Archivi tag: Koirala

Ad una svolta lo stallo politico del Nepal

Ad una svolta la situazione nepalese. Oggi 350 dei 601 componenti dell’Assemblea costituente, tutti appartenenti a 22 partiti tra i quali i maggiori senza i maoisti di Prachanda, hanno firmato un documento con il quale appoggiano la candidatura di Madhav Kumar Nepal, leader dell’Unione Marxista Leninista (UML). Nepal potrebbe formare il governo già la prossima settimana, quando il presidente dell’assemblea costituente che ha ricevuto la lettera, la girerà al presidente nepalese Ram Badav Yadav, che dovrebbe affidare a Nepal la costituzione del governo. Tra i firmatari della lettera, il partito del Congresso, il Madhesi Forum e altri partiti. Si sono opposti, ovviamente, i maoisti di Prachanda, il quale ha denunciato che tutti gli altri partiti vogliono minare il processo di pace nel paese.

Lascia un commento

Archiviato in Diario dal subcontinente

Entro sabato il nuovo governo nepalese

Il presidente nepalese Ram Baran Yadav ha chiesto ai partiti di decidere entro sabato il prossimo primo ministro del Nepal, dopo che Pushpa Kamal Dahal, detto Prachanda, ‘il terribile’, ieri si e’ dimesso. In tutta la giornata si sono susseguiti gli incontri tra i venticinque partiti che compongono l’assemblea costituente nepalese per trovare un nuovo capo del governo. Impresa ardua, visto che i maoisti di Prachanda detengono il 40% dei seggi nell’assemblea e non vogliono ragionare su un governo non guidato da uno di loro. Secondo le nuove regole democratiche che il paese si e’ dato l’anno scorso, il primo ministro dovra’ essere eletto dall’assemblea costituente, ma non e’ chiaro cosa possa succedere se non si raggiunge un accordo. I maoisti, che hanno minacciato di bloccare i lavori dell’assemblea costituente, sarebebro pronti a tornare sui loro passi se venisse accolta la loro richiesta di integrare nell’esercito i ribelli maoisti che per oltre un decennio hanno combattuto contro l’esercito. Dai 30000 militanti dichiarati all’ONU dagli stessi ribelli, in un video trasmesso dalla televisione nepalese lo stesso Prachanda, a gennaio, dichiara che i ribelli sarebbero solo 4000. Il video ha scatenato polemiche perche’ i maoisti hanno ricevuto contributi economici dall’ONU per 30000 e non per 4000 persone. Oggi le strade della capitale sono state prese d’assalto da manifestanti filo maoisti e contro il presidente. La polizia ha operato diversi arresti dichiarando off limits l’area intorno al palazzo presidenziale. Si teme per il coprifuoco. La comunita’ internazionale ha espresso preoccupazione per la situazione in Nepal. Nazioni Unite, Unione Europea ma soprattutto l’India hanno auspicato una soluzione rapida della situazione. New Delhi ha anche respinte le accuse di Prachanda che ieri aveva parlato di ”interferenze esterne” nel fare pressioni al presidente Yadav e mettersi contro il governo, portando alle dimissioni del premier.

1 Commento

Archiviato in Diario dal subcontinente

Un profilo di Prachanda

Il Primo ministro nepalese dimissionario Prachanda

Il Primo ministro nepalese dimissionario Prachanda

Pushpa Kamal Dahal, meglio conosciuto come Prachanda, e’ nato a Chitwan, nel Nepal centro meridionale, nel 1954. Ha ottenuto il baccalaureato in Scienza ed Agricoltura a Rampur, lavorando per qualche tempo ad un progetto di sviluppo rurale sponsorizzato dall’USAID, l’agenzia americana che si occupa di supportare lo sviluppo dei paesi del mondo in termini soprattutto di agricoltura e salute. All’inizio degli anni settanta, ispirato anche dal movimento culturale rivoluzionario cinese, Prachanda (il cui soprannome significa in nepalese ”il terribile” o ”il fiero”) e’ divenuto personaggio attivo nel movimento insurrezionista comunista. Segretario Generale del partito comunista del Nepal nel 1986 che, dopo varie vicissitudini politiche si e’ trasformato nel Partito Comunista Maoista del Nepal nel 1994. Pur svolgendo sempre incarichi di primo piano all’interno del suo partito, Prachanda si e’ comunque tenuto sempre defilato nella vita politica del paese, almeno fino al 1996, da quando e’ divenuto ufficialmente il leader indiscusso dell’ala militare del CPN (Communist Party of Nepal), tale rimanendo durante tutto il decennio della lotta armata maoista che ha provocato nel paese himalayano oltre 13.000 vittime. Durante questo periodo, Prachanda ha vissuto nascosto nelle foreste nepalesi, braccato dall’esercito. Nessuno sapeva dove fosse, non si avevano neanche sue fotografie. Nel 2005 firma, insieme con i sette partiti dell’opposizione nepalese, un accordo in 12 punti che, tra l’altro, stabilisce che il regime dittatoriale imposto da re Gyanendra nello stato costituisce un fondamentale impedimento allo sviluppo e alla crescita del paese. Dopo mesi di scioperi, violenti scontri e la perdita di numerose vite umane, nell’aprile del 2006, l’alleanza costringe Gyanendra a riconvocare il parlamento da lui stesso disciolto nel 2002. Nel novembre del 2006, dopo alcuni mesi di estenuanti colloqui Prachanda sigla, insieme al Primo Ministro Koirala, uno storico accordo per la formazione di un parlamento ad interim di cui faranno parte anche i maoisti e per la promulgazione di una nuova costituzione, oltre allo scioglimento delle milizie comuniste e alla consegna delle loro armi a osservatori dell’ONU. Nell’aprile dell’anno scorso Prachanda porta il suo partito alla vittoria, ottenendo la maggioranza assoluta, nella nuova assemblea costituente del Nepal, mentre ad agosto dello stesso anno riceve l’incarico di formare il governo.

7 commenti

Archiviato in Senza Categoria

Cronologia deli ultimi anni in Nepal

Ecco la cronologia dei principali avvenimenti degli ultimi anni in Nepal, legati ai maoisti e al loro leader Prachanda.
– 1990: Il re Birendra cede i suoi poteri a un parlamento eletto mettendo fine alla monarchia assoluta.
– 1995: si dissolve il governo. Gruppi radicali comunisti,
riuniti nel Nepal Communist Party (Maoisti), cominciano la loro lotta armata antigovernativa, per abolire la monarchia e creare una repubblica popolare.
– 2001: il re Birendra, sua moglie e altri familiari vengono uccisi nel palazzo reale dall’erede al trono Dipendra, che poi si suicida. Sul trono sale Gyanendra, fratello di Birendra, da tutti considerato la mente dell’eccidio.
– 2002: i maoisti uccidono 127 persone in attacchi contro obiettivi del governo. Il parlamento viene sciolto dal re, viene esteso lo stato di emergenza.
– 2006: cominciano moti di piazza e il re Gyanendra e’ costretto a reinstaurare il parlamento. Girya Prasad Koirala del Partito del Congresso e’ di nuovo chiamato a guidare il governo. Cominciano i colloqui di pace con i maoisti. Un mese dopo, governo e maoisti raggiungono l’accordo per entrare nel nuovo
parlamento ad interim. A novembre il governo e i maoisti firmano un accordo di pace che mette fine alla guerra durata 10 anni e che ha provocato oltre 13000 morti.
– 2007: a gennaio i maoisti entrano per la prima volta in parlamento e ad aprile nel governo di transizione. – 2008: ad aprile i maoisti di Prachanda ottengono la maggioranza assoluta nelle elezioni per la nuova assemblea costituente. A maggio l’assemblea costituente proclama il Nepal una repubblica, mettendo fine a 240 anni di monarchia. Ad agosto Prachanda e’ nominato primo ministro, guidando un governo con altri partiti comunisti e nazionalisti.

Lascia un commento

Archiviato in Diario dal subcontinente

Prachanda se ne va ed è caos in Nepal

Dopo quasi nove mesi di governo, Pushpa Kamal Dahal, detto ‘Prachanda’, il terribile, si e’ dimesso dalla carica di primo ministro del Nepal. Lo ha fatto accusando il presidente nepalese Ram Baran Yadav di agire in maniera anticostituzionale e di essere ostaggio di partiti, accusando anche ”poteri stranieri” di aver lavorato per la caduta del suo governo. Tutto era cominciato ieri, quando l’esecutivo guidato dall’ex primula rossa dei ribelli maoisti ha chiesto al suo governo di rimuovere il generale Rukmanga Katawal, capo di stato maggiore dell’esercito, colpevole, a giudizio di Prachanda, di aver operato in autonomia senza rispettare il governo. Katwal ha nominato, senza il consenso del governo, alcuni generali ed ha provveduto al reclutamento di quasi 3000 soldati, senza pero’ provvedere ad inserire gli ex combattenti maoisti nelle fila dell’esercito. Quest’ultimo e’ sempre stato un punto fisso dell’accordo di pace che ha portato il Nepal alla fine della guerra e verso la repubblica. I maoisti di Prachanda, dopo oltre dieci anni di guerra civile, hanno accettato di deporre le armi e hanno vinto le elezioni, anche con la promessa che i quasi 20000 ex militanti armati che avevano combattuto dalle campagne alle citta’ contro il governo provocando migliaia di morti, sarebbero poi entrati nelle fila dell’esercito. Cosa che, invece, non e’ mai stata accettata dai vertici militari, che non volevano inserire nelle loro fila quei ribelli maoisti che hanno combattuto. La mossa di Prachanda e’ stata subito condannata dai suoi alleati, con il Partito Comunista Nepalese-Unione Marxista Leninista (CPN-UML) in testa, che hanno abbandonato l’esecutivo. Stessa condanna e’ arrivata dal presidente Yadav che, proprio riferendosi alla costituzione provvisoria in vigore, ha avocato il suo diritto di non ratificare una revoca non condivisa da tutti. A Yadav si erano appellate le opposizioni con il partito del Congresso in testa e migliaia di nepalesi che sono scesi in piazza per protestare. Di contro, sostenitori dei maoisti di Prachanda hanno manifestato per le strade solidarieta’ al governo. Oggi, dopo un consiglio dei ministri che ha visto l’assenza degli alleati, Prachanda ha presentato le sue dimissioni al presidente, che le ha subito accettate, e ha comunicato la notizia in un discorso alla nazione. Ora la situazione si fa molto incerta nel paese. I maoisti, infatti, hanno la maggioranza assoluta nell’assemblea costituente, l’unico organismo attualmente eletto nel paese, la camera che dovrebbe approvare la costituzione nepalese e portare l’ex monarchia himalayana alle prime elezioni repubblicane della sua storia. Gli ex ribelli di Prachanda, infatti, hanno conquistato 229 seggi su 601 ed hanno formato un governo di coalizione con l’appoggio dei loro ‘cugini’ del CPN-UML e del partito regionale Madhesi Jana Adhikar Forum. Questi ultimi partiti, prima di formare il governo con Prachanda, avevano stretto una alleanza con il Partito del Congresso, storica formazione nepalese e seconda alle passate elezioni con 115 seggi, per l’elezione del presidente, che appartiene al Congresso e al vicepresidente, Paramananda Jha, che appartiene al forum Madhesi. In quella occasione fu necessario rastrellare i voti anche dai piccolissimi partiti per sconfiggere i maoisti. Subito dopo l’annuncio delle dimissioni di Prachanda, il presidente del CPN-UML, Jhala Nath Khanal, si e’ detto pronto a formare un nuovo governo, ma ha spiegato che per farlo e’ necessario il consenso dei maoisti e del Congresso, dal momento che nessun partito ha i numeri per governare da solo. Il presidente Yadav comincera’ domani le consultazioni con tutti e 24 partiti nepalesi per decidere sul da farsi.

Lascia un commento

Archiviato in Diario dal subcontinente

Si è dimesso Prachanda, Nepal di nuovo in crisi

Pushpa Kamal Dahal detto Prachanda

Pushpa Kamal Dahal detto Prachanda

Il primo ministro nepalese Pushpa Kamal Dahal, detto Prachanda, si è dimesso dalla carica di capo del governo nepalese. E’ stato lo stesso primo ministro ad annunciare al paese, attraverso un discorso alla nazione trasmesso dalle televisioni del Nepal, la decisione delle sue dimissioni. Prachanda era stato criticato per aver deciso la sostituzione del capo di stato maggiore dell’esercito, decisione che aveva provocato prima le proteste e poi l’uscita dal governo dei suoi alleati, il Partito Comunista del Nepal- Unione Marxista Leninista. Anche il presidente nepalese Ram Baran Yadav aveva criticato la scelta di Prachanda e del suo esecutivo, rifiutandosi di controfirmare la rimozione del generale Rukmangud Katawal. L’opposizione, guidata dal Partito del Congresso e’ scesa in piazza chiedendo le dimissioni dell’esecutivo, mentre i sostenitori del partito comunista maoista di Prachanda hanno manifestato in piazza il sostegno al governo. Al termine di un consiglio dei ministri al quale hanno partecipato solamente i ministri maoisti, Prachanda ha comunicato alla televisione la sua decisione.

Lascia un commento

Archiviato in Diario dal subcontinente

Il presidente contro il governo, si apre la crisi in Nepal

Il presidente del Nepal, Ram Baran Yadav, non ha approvato al decisione del governo di Kathmandu di rimuovere il capo di stato maggiore dell’esercito e ha cominciato le consultazioni politiche che potrebbero portare alla formazione di un nuovo esecutivo. Lo riferisce l’agenzia nepalese Nepalnews. Ieri il capo del governo nepalese Pushpa Kamal Dahal, detto Prachanda, aveva rimosso in mattinata il generale Rukmangud Katawal, che non e’ mai stato vicino alle posizioni degli ex ribelli ora al potere, accusato di aver fatto scelte in troppa autonomia. La decisione era stata presa in consiglio dei ministri che aveva visto gli alleati del partito di governo abbandonare la riunione per disaccordo con il primo ministro Prachanda, facendo presagire una crisi. Poche ore dopo, il secondo partito della coalizione dopo i maoisti del premier, il Partito comunista del Nepal-Unione Marxista Leninista (CPN-UML), ha abbandonato l’esecutivo, aprendo la crisi di governo. Da ieri ci sono manifestazioni di piazza sia dall’opposizione, che chiedeva al presidente Yadav di non firmare e di revocare l’incarico a Prachanda, sia dei giovani comunisti che appoggiano l’ex primula rossa dei maoisti che guida il governo dall’anno scorso. Per le strade di Kathmandu giovani del partito comunista maoista di Prachanda oggi sono scesi in piazza per manifestare solidarieta’ al loro leader. Il capo del governo terra’ una riunione dell’esecutivo alle 13 ora locale (le 9.15 in Italia) e dopo due ore e’ previsto un suo discorso alla nazione.

3 commenti

Archiviato in Diario dal subcontinente

Il governo nepalese rimuove capo dell’esercito, è un anti maoista

Il governo nepalese ha deciso di rimuovere il capo dell’esercito di Kathmandu., Lo riferisce la stampa nepalese. In disaccordo con il governo maoista e accusato di aver fatto scelte in troppa autonomia, il generale Rukmangud Katawal, che non e’ mai stato vicino alle posizioni degli ex ribelli ora al potere, e’ stato rimosso questa mattina durante un consiglio dei ministri che ha visto gli alleati del partito di governo abbandonare la riunione per disaccordo con il primo ministro Prachanda, facendo presagire una crisi. Al posto del generale rimosso e’ stato nominato l’attuale numero due, Kul Bahadur Khadka. Sia la rimozione che la nuova nomina devono ora essere approvate dal presidente del Nepal Ram Baran Yadav, al quale si sono appellati sia i partiti dell’opposizione, con il partito del Congresso in testa, sia gli alleati di governo dei maoisti di Prachanda, affinche’ non ratifichi gli atti. Katwal ha nominato, senza il consenso del governo, alcuni generali ed ha provveduto al reclutamento di quasi 3000 soldati, senza pero’ provvedere ad inserire gli ex combattenti maoisti nelle fila dell’esercito. Quest’ultimo e’ sempre stato un punto fisso dell’accordo di pace che ha portato il Nepal alla fine della guerra e verso la repubblica. I maoisti di Prachanda, dopo oltre dieci anni di guerra civile, hanno accettato di deporre le armi e hanno vinto le elezioni, anche con la promessa che i militanti che avevano combattuto dalle campagne alle citta’ contro il governo provocando migliaia di morti, sarebbero poi entrati nelle fila dell’esercito. Cosa che, invece, non e’ mai stata accettata dai vertici militari.

Lascia un commento

Archiviato in Diario dal subcontinente

Prachanda primo ministro nepalese

Pushpa Kamal Dahal, più noto come Prachanda, leader storico dei maoisti, è il nuovo Primo Ministro del Nepal. E’ stato eletto oggi pomeriggio dall’Assemblea Costituente. Lo ha annunciato la televisione indiana Ibnlive. L’elezione di Prachanda a successore dell’anziano Girija Prasad Koirala era nell’aria ormai da giorni.Pushpa Kamal Dahal e’ stato eletto con 464 voti a favore su 551 membri dell’assemblea costituente nepalese presenti oggi. L’elezione era stata chiesta dal presidente Yadav, dopo che i partiti non erano riusciti a trovare un accordo. Il candidato dell’opposizione, l’ex per tre volte primo ministro e leader del partito del Congresso Sher Bahadur Deuba, ha ottenuto 113 voti. Prachanda ”il terribile”, leader storico dei maoisti nepalesi e condottiereo del movimento degli ex ribelli sin dalla loro fondazione, diventa cosi’ il primo primo ministro del Nepal repubblicano. L’attuale primo ministro in carica, infatti, l’ottuagenario Prasad Koirala, leader del Partito del Congresso, era stato nominato per portare il governo e il paese dalla monarchia all’elezione dell’assemblea costituente, avvenuta il 10 aprile scorso. Sin da allora, da quando i maoisti hanno ottenuto la maggioranza nell’organismo che deve disegnare il nuovo Nepal repubblicano, si faceva il nome di Prachanda come primo ministro. Ma diversi partiti guidati dal Congresso, si sono coalizzati in chiave anti-maoista e sono riusciti ad eleggere il presidente, il vicepresidente del Nepal e il presidente dell’assemblea costituente all’interno dei loro partiti, escludendo i maoisti. Questi sono poi riuscti a tirare a loro i partiti ribelli e Prachanda ha ottenuto l’appoggio di 20 formazioni politiche delle 25 che compongono l’assemblea costituente. Contro i maoisti, il solo Partito del Congresso, storico partito nepalese per anni prima formazione del paese, che ha sempre osteggiato i maoisti affermando di essere preoccupato, in caso di vittoria di Prachanda, ”dell’indipendenza dell’esercito e del potere giudiziario”.

1 Commento

Archiviato in Diario dal subcontinente

Democrazia? no grazie per il Nepal

Michia sti nepalesi! hanno appena cominciato a respirare aria di democrazia e già girano la frittata. Facciamo il punto. I maoisti ad aprile vincono largamente le elezioni dell’assemblea costuente. Per questa vittoria, avrebbero dovuto formare il governo. Koirala, primo ministro in carica e membro del partito del congresso, aveva annunciato le dimissioni puntualmente presentate nelle mani delnuovo capo dello stato. In questa settimana i maoisti hanno perso, nell’assemblea costituente, l’elezione del presidente e del vice presidente, a scapito di una neonata alleanza fra tre partiti: congresso, madhesi e marxisti leninisti. Alla sconfitta elettorale del presidente e vicepresidente, i maoisti hanno annunciato che non vogliono formare il governo e, successivamente, deciso di formarlo. Oggi hanno detto si ma hanno posto tre condizioni: 1) lo scioglimento dell’alleanza dei tre partiti; 2) la formulazione di un minimo comune programma; 3) l’impegno che nessuno faccia cadere il governo per almeno due anni. Alla faccia del processo democratico nella neonata repubblica. La traduzione delle istanze maoiste sono: noi governiamo, voi fate quello che vogliamo e ve la prendete a quel posto. Nessuno può interferire, noi decidiamo tutto. Complimenti.

1 Commento

Archiviato in Diario dal subcontinente