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La stupidità e l’ingiustizia non hanno confini

La vicenda degli operai inglesi in sciopero a Londra contro il fatto che un’azienda italiana abbia vinto una gara, mi ha fatto venire in mente gli espisodi xenofobi e protezionisti soprattutto a Mumbai, dove i maharati, i locali, guidati da partiti regionali indu’ che hanno il geme della stupidità in ogni iscritto ma soprattutto nei leader, vogliono cacciare i lavoratori di altri stati indiani. L’anno scorso sono successi anche incidenti, che hanno interessato anche attori importanti, colpevoli di lavorare a Bollywood, quindi a Mumbai, ma di non essere di Mumbai.

La cosa mi ha fatto fare una serie di considerazioni:

1) la fame è fame dovunque;

2) i coglioni non hanno nazionalità;

3) le persone per bene, coloro che vogliono fare le cose secondo legge, sono le prime a pagare;

4) le leggi valgono solo per poche persone.

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Spirano forti venti di guerra tra India e Pakistan

I venti di guerra che spirano sempre piu’ forti tra India e Pakistan, ad un mese esatto dagli attentati di Mumbai, stanno spingendo truppe pachistane verso il confine indiano. Questo mentre l’India invita i suoi cittadini a non recarsi in Pakistan perche’ non sicuro e il primo ministro Singh chiama a rapporto lo stato maggiore della difesa per essere aggiornato sulla situazione. In verita’ questi incontri tra i responsabili della difesa e il capo del governo indiano sono di routine, ma nell’ultimo mese sono aumentati e oggi, con lo spostamento delle truppe pachistane, assumono un significato diverso. Fonti di stampa pachistane, confermate da esponenti dell’esercito che sono rimasti anonimi, hanno riferito di oltre 20000 soldati gia’ dispiegati al confine indiano. Molti di questi provengono dalla zona occidentale, dai confini con l’Afghanistan, dove da mesi l’esercito di Islamabad combatte contro terroristi talebani ed estremisti indipendentisti. Testimoni delle zone frontaliere occidentali hanno riferito di oltre 40 camion militari con truppe che dal confine afghano si stanno spostando verso quello indiano. Anche gli abitanti civili delle zone frontaliere con l’India, soprattutto in Punjab e in Kasmhir, sono stati informati di un possibile degenerarsi dei rapporti. Secondo quanto Ghulam Rasool Nagra, esponente della difesa pachistana ha detto al giornale pachistano Dawn, il suo ufficio ha lanciato una campagna informativa per ”preparare il popolo all’auto-difesa e alla risposta in una situazione di emergenza, in considerazione della minaccia di una possibile aggressione indiana”. Il Pakistan ha annunciato oggi di aver cancellato tutte le licenze ai militari e di aver messo in stato di allerta soprattutto l’aviazione, dopo che il 13 dicembre dei jet indiani violarono lo spazio aereo pachistano a Lahore. La notizia della violazione e’ stata poi smentita dall’India. Come e’ stata smentita da New Delhi la notizia rimbalzata da Islamabad che l’esercito indiano ha dispiegato truppe lungo il confine con il Pakistan. I due governi continuano a dire di non volere la guerra, ma intanto prendono precauzioni. Delhi ha avvisato i suoi cittadini che non e’ sicuro andare in Pakistan. Lo ha fatto dopo che quattro indiani sono stati arrestati dai pachistani perche’ ritenuti responsabili dell’attentato che due giorni fa ha causato la morte di una donna. La stampa sia indiana che pachistana parla di ”diversi” arresti di cittadini indiani a seguito dell’attentato, anche se la polizia pachistana ha confermato il fermo di quattro persone. L’India continua la azione diplomatica per convincere la comunita’ internazionale a premere sul Pakistan chiedendo maggiori interventi. Oggi il ministro degli esteri indiano Pranab Mukherjee ha incontrato oggi il principe Saud Al-Faisal, ministro degli esteri dell’Arabia Saudita, al quale ha fornito le prove del coinvolgimento del Pakistan nell’attentato che a Mumbai, giusto un mese fa, ha fatto 170 morti. Oltre all’Arabia, il cui ministro degli esteri ha detto oggi che ”il terrorismo e’ un cancro che deve essere tagliato”, anche gli USA e l’Inghilterra si stanno impegnando ad abbassare le tensioni fra i due vicini nucleari. E nel gioco diplomatico ha fatto il suo ingresso un attore importante, la Cina. Il ministro degli esteri di Pechino, Yang Jiechi, negli ultimi due giorni ha chiamato ripetutamente sia Islamabad, suo storico alleato, che New Delhi. Secondo fonti ufficiali diplomatiche indiane, Yang ha proposto un incontro congiunto con India e Pakistan per discutere delle tensioni tra i due paesi dopo gli attentati di Mumbai. Yang ha offerto il suo paese come luogo per l’incontro.

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Brown in Pakistan la patria del terrorismo

Il premier britannico Gordon Brown, in visita oggi a New Delhi e a Islamabad, ha lanciato accuse pesanti al Pakistan, indicandolo come fucina di tre quarti delle azioni terroristiche che hanno preso di mira la Gran Bretagna. Brown ha chiesto un’azione ferma e congiunta contro il terrorismo, possibilita’ per Londra di partecipare alle indagini sugli attentati di Mumbai, impegno del Pakistan a non consentire oltre la permanenza di cellule terroristiche legate ad Al Qaeda sul suo territorio. Ma ha anche annunciato un aiuto di sette milioni di euro a Islamabad per aiutarla nella lotta al terrorismo, e ha cercato di gettare acqua sul fuoco delle tensioni fra Pakistan e India. Giunto nella tarda serata di sabato a New Delhi, Brown ha incontrato nelle prime ore di questa mattina, a colazione, il suo omologo indiano, Manmohan Singh. Dopo aver espresso all’India le sue condoglianze per le vittime di Mumbai (tra le quali anche un cittadino britannico), il premier ha detto che la Gran Bretagna sa che ”dietro gli attentati di Mumbai c’e’ Lashkar-e-Taiba”, un gruppo armato integralista islamico che si batte per sottrarre il Kashmir al controllo indiano. Una convinzione che Brown ha ribadito, poche ore dopo, anche al presidente pachistano Asif Ali Zardari, con il quale ha tenuto una conferenza stampa congiunta ad Islamabad. ”I tre quarti di tutti i complotti terroristici su cui si e’ investigato in Gran Bretagna sono riconducibili al Pakistan”, ha detto Brown ad Islamabad, aggiungendo che ”ora e’ tempo dell’azione e non piu’ delle parole”. Brown ha poi detto di voler ”aiutare il Pakistan a interrompere la catena del terrore” e ha proposto un ”patto anglo-pachistano” contro il terrorismo. Il premier britannico ha annunciato che la Gran Bretagna concedera’ a Islamabad sette milioni di euro da destinare, tra l’altro, ad un migliore addestramento delle squadre speciali antiterrorismo e al rafforzamento delle misure di sicurezza negli aeroporti. Nell’ottica della collaborazione e dell’aiuto reciproco Gordon Brown ha chiesto, sia all’India che al Pakistan, di concedere alla Grand Bretagna la possibilita’ che investigatori britannici interroghino l’unico terrorista del commando di Mumbai catturato vivo ed altri eventuali sospetti. Zardari, ha assicurato dal canto suo che il governo pachistano e’ pronto ad agire contro coloro che verranno identificati come responsabili degli attentati e ha chiesto all’India di condividere tutte le informazioni necessarie. ”Siamo noi stessi vittime del terrorismo”, ha detto. La visita di Gordon Brown a Delhi e ad Islamabad si e’ svolta solo poche ore dopo che i rapporti tra India e Pakistan hanno rischiato di subire un altro contraccolpo dopo che il Pakistan aveva accusato l’India di aver violato il suo spazio aereo. L’India pero’ detto che ”non si e’ verificato alcun incidente di questo genere” e Zardari ha attribuito l’incidente a un errore tecnico dei piloti.

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