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Coppia senza figli sacrifica cinque bambini

Cinque bambini di eta’ compresa tra 4 e 12 anni sono stati ‘sacrificati’ per guarire una coppia dalla sterilita’. E’ successo in un piccolo villaggio dello stato indiano centrale del Maharashtra, secondo quanto riferisce oggi l’agenzia di stampa Pti. La polizia ha arrestato ieri la coppia e altri due parenti coinvolti nel rito propiziatorio che sarebbe stato compiuto da un guaritore tantrico che ha fatto perdere le sue tracce. Sarebbe stato lui a ordinare a Vitthal Mokle e a sua moglie Vandana il ‘sacrificio’ di ben undici bambini per favorire il concepimento. Simili casi di superstizione e di pratiche di ‘magia nera’ sono molto frequenti nelle regioni piu’ arretrate dell’India. I bambini sarebbero stati avvelenati con un misterioso preparato a base di erbe, poi ritrovato dalla polizia a casa della coppia, in un lasso di tempo che va dallo scorso dicembre fino a poche settimane fa. In un primo momento si era sospettato che la loro morte fosse stata causata da morsi di serpente. Gli investigatori sono in attesa dell’autopsia per risalire all’esatta natura delle sostanze tossiche che hanno ucciso gli ignari bambini.

fonte: ANSA

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Ragazzina di 12 anni sacrifica agli dei bambino di 4

Una ragazzina indiana di 12 anni ha ucciso un bambino di quattro vicino a Bulandshahr (India settentrionale) in un macabro rito propiziatorio degli dei. Lo scrive oggi il quotidiano The Times of India di New Delhi. La vicenda, di per se’ tragica, e’ aggravata dal particolare che i genitori della giovane, che vive nel villaggio di Chandaniya (Stato dell’Uttar Pradesh), sono in carcere per aver sacrificato anche loro un bimba di quattro anni durante una cerimonia il 25 gennaio scorso una bimba. Poche settimane prima questa terribile coppia aveva cercato di immolare un loro nipotino di tre anni, ma il padre di questo, venuto a sapere del progetto, era riuscito a portarlo in tempo all’ospedale, salvandolo. Tutto cio’ perche’, rivela il giornale, ”i due e la figlia 12enne credevano che se fossero riusciti ad offrire agli dei tre sacrifici umani, non solo tutti i loro problemi sarebbero scomparsi, ma sicuramente si sarebbero imbattuti in un tesoro nascosto nel terreno della loro fattoria”.

fonte: ANSA

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Da giovedì il Kumbha Mela ad Haridwar

Un sadhu

Comincia giovedi’ prossimo ad Haridwar, una delle citta’ sacre dell’India, il Kumbh Mela, uno dei festival religiosi piu’ importanti e sentiti dalla parte induista del paese. Il Kumbh Mela, secondo gli astrologi, si tiene quando il pianeta Giove entra in Acquario e il Sole entra in Ariete. Si tiene alternativamente, ogni 3 anni, in quattro localita’ indiane, Allahabad (anche nota come Prayag) nello stato indiano dell’Uttar Pradesh, sita sulla confluenza dei tre fiumi sacri indiani (il Gange, lo Yamuna e il Saraswati, fiume mitologico); Haridwar (in Uttarakhand) luogo dove il Gange entra nelle pianure scendendo dall’Himalaya; Ujjain (in Madhya Pradesh) sulle rive del fiume Shipra; Nasik (in Maharasthra) sulle rive del fiume Godavari. Il ciclo include, ogni dodici anni, la grande (Maha) Kumbh Mela di Allahabad, frequentata da milioni di persone e considerato il festival religioso piu’ grande del mondo. Il Kumbh Mela commemora una battaglia tra divinita’ e demoni per la conquista di una brocca contenente il nettare dell’immortalita’. Durante la lotta alcune gocce del nettare si sparpagliarono e caddero in quattro luoghi: per l’appunto Allahabad, Haridwar, Ujjain e Nasik. Il momento centrale del Kumbh Mela (che dura circa quattro mesi, quest’anno terminera’ il 28 aprile) e’ costituito da una serie di rituali nel fiume della citta’ di turno. Il primo sara’ il 14 gennaio, l’ultimo il 28 aprile, quelli piu’ sacri il 12 febbraio e il 15 marzo. In questa occasione, nella citta’ di Haridwar sono attesi milioni tra pellegrini, santoni veri e falsi, sadhu, yogi, ma anche turisti da tutto il mondo che vengono alloggiati nei campi di tende messi a disposizione dal governo. Oltre ai bagni rituali, moltissimi sono gli eventi previsti, tra cui celebrazioni, conferenze, assemblee, discussioni su temi religiosi, canti e balli. In vista dell’inizio del pellegrinaggio milioni di persone, in particolar modo sadhu e devoti, molti dei quali nudi e con il capo cosparso di cenere, stanno gia’ viaggiando da tutta l’India e dal Nepal verso Haridwar dove le autorita’ locali stanno predisponendo tutto il necessario. Le speciali aree tendate divise per uomini e donne e luoghi di ristoro sono stati installati nella cittadina e le unita’ sanitarie di soccorso sono pronte per soccorrere eventuali pellegrini in difficolta’. Le ferrovie indiane hanno annunciato di aver aggiunto treni speciali per facilitare l’arrivo dei devoti nei luoghi del festival.

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In Nepal festa religiosa con il sacrificio di oltre 300000 animali

Comincia oggi in Nepal una delle piu’ importanti feste religiose durante la quale oltre 300000 animali vengono sacrificati. Il Gadhimai festival, durante il quale si venera la dea della potenza, ha visto il via stamattina alle 2.45 a Bariyapur, nella parte meridionale del Nepal, con l’inizio dell’arrivo di milioni di devoti provenienti anche dall’India. Ma anche la presenza di attivisti animalisti che protestano. Ad aprire il festival religioso, il ministro della salute nepalese Umakanta Chaudhri che ha raggiunto il tempio vecchio di 260 anni dedicato a Gadhimai, per dare inizio al festival. Non senza polemiche. A parte quelle sulla sicurezza, visto che il Nepal da settimane registra problemi a causa degli ex ribelli maoisti, a tenere banco sono le polemiche animaliste. Attivisti per i diritti degli animali di tutto il mondo, tra i quali Brigitte Bardot, hanno scritto al presidente nepalese chiedendo la fine della festa e, soprattutto, della mattanza degli animali. ”Personalmente trovo difficile da immaginare – ha scritto la Bardot al presidente nepalese Ram Baran Yadav – che il suo cuore possa approvare questa crudelta’, sapendo che lei, essendo il capo di un paese, e’ anche responsabile della cosa”. Almeno 40000 bufali, arrivati principalmente dall’India, saranno sacrificati insieme a molti altri animali nel piu’ grande sacrificio animale di tutto il mondo. Dinanzi al tempio stamattina, anche attivisti di organizzazioni animaliste nepalesi e indiane che manifestavano contro i sacrifici di massa degli animali. Il governo nepalese si e’ lavato le mani, rispondendo agli attivisti di non avere il potere di fermare la festa religiosa. Il ”piccolo Buddha”, Ram Bahadur Bomjan, il giovane che ha meditato nella foresta per settimane senza mangiare ne’ muoversi, ha meditato nei pressi del tempio di Gadhimai per chiedere la fine del massacro, cosi’ come maestri e monaci tibetani che hanno recitato mantra (preghiere buddiste) intorno al tempio. Oltre 1100 agenti di polizia sono stati dispiegati in zona per evitare scontri. La festa di Gadhimai si celebra ogni cinque anni nella citta’ di Bariyapur. Fino a 500000 animali vengono sacrificati da 250 ‘sgozzatori’ autorizzati. I primi animali ad essere sacrificati son i bufali, seguiti poi da capre, pecore, polli, piccioni ed anche topi. Circa 5 milioni di fedeli sono attesi alla festa, la maggior parte dei quali provenienti dall’India. La tradizione vuole che nei due giorni della festa, vengano sacrificati animali alla dea della potenza, assetata di sangue. Su internet si trovano video, ma sono troppo cruenti per me da postare.

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Donne si fanno frustare per scacciare spiriti maligni

Migliaia di donne, tra cui molte anche molto giovani, si sono riunite al tempio di Sri Achappan a Pavitram Velalapatti nello stato indiano meridionale del Tamil Nadu, per essere frustate, seguendo cosi’ un’antica credenza che in questo modo esse verranno liberate dagli spiriti maligni e dalle malattie. Il rito delle frustate viene effettuato durante la festa indu’ di Dussera che si svolge di regola nel periodo tra settembre e ottobre. E’ il sacerdote indu’ del tempio che provvede a frustare le donne devote che decidono di sottoporsi al rituale, che si perpetra ormai da secoli. ”Si crede – spiega Kulla Goudan, sacerdote del tempio – che se le donne seguono questo rituale tutti i loro problemi avranno fine”. Le donne che si sottopongono alle frustate sostengono di sentire sollievo. ”Sono anni che seguo questo rituale – dice Radhika, una devota – nel quale noi veniamo picchiate da un sacerdote e tutti i nostri problemi svaniscono”. Quest’anno sono circa diecimila i devoti che si sono recati al tempio in occasione della festa che si e’ conclusa ieri.

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L’eclissi in India e Nepal, due morti e bagno purificatore

Due persone sonno morte a Varanasi, la ex Benares indiana citta’ sacra dell’induismo, uccise mentre si recavano sul Gange per partecipare al bagno purificatore dopo l’eclissi.  Secondo la polizia una persona e’ morta per annegamento mentre si bagnava nel fiume, le cui acque sono alte a causa dei monsoni, mentre una seconda e’ stata schiacciata dalla folla. Subito dopo il passaggio dell’eclissi da Varanasi, infatti, come consigliato dagli astrologi, oltre 70000 persone si sono recate sul Gange per effettuare un bagno purificatore e lavarsi dagli influssi, da molti astrologi ritenuti non favorevoli, del fenomeno astronomico. Un centinaio i feriti ricoverati in ospedale. Anche in Nepal stamattina migliaia di cittadini hanno assistito all’eclissi, visibile in 14 distretti del paese himalayano, a cominciare dalle 5.45 del mattino fino alle 7.48. Nella capitale Kathmandu, per strada e sui balconi si sono riuniti alle 6.50 i nepalesi, che poi si sono riversati a Pashupatinath, la ”Benares del Nepal” sulle rive del fiume sacro Bagmati, per il bagno rituale. Il monsone ha parzialmente offuscato la vista in alcune zone, mentre in altre il cielo si e’ oscurato come fosse sera e lo spettacolo astronomico e’ stato notevole. Consigliato dagli astrologi (il Nepal e’ a maggioranza induista), il ministro degli interni ha dichiarato per oggi una festa nazionale, lasciando chiusi uffici, fabbriche, scuole e anche missioni diplomatiche sia estere che nepalesi all’estero.

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Un tempio in aeroporto per chi ha paura di volare

Coloro che hanno paura di volare potranno presto recarsi a pregare, poco prima dell’imbarco, in un tempio, attualmente in costruzione nelle vicinanze dell’aeroporto di Delhi. La costruzione del tempio, dedicato al dio scimmia Hanuman, e’ iniziata lo scorso mese di agosto lungo la superstrada che collega Delhi a Gurgaon e che conduce anche all’aeroporto. ”Il tempio – spiega Arun Arora, portavoce della societa’ per lo sviluppo e la gestione dell’aeroporto di Delhi che ha in carico la costruzione del tempio – sara’ pronto e aperto al pubblico entro due, tre mesi al massimo. Il tempio si trovera’ nell’aeroporto ma non nel terminal, cosi’ da essere accessibile a tutti”. Nei pressi dell’aeroporto internazionale Indira Gandhi di Delhi, in corrispondenza con l’inizio della pista di atterraggio, c’e’ gia’ una statua molto alta del dio Shiva, con delle luci alla sommita’ del suo tridente. Molti piloti si sono lamentati che la statua rechi pericolo alla fase di atterraggio, perche’ troppo alta e perche’ si trova a poche centinaia di metri dall’inizio della pista. Le autorita’ indiane, per questo, anziche’ spostare la statua, hanno spostato la via aerea utilizzata per l’approccio e l’atterraggio nella nuova pista, realizzata nell’ambito del rinnovamento dell’aeroporto di Delhi.

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Proteste in Nepal per sostituzione bramini

Ancora scontri e proteste in Nepal dopo la decisione del governo di cambiare i vertici del piu’ importante tempio induista. Alla fine dello scorso dicembre, il governo maoista ha deciso di sostituire i due bramini indiani a capo del tempio di Pashupatinath a Kathmandu, il piu’ sacro del Nepal, con due bramini nepalesi, rompendo la tradizione. Ne sono scaturite proteste e accese manifestazioni che sono sfociate in scontri con la polizia e nell’ordine della giustizia nepalese di annullare l’ordinanza. Il governo maoista ha giustificato la nomina con un normale avvicendamento, ma i bramini protestano perche’ accusano il governo di aver messo due ”fantocci” che possono essere controllati dall’esecutivo. Il tempio e’ costruito sulle rive del fiume Bagamati, poco fuori Kathmandu nei pressi dell’aeroporto, ed e’ il luogo dove avvengono le cremazioni. L’accesso al tempio e’ consentito ai soli induisti e tutt’intorno risiedono decine di sadhu, i santoni vestiti di solito d’arancione, coperti di sabbia e con i capelli stopposi. Le proteste per la nomina sono arrivate anche dall’India dove gruppi religiosi e partiti induisti, come il Bjp che ha guidato fino a cinque anni fa il Paese, hanno protestato con i diplomatici nepalesi in India e direttamente con il governo di Kathmandu. Il tribunale della capitale del Nepal ha vietato le manifestazioni intorno al sacro tempio, anche se fedeli e bramini lo hanno occupato.

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In Nepal la festa dei cani

Il Nepal celebra il festival dei cani, il Kukur Tihar. Si tratta di una tipica festa nepalese che dura cinque giorni e che si festeggia verso la fine dell’autunno, di solito in coincidenza con i giorni di Diwali, la festa delle luci, che corrisponde ad una sorta di nostro Natale e Capodanno per gli induisti. Durante la festa di Kukur Tihar la popolazione nepalese venera il cane, considerato uno degli animali più fedeli all’uomo fin dai tempi più antichi. Durante questi cinque giorni la gente ricopre i cani con ghirlande di fiori e prepara loro dei piatti speciali. Ad essere venerati non solo i cani domestici ma anche quelli randagi. La festa trae origine da una leggenda narrata nel poema epico indù Mahabharata, secondo la quale un cane sarebbe stato il fedele accompagnatore di un santo indù nel suo viaggio verso la vita eterna. Le celebrazioni di Kukur Tihar sono considerate il simbolo della convivenza pacifica dell’uomo con tutti gli esseri viventi.

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Sull’Orissa e la questione religiosa

Ho letto e commentato questo post del blog di Enrica Garzilli, ottimo come sempre. Vi stimolo a continuare la discussione. Intanto, però, leggo da Repubblica, che prende le notizie dall’agenzia del Pontificio Istituto Missioni estere, che alcune suore di Madre Teresa sono state aggredite (mi pare, leggendo il pezzo, più appropriato il termine ‘minacciate’ e quello ‘bloccate’) in una stazione. Che scandalo! Ovviamente non che le suore siano state bloccate, ma che Repubblica lo scrivi. Ma vi rendete conto di quello che fate? Che giornalismo è questo? Raccontare cose che sono nella, purtroppo, quotidianità di questo paese, non fa altro che alimentare questi atti. Mi sembra di sentire quegli italiani che dicono, riferendosi ai musulmani, “noi li ospitiamo nel nostro paese e gli costruiamo le moschee e loro non ci fanno costruire le chiese nei loro”. Ma basta con questi noi e loro. E soprattutto basta con questi articoli.  Ci siamo già dimenticati dei tre preti che sono stati barbaramente picchiati a Torino. Ah già, dimenticavo, sono stati degli extracomunitari a farlo. Magari degli induisti dell’Orissa. Intendiamoci: io sono cattolico apostolico (ma poco romano) e confido nella libertà religiosa. Non ho letto in nessun passo del vangelo l’obbligatorietà di ricevere questa libertà, anzi, il cristianesimo ha nei martiri della fede, figure fantastiche. Ovviamente non tutti sono votati al martirio e alla santità, ma a me interessa quello che faccio io per gli altri, non quello che gli altri fanno per me.

Intanto, leggo dall’Ansa, nell’articolo che parla della riunione informale di ieri dei ministri dell’unione europea, che

…il titolare della Farnesina ha avuto modo di mettere sul tavolo anche un tema particolarmente caro al governo Berlusconi: la tutela della liberta’ religiosa. Dopo le violenze anti-cristiane dei giorni scorsi nello stato indiano dell’Orissa, Frattini aveva gia’ convocato l’ambasciatore indiano alla Farnesina per avere informazioni dirette su quanto stesse accadendo. E oggi la presidenza francese ha accolto la richiesta proprio di Frattini di inserire la questione nell’agenda del vertice Ue-India che si terra’ il prossimo 29 settembre a Marsiglia: l’Italia, ha osservato il ministro, e’ stato ”l’unico paese europeo ad aver sollevato il tema della liberta’ religiosa in India” e ”oggi la mia richiesta e’ stata accolta senza nessuna obiezione dalla presidenza francese”.

Come dice il mio amico Claudio: meji coglioni!

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