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Sciopero di oltre 4 milioni di tir in India

Oltre 4 milioni e mezzo di tir si sono fermata oggi in per protestare contro l’aumento delle tasse e del gasolio. Lo sciopero e’ stato organizzato dal piu’ grande sindacato dgli autotrasportatori, l’All India Transport Congress che conta quasi 5 milioni di iscritti. Il sindacato ha anunciato stamattina uno sciopero a tempo indeterminato dal momento che il governo non ha neanche convocato le parti per tentare una mediazione, nonostante lo sciopero fosse stato gia’ annunciato. L’esecutivo indiano ha aumentato, all’inizio di giugno, il prezzo dei carburanti 10% a causa del caro petrolio internazionale. L’India sta anche soffrendo il piu’ alto tasso di inflazione da oltre 13 anni, che rende la vita difficile alla maggioranza degli indiani, impossibilitati a comprare le materie prime. Lo sciopero dei camionisti avra’ un pesante impatto sul paese, bloccando di fatto tutte le attivita’. Il trasporto su gomma e’ ancora il mezzo usato per la quasi totalita’ dei trasporti di merci nel paese. Un simile sciopero, nell’agosto del 2004, durato una settimana, provoco’ il crollo del 9.3% delle vendite di gasolio rispetto all’anno precedente, mentre il tasso di crescita annuale dell’industria arretro’ al 7.9% dall’8,4% del mese precedente. Il governo, fa sapere un portavoce, sta cercadno una sluzione anche se gli autisti ci credono poco.

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Aumenta la benzina, rivolta nel paese

Il governo indiano ha annunciato un aumento del prezzo dei carburanti, provocando la vibrata protesta dei partiti di sinistra e degli indiani. Da domani, la benzina aumenta di 5 rupie al litro (circa 10 centesimi di euro), il diesel 3 rupie e l’LPG, il gas in bombole per le cucine, di 50 rupie, circa un euro, a bombola. Questi aumenti, soprattutto l’ultimo, creeranno non pochi problemi alla classe medio-bassa indiana, la maggioranza della popolazione, che gia’ sta attraversando una grave crisi a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti di prima necessita’, soprattutto alimentari, dovuti ad una inflazione galoppante. Nessun aumento per il kerosene, il carburante utilizzato dai poveri dei villaggi indiani per cucinare. Il partito comunista indiano, a capo del fronte della sinistra, che appoggia dall’esterno il governo di Manmohan Singh e Sonia Gandhi, ha annunciato una settimana di sciopero generale in tutto il paese. I comunisti contestano l’aumento dei prezzi deciso dal governo a fronte della rinuncia dell’esecutivo al taglio delle tasse sui carburanti cosi’ come proposto da loro per evitare l’aumento ai danni dei cittadini. All’annuncio dell’aumento dei prezzi dei carburanti, la borsa di Mumbai ha perso quasi il 3%. In serata il primo ministro Singh ha parlato alla nazione a reti unificate, spiegando la necessità degli aumenti. Dovere e sensibilità isttituzionale o, meglio, paura per un calo di popolarità che potrebbe risultare decisivo per le elezioni politiche dell’anno prossimo?

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Proteste in India e Pakistan per aumento prezzo cibo

Proteste nel Parlamento indiano a causa dell’aumento dei prezzi nel paese. Un gruppo di parlamentari appartenenti al BJP (Bharatiya Janata Party), il principale partito di opposizione, ma anche ad alcuni partiti minori, hanno protestato stamane urlando slogan contro l’attuale governo, accusandolo di “essere totalmente inutile, non essendo stato in grado di fermare l’inflazione”. Anche alcuni esponenti dei partiti comunisti che appoggiano dall’esterno la coalizione di maggioranza sono sfilati in corteo, prima della seduta in parlamento, per protestare contro l’aumento dei prezzi. L’inflazione in India nelle ultime settimane ha raggiunto livelli altissimi, arrivando al 7,41% e causando serie tensioni politiche e sociali, con manifestazioni di piazza da parte di cittadini che non riescono più a comprare il cibo. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Chidambaram, ha cercato di placare le proteste, assicurando che presto verranno adottate misure idonee. “Non so ancora esattamente quando la Commissione sui prezzi si riunirà – ha detto Chidambaram – ma appena lo farà certamente verranno presi provvedimenti contro l’inflazione e per il contenimento dei prezzi”. Prezzi ed inflazione in aumento anche in Pakistan, dove il governo sta pensando di raddoppiare quest’anno le importazioni di grano e imporre una tassa sulle esportazioni di riso. A causa infatti del vertiginoso aumento dell’inflazione, che è arrivata al 14,12% a marzo (la percentuale più alta negli ultimi 13 anni) Islamabad potrebbe decidere di scoraggiare le vendite all’estero, aumentando invece le importazioni anche per evitare rischi di carenze di approvvigionamento.Lo scorso anno il Pakistan ha prodotto 5,4 tonnellate di riso e ne ha esportate 3,1 tonnellate. Secondo Najib Balagamwalla, capo del dipartimento del Commercio Marittimo, il Paese deve almeno raddoppiare l’importazione di grano in quanto la produzione locale, a causa di fattori ambientali e sociali, potrebbe subire quest’anno un deciso rallentamento. “Siamo all’inizio della stagione – ha detto Balagamwalla – ma siamo già in piena crisi. Dobbiamo importare almeno 3,5 milioni di tonnellate di grano quest’anno per farvi fronte”.

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La finanziaria indiana: aiuto verso i poveri o populismo?

Di seguito il pezzo scritto per l’Ansa.

Attenzione verso i contadini e i poveri e piu’ investimenti per difesa e istruzione: questi i temi centrali del bilancio 2008 presentato oggi dal governo indiano, al suo ultimo mandato in vista delle elezioni generali del prossimo anno. Il documento di bilancio, illustrato al parlamento dal ministro delle finanze Chidambaram, e’ stato subito letto come una finanziaria elettorale, in quanto cerca di ritrovare consensi tra i piu’ poveri, la base elettorale che ha fatto vincere quattro anni il partito del Congresso di Sonia Gandhi ora delusa per il mancato raggiungimento degli obiettivi. Gli oltre 150.000 contadini suicidatisi nel solo anno scorso sono una spina nel fianco del governo che era stato eletto con la promessa di maggiori aiuti. ”Ci aspettiamo una crescita dell’economia dell’8.7% – ha detto il ministro – Mantenere l’inflazione sotto controllo sara’ un caposaldo della politica del governo. Puo’ essere fatto di piu’ per migliorare una crescita globale”. Il Ministro, nell’ottica di sanare la crisi del paese nel settore agricolo, ha annunciato massicci ed incisivi interventi a favore dei contadini, in particolare la cancellazione dei debiti dei piccoli agricoltori per aiutarli a risollevarsi da situazioni irrecuperabili. Secondo i calcoli il provvedimento di cancellazione dei debiti riguardera’ circa trenta milioni di piccoli agricoltori. Per tutti gli altri saranno comunque previste agevolazioni nei pagamenti e riduzioni in presenza di particolari condizioni. Questa operazione da sola costera’ al governo indiano circa 15 miliardi di dollari. ”La crescita in agricoltura di quest’anno e’ stata deludente, solo il 2.6% – ha detto il Ministro – e questa situazione ha inciso negativamente sull’espansione generale dell’economia indiana, che altrimenti era indirizzata verso piu’ elevati traguardi”. Incremento dei fondi anche a vantaggio dell’istruzione. Chidambaram ha proposto l’apertura di nuovi centri specializzati soprattutto nel settore dell’Information Technology. Il settore della difesa otterra’ un incremento del 10% dei fondi stanziati che saranno utilizzati per l’ammodernamento delle forze armate, portando la spesa a olter 26 miliardi di dollari. L’India conta di investire oltre 30 miliardi di dollari fino al 2012 per il riammodernamento degli armamenti. Anche la salvaguardia delle tigri trova spazio nel bilancio: 12,5 milioni di dollari saranno stanziati per proteggere l’animale il cui numero totale nel paese, secondo le ultime stime, ammonta a 1411 esemplari. Dure le critiche dell’opposizione che ha bollato il progetto di bilancio come un’operazione populista in cerca di consensi elettorali. Plauso invece dai maggiori esponenti dei partiti di maggioranza. Il Primo Ministro, Manmohan Singh, ha detto che ”Chidambaram ha fatto un ottimo lavoro e che il governo e’ stato molto generoso”. ” La cancellazione dei debiti per gli agricoltori – ha aggiunto Sonia Gandhi – e’ un passo molto importante per il paese”.

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