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17 bombe ad Ahmedabad, 38 i morti

E’ salito a 38 il bilancio delle vittime delle 17 bombe esplose ieri a poca distanza l’una dall’altra ad Ahmedabad, capitale del Gujarat, nel nord ovest dell’India. 94 i feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni tanto da poter far salire il bilancio delle vittime. Oltre ai 17 ordigni esplosi nel giro di un’ora, la polizia ha trovato e disinnescato due altre bombe inesplose. Timer hanno azionato gli ordigni che contenevano pallottole e pezzi metallici. Due le bombe esplose in ospedali, mentre le altre, tutte posizionate su biciclette, hanno colpito mercati, fermate degli autobus e zone residenziali. Una mail a firma del gruppo Indian Mujaheddin, lo stesso che rivendicò l’attentato di Jaipur del maggio scorso che fece, con le stesse modalità di quello di ieri, 63 morti, è arrivata 5 minuti prima dell’esplosione alla centrale di polizia del Gujarat. Anche il gruppo terrorista del Bangladesh Harkat-ul-Jihad-al Islami (HuJi), ha rivendicato gli attentati di Ahmedabad. Lo stesso modus operandi usato ieri ad Ahmedabad, venerdì a Bangalore nel sud, con tre morti, e a maggio a Jaipur, fa pensare che dietro ci sia la stessa mano. In tre mesi, i terroristi hanno colpito con le stesse modalità tre stati nei quali governa il partito nazionalista indù del BJP, che idealizza un’India di soli induisti. L’intelligence crede comunque che il SIMI, il gruppo terrorista degli studenti islamici che fanno base in Maharashtra, così come per l’attentato di Jaipur, abbiano fornito al logistica per gli attentati di ieri. Una riunione dei capi delle polizie di tutti gli stati indiani, che sono stati messi in stato d’allerta, è stata convocata d’urgenza e si terrà a Delhi nelle prossime ore. Ma l’intelligence indiana pare confusa. Si punta il dito anche contro gruppi terroristici pakistani, come il Lashkar-e-Taiba, vicino al Al Qaeda, come risposta alle accuse di Delhi formulate un paio di settimane fa al Pakistan, di essere dietro all’attentato all’ambasciata indiana a Kabul. La polizia indiana, comunque, come già fece per gli attentati di Jaipur, non crede alla rivendicazione dell’Indian Mujaheddin, ritenendolo una copertura di altri gruppi.

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Sette bombe a Bangalore, si teme terrorismo islamico

Sette le esplosioni che hanno scosso intorno alle 13:20 ora locale la citta’ di Bangalore, nel sud dell’India, emergente capitale della tecnologia informatica indiana. Lo scrive l’edizione on line del Times of India. Secondo il giornale, le vittime sono salite a due mentre salgono a 20 i feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Le prime notizie da Bangalore riferiscono di sette esplosioni a bassa intensita’ che, secondo il commissario di polizia di Bangalore, Shanker Bidri, sarebbero state azionate con un timer. Le esplosioni sono avvenute alle fermate dell’autobus di alcune zone abbastanza vicine tra loro. Dalla prima all’ultima esplosione sono trascorsi 12 minuti. Squadre antibomba sono state dispiegate nelle zone delle esplosioni e ricerche sono cominciate in tutta la citta’. Scuole di ogni ordine e grado, cinema, centri commerciali e uffici pubblici sono stati chiusi. Secondo fonti dei servizi di intelligence indiani, citati dalla stampa, il SIMI, il movimento degli studenti islamici e il LeT, il Lashkar-e-Taiba (il gruppo islamico vicino alle posizioni di Al Qaida), potrebbero essere dietro gli attentati che sono simili al modus operandi dei due gruppi terroristici. Bangalore e’ stata negli ultimi tempi al centro degli interessi dei terroristi. Un uomo con piani e progetti di un attentato contro grandi aziende della citta’, e’ stato arrestato nei mesi scorsi dalla polizia a Bangalore.

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