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Finita operazione militare pachistana in Sud Waziristan

Le forze di sicurezza del Pakistan hanno concluso l’offensiva nel Waziristan meridionale cominciata a metà ottobre ed ora potrebbero trasferirsi in un altra zona calda alla frontiera con l’Afghanistan: l’Orakzay Agency. Lo ha dichiarato oggi il premier pakistano, Yousuf Raza Gilani. Parlando con i giornalisti a Lahore, capitale del Punjab e dove la polizia sta interrogando i cinque americani arrestati il 9 dicembre e sospettati di contatti con il terrorismo islamico, Gilani ha sostenuto che “l’operazione militare nel Waziristan meridionale si è conclusa e stiamo valutando l’opportunità di spostare l’esercito nella Orakzay Agency”. Questo perché, indica Dawn News Tv, il govern ritiene che molti talebani potrebbero essere fuggiti dal Waziristan meridionale per rifugiarsi in quello settentrionale o, appunto, in Orakzay. Le dichiarazioni di Gilani sembrano anche essere una risposta alle affermazioni del presidente statunitense Barack Obama, che ha chiesto al Pakistan, in una intervista alla Cbs, di “fare di più contro Al Qaeda”.

fonte: ANSA

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Attentato in moschea a Rawalpindi, 40 morti

Il Pakistan ha mostrato ancora una volta oggi la vulnerabilità della sua sicurezza quando un commando armato e accompagnato da due kamikaze, ha fatto irruzione a Rawalpindi in una moschea, piena di fedeli in preghiera e vicina al quartier generale dell’esercito, uccidendo almeno 42 persone, fra cui donne e bambini, e ferendone altre 80. Fra le vittime arrivate negli ospedali cittadini, si è appreso, vi sono molti militari, e perfino un generale in servizio. Testimoni oculari hanno riferito che “i terroristi hanno ucciso a sangue freddo alcune delle persone che si trovavano al riverse suolo”. L’attacco, che ha rianimato lo spettro di Osama Bin Laden e dei suoi uomini, ha avuto caratteristiche spettacolari perché nonostante le misure di sicurezza accuratissime attorno al luogo di culto che si trova nel quartiere di Westridge, sei uomini armati sono riusciti a penetrarvi. E ad operare in una zona dove si trovano vari uffici militari, fra cui il quartier generale dell’esercito, e che per questo è considerata la più icura della città. Un testimone oculare, citato dall’agenzia di stampa statale App, ha detto che il commando ha fatto irruzione fra i fedeli appena finite le preghiere della Jumma e, non appena l’Imam ha pronunciato la frase “Allah u Akbar”, ha lanciato due bombe a mano e cominciato a sparare all’impazzata. Subito dopo due kamikaze hanno attivato l’esplosivo che avevano indosso, fatto che ha contribuito a far crollare il tetto della moschea, come ha confermato il ministro dell’Interno, Rehman Malik. La reazione delle forze di sicurezza, che pure è stata tempestiva con l’uccisione di cinque assalitori, non ha potuto evitare l’enorme spargimento di sangue ed un altro colpo al prestigio del governo pachistano. E’ la sesta volta quest’anno che Rawalpindi, dove risiedono i comandi delle forze armate pachistane, è al centro di attacchi terroristici, con la perdita di almeno 120 vite umane. Sia il presidente Asif Ali Zardari sia il suo primo ministro Syed Yousuf Raza Gilani hanno duramente condannato “l’atto terroristico” chiedendo che “su di esso venga fatta la massima luce”. Da tempo il Pakistan è impegnato, su sollecitazione in particolare degli Stati Uniti, in una complessa offensiva contro i talebani, cominciata prima nella Calle dello Swat e proseguita poi nelle regioni confinanti con il Pakistan, fra cui il Waziristan del sud. Il presidente Zardari si trova in questo campo fra l’incudine rappresentata dai talebani ed il martello costituito da una opinione pubblica che vede con sempre più fastidio l’alleanza con Washington che per colpire i santuarì dell’estremismo islamico e di Al Qaida utilizza i droni, velivoli senza pilota che sparano razzi contro i nemici, colpendo però spesso civili incolpevoli. Un aumento dell’utilizzazione di questi droni, conosciuti anche come Predators, è stata autorizzata da Washington, ma questo sta trasformandosi in un motivo di frizione con Islamabad che, come ha dichiarato il premier Gilani al settimane tedesco Spiegel, li considera “controproducenti”. Comunque, incontrando oggi il premier della esplosiva Provincia della frontiera del nord-ovest (Nwfp) Ameer Haider Khan Hoti, il presidente Zardari ha assicurato che l’offensiva intrapresa contro i gruppi estremistici “continuerà fino alla loro completa eliminazione dal paese”.

fonte: ANSA

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Cecchini e attacco multiplo a Lahore

Si sarebbe trattato di un attacco congiunto tra un’autobomba, altre esplosioni con granate e diversi cecchini che sparavano da palazzi limitrofi, quello che ha fatto almeno 30 morti (40 secondo altre fonti non confermate) a Lahore, nella parte orientale del Pakistan. Lo riferiscono fonti televisive e di stampa indiane e pachistane, in particolare l’agenzia pachistana Associated Press of Pakistan parla di cecchini sui palazzi vicini, mentre sarebbero state udite almeno due potenti esplosioni ed altre piu’ piccole. Secondo il ministro degli interni pachistano Rehman Malik dietro all’attentato ci sarebebro i talebani che, sconfitti dallo Swat e registrando perdite nella guerra contro l’esercito nella parte orientale del paese ai confini con il Pakistan, starebbero dimostrando la loro forza nelle citta’, per destabilizzare il paese. Per questo motivo, Islamabad, Karachi e Rawalpindi sono state mese in stato di massima allerta. Altre fonti dei servizi, puntano invece il dito con il gruppo terrorista Lashkar-e-Toiba, mentre alcuni ufficiali di polizia hanno collegato l’attentato al processo in corso a Lahore contro Hafeez Saeed, capo del gruppo terrorista Jamaat-ud-Dawa. L’attacco e’ stato portato al Capital City Police Office, la caserma piu’ importante di Lahore, ma pare che l’obiettivo fosse il palazzo dell’ISI, il potente servizio segreto pachistano, che non si trova distante dal luogo dell’attentato. Tre persone sarebebro gia’ state arrestate e sotto l,e macerie del palazzo distrutto ci sono ancora diverse persone. Il 30 marzo scorso a Lahore dei terroristi presero in ostaggio 800 allievi di polizia in una scuola di polizia, mentre il 4 marzo ci fu un attentato contro l’autobus della squadra di cricket dello Sri Lanka.

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Attentato alla stazione di polizia centrale di Lahore, vittime

Almeno 10 morti e 100 feriti, la stazione centrale di polizia rasa al suolo: questo il bilancio provvisorio dell’attentato compiuto pare con un’autobomba oggi nella centralissima Civil Lane a Lahore, in Pakistan.

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Per paura attentati, interrotti collegamenti autobus tra India e Pakistan

La polizia pachistana ha interrotto i collegamenti diretti in autobus tra India e Pakistan per la paura di attentati. Lo scrive l’agenzia PTI. A seguito dell’assalto alla scuola di polizia di Lahore di due giorni fa, avvenuta non lontano dal confine di Wagah tra i due paesi,  la polizia pachistana ha bloccato l’attraversamento del confine pachistano ad autobus governativi indiani. Gli indiani che arrivano al confine, sono ora costretti a scendere dal loro autobus, attraversare a piedi il confine, essere controllati e salire su un autobus pachistano. Questo perché’ la polizia teme che gli autobus indiani possano diventare o veicolo di bombe o loro stessi destinatari di attentati

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Terroristi assaltano scuola di polizia a Lahore

Terroristi mascherati, alcuni dei quali vestiti da poliziotti, hanno fatto irruzione alle prime luci del mattino nella scuola di polizia nel quartiere periferico di Manawan della citta’ di Lahore, nella parte orientale del Pakistan lungo la strada che porta al confine indiano. Una ventina di terroristi, ‘jihadisti’ anche stranieri come li ha definiti il ministro degli interni di Islamabad Rehman Malik, hanno assaltato, con granate e sparando colpi all’impazzata, la scuola, cogliendo di sorpresa i circa 800 tra agenti e ufficiali che si trovano dentro. Fino ad ora il bilancio delle vittime e’ di 26 persone ed un terrorista sarebbe stato arrestato all’esterno della struttura, come ha riferito poco fa la televisione pachistana Geo News. L’assedio e’ ancora in corso: ci sono continue esplosioni, poco fa una di forte intensita’, e scambi di colpi di arma da fuoco tra agenti e assalitori. Elicotteri militari sorvolano la struttura e alcuni terroristi, saliti su un tetto del compound, stanno sparando al loro indirizzo. All’esterno della struttura, reparti speciali dell’esercito e polizia, che ha fatto evacuare le zone circostanti. Team speciali sono pronti a fare irruzione nella scuola, nella quale il maggior numero di vittime e’ stato registrato nei pressi del cancello di ingresso. Ma le operazioni sono bloccate dal fatto che non e’ chiaro dove siano gli ostaggi e da quanti terroristi sia composto il commando. Sia il governo pachistano che quello indiano hanno fortemente condannato l’assalto. Per il Presidente Asif ALi Zardari e il primo ministro Yousuf Raza Gilani, questi atti ”tendono a destabilizzare il paese”. L’India, per bocca del ministro degli interni Palanippam Chidambaram, condanna l’assalto e chiede al Pakistan di smantellare le installazioni terroristiche sul proprio suolo. Nella citta’ di Lahore, poco piu’ di un mese fa, terroristi presero d’assalto il pullman sul quale viaggiava la nazionale di cricket dello Sri Lanka, provocando la morte di sei agenti di polizia.

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La giornata in Pakistan

Riporto di seguito una serie di notizie che riguardano la giornata odierna in Pakistan. Partono dalle più recenti alle più vecchie.

Il presidente pachistano Asif ALi Zardari e il primo ministro Yousuf Raza Gilani sarebbero dovuti essere all’hotel Marriott sabato sera quando è esploso il camion bomba che ha provocato almeno 60 vittime e 260 feriti. Lo ha detto in conferenza stampa a Islamabad il ministro degli interni Rehman Malik. Il ministro ha spiegato che entrambi, insieme ad altri ministri e politici, oltre che a dignitari stranieri, avrebbero dovuto partecipare al ricevimento in onore di Zardari, in occasione del suo primo discorso da presidente dinanzi al parlamento riunito, organizzato dal presidente della camera Fehmida Mirza. All’ultimo momento, forse anche per il informazioni di sicurezza che avevano parlato di un attentato in quei giorni, il ricevimento è stato spostato alla residenza del primo ministro, non lontana dall’hotel Marriot. Malik ha ribadito che il bilancio delle vittime è ufficialmente fermo a 60, anche se ci sono alcuni corpi non identificati per i quali si dovranno fare dei test del DNA. Tra questi si cercano un diplomatico danese e uno egiziano.

Gli investigatori pachistani stanno cercando una cellula di Al Qaida che ha base ad Islamabad. Da qui sarebbero partiti i kamikaze che hanno messo a segno l’attentato.

Intanto a Peshawar è stato rapito il console afghano Abdul Khalil Farahi e uccisa la sua guardia del corpo.

Gli americani continuano ad entrare su suolo pachistano senza autorizzazione. E i pachistani non ci stanno e sparano. L’ultimo episodio stamattina, quando truppe pachistane hanno sparato contro elicotteri americani. Secondo la televisione pachistana Dawn, l’episodio e’ avvenuto nei pressi del villaggio di Lwara Mubndi, nel Nord Waziristan, a 80 chilometri dalla città più importante del distretto, Miranshah. Qui le forze di sicurezza pachistane, sia truppe regolari dell’esercito che forze paramilitari sotto il comando del ministro degli interni pachistano, sono impegnate da mesi in scontri con i taleban e militanti di al Qaida. Non ci sono commenti immediati da parte dei militari pachistani ne’ da parte di ufficiali americani di stanza in Afghanistan. Un altro episodio simile era stato registrato la settimana scorsa nella stessa area, ma fu smentito da entrambe le parti in causa. Si parlo’ di militanti delle tribù pachistane che, spaventati dalle incursioni aeree, avevano sparato in aria per impedire l’arrivo di soldati americani.

Sono considerate concluse, in molte parti dell’Hotel Marriott, le operazioni di ricerca di altre vittime. Lo riferisce la televisione pachistana Geo Tv. I soccorritori avrebbero cercato in tutte le 298 stanze dell’albergo e nella maggior parte della struttura e, secondo quanto ha riferito la tv, non ci sarebbero possibilità di trovare altre vittime nell’albergo distrutto. Gli investigatori hanno comunicato di aver completato le prime indagini sull’attentato terroristico e che un primo dossier sulle modalità dell’attentato sarà reso noto oggi. Gli ingegneri hanno detto che la struttura e le fondamenta dell’albergo sono solide e sicure, il piano terra e il tetto sono state danneggiati dall’esplosione. Nonostante il crollo di una piccola parte della parte posteriore, gli ingeneri escludono la possibilità che l’intera struttura possa crollare. Sadruddin Hashwani, il proprietario pachistano dell’albergo, ha detto di voler ricostruire in tre mesi l’hotel e che nessun dipendente perderà il lavoro.

La British Airways ha deciso di sospendere i voil in Pakistan. “Abbiamo provvisoriamente fermato i nostri voli verso il Pakistan in seguito all’attentato suicida di sabato”, ha detto all’Afp, Sohail Rehman, portavoce del portavoce di British Airways a Islamabad. L’ultimo collegamento aereo Londra-Islamabad assicurato dalla compagnia aerea britannica risale a ieri. “La nostra sede di Londra sta valutando la situazione e, per il momento, non siamo ancora in grado di fornire informazioni sulla ripresa delle nostre operazioni”, ha aggiunto il portavoce.

Potrebbe esserci il gruppo jihadista taleban Harkatul Jehadul Islam (HUJI) dietro l’attentato di sabato sera all’hotel Marriott di Islamabad e non il Tehrik-e-Taliban di Baiatullah Mehsud come si è detto dall’inizio delle indagini. Lo scrive stamattina il quotidiano The News, riferendo informazioni di intelligence. Secondo quanto scrive il quotidiano, l’attacco di sabato ha dei precedenti chiari nei modi e per i materiali usati, che fanno pensare al coinvolgimento dell’Huji. In particolare, sono quattro gli attentati simili a quello di sabato sera che fanno propendere per la responsabilità dell’Huji anche nell’attacco al Marriott. Il 4 marzo di quest’anno, un kamikaze tentò di sfondare il cancello di ingresso del Naval War College di Lahore, facendosi esplodere con il suo camion pieno di esplosivo. Dopo sette giorni, l’undici marzo,sempre a Lahore con le medesime modalità fu preso d’assalto il quartier generale della Federal Investigation Agency (FIA). A giugno, il 3, l’obiettivo fu l’ambasciata danese ad Islamabad. Il 25 dicembre del 2003, invece, due kamikaze a bordo di autobomba, cercarono di far saltare in aria il convoglio di auto che trasportava e seguiva l’allora presidente Pervez Musharraf. L’Huji è anche ritenuto responsabile dell’attentato al ristorante italiano di Islamabad ‘Luna Caprese’ che a marzo scorso fece un centinaio di feriti e una vittima. Secondo l’intelligence pachistana, il movimento si muoverebbe per effettuare pressioni sul governo affinché rinunci alla sua alleanza con gli Usa, sarebbe questo il motivo dietro la scelta dell’obiettivo colpito sabato sera, un albergo di una catena americana molto frequentato da occidentali, in particolare statunitensi.

Due sospetti terroristi legati all’attentato di sabato sera all’hotel Marriott di Islamabad sono stati arrestati dalla polizia pachistana. Lo riferisce la televisione Dawn. I due sarebbero legati ad al Qaida e uno dei due già ricercato per un tentativo di uccisione dell’ex presidente pachistano Pervez Musharraf. L’arresto è avvenuto a Gujaranwala, una città della provincia orientale pachistana del Punjab, tra Lahore e Islamabad. Altre tre persone sono state arrestate, per essere interrogate, in una moschea del distretto di Kharian, tra Lahore e Islamabad.

Il governo federale pachistano ha deciso di intensificare le operazioni anti-terrorismo nella zona del FATA, l’acronimo con il quale sono note le zone tribali della parte occidentale del paese ai confini con l’Afghanistan. Secondo la televisione pachistana, nelle prossime 48 ore sarà dato il via ad una possente operazione delle forze di sicurezza in quei territori, da dove si crede siano partiti i terroristi responsabili dell’attentato di sabato sera. Sarà anche aumentato il numero dei militari che operano nei distretto dello Swat e di Bajaur e in altri distretti tribali teatro, nell’ultimo anno, di scontri cruenti tra ribelli ed esercito. Scopo del governo, dice la televisione, è di non mostrare nessun segno di cedimento nei confronti dei ribelli.

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