a finestre spalancate, cosi’ che uno di questi giorni mi becchero’ anche una cagata di avvoltoio indiano in faccia!!

Ma in ufficio… ma in ufficio no, e che cazzo! Da un po’ di tempo siedo in un ufficio della Corporate (quando si dice andare di Corporate…), perche’ il nostro lo stiamo riattrezzando, e quindi ci siamo sparsi un po’ su piu’ sedi.

Beh, qui c’e’ uno che siede un paio di stanze piu’ in la’, che se la rutta beatamente, da mane a sera. E mica un rutto solo, cosi’ di tanto in tanto, quando la pressione diventa critica?

Ma che! Una quantita’ notevole! E mica sono rutti timorati di Dio! Ma nossignore! Sono delle sonorissime espressioni di beatitudine, delle terribili notizie dall’interno di cronaca nera!!

Ma che porco! Spero che affoghi in uno dei suoi rutti senza passare dal VIA… Eppure io non sono delicato di stomaco (vivo in India, cazzarola!), ma questo qua e’ un fenomeno da baraccone! E’ un artista incompreso del DO di petto, e chissa’ che non mi convenga registrare un paio dei suoi rutti, cosi’ che, dopo che lo avro’ ammazzato, io li possa rivendere su eBay. Si sa che le opere d’arte, dopo la morte dell’artista, acquistano un grande valore!

Ma la ciliegina sulla torta ce l’ha messa un mio collega che siede qua vicino. Sono andato da lui e gli ho detto: “Ue’, ma lo sai che in Italia, se uno fa robe del genere, lo mandano a casa?”.

E lui… tenetevi forte… io vado eh… pronti??

“Ma davvero?? Che strano paese l’Italia…”.

Ma accir’t, tu e gli altri 1,3 miliardi!

11 commenti

Archiviato in Vita indiana