Archivi tag: Maoisti

Guerriglia maoista guidata da “donna con occhi di cobra”

E’ stata una donna minuta, agile nell’azione e dallo sguardo ipnotico, a guidare nello Stato indiano del Bengala Occidentale l’attacco di una colonna di guerriglieri che hanno massacrato, senza subire alcuna perdita, 25 agenti di polizia nel villaggio di Silda. E mentre infuriano le polemiche per la spettacolare azione, che ha colto completamente alla sprovvista il contingente ospitato nell’accampamento, attaccato con armi automatiche e bombe a mano da decine di maoisti naxaliti, testimoni hanno confermato che gli assalitori erano guidati da una donna. Si tratta, secondo The Times of India, di Jagar Baskey, una guerrigliera di circa 30 anni, che in poco tempo ha scalato i vertici dell’organizzazione, imponendosi per senso tattico e capacità decisionale. “E’ una donna straordinaria ed è capace di caricare un fucile con la mano sinistra mentre spara con un altro con la destra, dando nel contempo ordini ai membri del suo commando”, secondo la descrizione che è stata raccolta dal giornale. Banshi Badar Karmakar, un commerciante del mercato di Silda che ha chiuso il negozio poco prima dell’inizio della sparatoria di lunedì, ha dichiarato, ancora attonito per l’accaduto: “Comandava lei. Il suo sguardo era intenso, come quello di un cobra”. Altri testimoni hanno assicurato che nella colonna di maoisti, entrata in azione contro la base dei Fucilieri della frontiera orientale e formata da 45-50 elementi, “almeno quattro o cinque erano donne di età fra i 14 ed i 18 anni”. Nata nel villaggio di Beladubi, nel distretto di Midnapore West, dove è avvenuto l’attacco, Jagari si è unita al movimento di estrema sinistra Gruppo della guerra del popolo (Pwg) nel 2000, facendo una rapidissima carriera e guidando numerose operazioni di commando nella zona. Il suo primo exploit è stato nel 2004, quando organizzò un attacco nella foresta di Kankarjar in cui morirono sette agenti di polizia. Due anni dopo la consacrazione: fu designata dal capo indiscusso del Pfg, Koteswar Rao detto Kishanji, migliore allieva del corso di formazione di quadri nella foresta di Dandakaranya. E per provarlo, nell’ottobre 2009 guidò 50 uomini all’assalto a Sankrail (Midnapore West) di un commissariato, con poliziotti uccisi e sequestrati, e di una banca, che fu facilmente rapinata.

fonte: Ansa

http://www.wikio.it/

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in india, Vita indiana

Riprende il lavoro dell’assemblea costituente nepalese, ma i maoisti minacciano altre manifestazioni

Dalla ripresa ieri dei lavori dell’assemblea costituente nepalese, dopo il blocco di oltre cinque mesi effettuato dai maoisti, la commissione speciale che deve scrivere la bozza della nuova costituzione della piu’ giovane repubblica himalayana, ha gia’ deciso su 98 questioni insolute. Lo riferisce la stampa di Kathmandu. La maggioranza, costituita dai maoisti, e’ andata diverse volte sotto nelle votazioni, non riuscendo a far passare alcuni loro emendamenti. Tra questi, il cambiamento della bandiera nazionale, la stessa del periodo monarchico, l’introduzione delle parole ”guerra del popolo” nel preambolo della costituzione, e il nome della stessa carta costituzione, che per i maoisti deve chiamarsi ”costituzione della repubblica federale popolare del Nepal”. I maoisti hanno anche perso sul fronte del federalismo, la cui definizione relativa alla divisione su base etnica non verra’ citata nella costituzione, cosi’ come il secolarismo. Via libera a larga maggioranza invece per la liberta’ di stampa e pluralismo, fortemente voluti dal partito del Congresso. I maoisti hanno anche annunciato l’inizio della quarta fase di protesta per tutto il Nepal, per ristabilire ”la supremazia del popolo” nel paese. I maoisti hanno annunciato uno sciopero generale se entro il 24 gennaio il governo non accettera’ le loro condizioni, riducendo i poteri del presidente e lavorando per uno stato federale su base etnica. Una proposta avversata da tutti gli altri partiti, anche se gruppi politici di Newari, l’etnia piu’ diffusa a Kathmandu e nella sua valle, hanno ricevuto l’appoggio ieri non solo dei maoisti, ma soprattutto per partito del Congresso e di altre formazioni che siedono nell’assemblea costituente, dichiarando oggi la provincia autonoma Newar.

http://www.wikio.it/

Lascia un commento

Archiviato in Diario dal subcontinente

Migliaia di maoisti protestano in Nepal

Migliaia di attivisti maoisti nepalesi stanno manifestando da stamattina dinanzi al distretto amministrativo di Kathmandu, la cittadella nella quale ci sono gli uffici governativi. Lo riferisce la stampa nepalese. Guidati dal leader del partito maoista del Nepal, l’ex primula rossa ed ex primo ministro Puhpa Kamal Dahal detto Prachanda, il terribile, ex ministri, esponenti ed attivisti arrivati da tutto il Nepal sono impegnati in un ‘gherao’ la protesta con la quale si circonda il luogo nel quale si vuole manifestare, impedendo ai dipendenti della struttura di entrare. La polizia ha schierato centinaia di agenti in stato antisommossa. La manifestazione di oggi fa parte di una serie di proteste che da giorni i maoisti, ex guide del primo governo repubblicano nepalese, stanno tenendo nel paese e soprattutto a Kathmandu, provocando disagi alla popolazione. Al centro delle loro proteste, lo stallo politico e le azioni del presidente nepalese Ram Baran Yadav, accusato di agire contro il paese. I maoisti hanno vinto le elezioni l’hanno scorso, risultando il partito di maggioranza e formarono il governo. Ma alcuni segnali di crollo arrivarono gia’ in tempi brevi, che portarono all’elezione del presidente nepalese nella persona di uno dei leader del partito che si oppone ai maoisti. Yadav, in uno dei suoi primi atti, decise di revocare la decisione del governo di Prachanda di rimuovere il capo dell’esercito che non voleva fare entrare i membri dell’ex esercito irregolare maoista nelle fila di quello regolare nepalese. Questa decisione porto’ alle dimissioni di Prachanda e all’uscita dei maoisti dal governo. Lo stesso leader maoista, intervistato stamattina mentre guidava la protesta, ha detto di sperare che il problema si possa risolvere nel giro di una settimana e che il Nepal possa riprendere la via intrapresa con la caduta della monarchia e l’inizio della repubblica.

2 commenti

Archiviato in Diario dal subcontinente

Da domani i bambini soldato del Nepal saranno liberati dai campi maoisti

Oltre 4000 bambini soldati saranno allontanati a partire da domani dai campi militari degli ex ribelli maoisti in Nepal. Lo ha annunciato alla stampa nepalese il ministro per la pace e la ricostruzione Rakam Chemjon, il quale ha spiegato durante una conferenza stampa che i bambini saranno ospitati in campi sollievo per almeno 44 giorni durante i quali saranno socialmente riabilitati. Durante le ispezioni nei campi degli ex ribelli maoisti, i funzionari della missione nepalese delle Nazioni Unite (UNMIN), hanno censito 4008 ragazzi sotto i 18 anni che vivono nei quartieri maoisti. Il governo e i maoisti si sono impegnati a finire il processo di recupero di tutti i minori entro il prossimo 2 novembre, 16 Kartik del calendario nepalese. Sette sono i campi militari degli ex ribelli censiti e diffusi su tutto il territorio nepalese. Il ministro della pace comincera’ domani a ”liberare” i bambini soldato dal campo di Hattikhor nel distretto di Nawalparasi. Il ministro ha anche annunciato all’agenzia Nepalnews che il governo ha deciso la realizzazione di una commissione per la riabilitazione dei minori.

Lascia un commento

Archiviato in Diario dal subcontinente

I giovani e le curiosità del nuovo governo

E’ Agatha Sangma, 28 anni, la mascotte del secondo governo di Manmohan Singh. La giovane avvocato proveniente dallo stato nord orientale del Meghalaya, ha riscosso sorrisi e applausi, anche da Sonia Gandhi, quando oggi, nelle mani del presidente indiano Pratibha Patil, ha giurato come ”minister of state”, sottosegretario del governo indiano. Sangma e’ alla sua prima esperienza, ma vanta una famiglia di politici di lungo corso nel piccolissimo stato montuoso nord orientale, al di la’ del Bangladesh. Suo padre Purno Agitok Sangma, presenta al giuramento, fondatore del Nationalist Congress Party, e’ stato parlamentare dal 1977, primo ministro del Meghalaya e presidente della camera bassa del parlamento indiano (Lokh Saba). Un altro giovane astro della politica indiana, Sachin Pilot, 32 anni, ha giurato oggi, un’ora dopo il giuramento di suo suocero, Farooq Abdullah. 37 i ministri che hanno meno di 40 anni, anche se l’eta’ media del governo e’ di 57 anni. Dal piu’ anziano, il ministro degli esteri SM Krishna che ha 77 anni, alla piu’ giovane, il sottosegretario Agatha Sangma, passano 50 anni. Uno solo, il sikh MS Gill, alla cerimonia era vestito con giacca e cravatta, la maggior parte vestiva con abiti tradizionali. Sachin Pilot ha giurato indossando un tipico e colorato turbante rajasthano.

Lascia un commento

Archiviato in india, Vita indiana

Ha giurato il nuovo governo di Manmohan Singh

Hanno giurato i ministri che formeranno il nuovo governo di Manmohan Singh, il secondo consecutivo dell’economista sikh. Nelle mani del presidente dell’Unione Indiana Pratibha Patil hanno giurato 59 tra ministri, ministri indipendenti (una sorta di vice ministri) e i sottosegretari (‘ministers of state’), portando a 79 il numero dei componenti del governo. Singh e 19 avevano gia’ giurato la settimana scorsa, quando il primo ministro aveva anche affidato le deleghe piu’ importanti, interni, esteri, finanze e ferrovie. Il primo ministro non ha ancora deciso invece le deleghe per questi nuovi ministri, che sta discutendo in queste ore con Sonia Gandhi, presidente del Partito del Congresso e dell’alleanza (UPA) che governa il paese.
E sara’ una strada in salita quella che aspetta il nuovo governo e Singh, l’unico primo ministro, dopo Nehru, ad essere riconfermato dopo la fine naturale del primo mandato.
La sfida del nuovo esecutivo sara’ da un lato quella di tendere una mano alle classi meno abbienti, non toccate dalla crescita economica del paese ma che anzi hanno sofferto, soprattutto i contadini, di una crisi quasi senza precedenti, e dall’altro la necessita’ di non fermare lo sviluppo del paese che, contestualmente all’uscita del mondo dalla crisi economica globale, potrebbe vedere di nuovo l’economia indiana crescere a ritmi dell’8% annuo.
Singh, fautore gia’ in passato di riforme economiche liberali, deve far fronte alle minori entrate fiscali dello stato e contestualmente trovare una soluzione ai problemi degli ultimi, ancora troppi. Il 90% della popolazione vive e lavora in una economia informale (e il dato e’ in crescita dopo la liberalizzazione del 1991), in cui i diritti dei lavoratori non sono tutelati in alcun modo, dove non esiste il diritto alla pensione, all’assistenza sanitaria, dove viene evasa sistematicamente la legislazione sull’orario di lavoro e sulle condizioni di sicurezza sul posto di lavoro, dove le donne e le caste basse sono escluse a priori dalle progressioni di carriera nei posti di lavoro. Il mondo guarda all’India e Delhi vuole farsi trovare preparata.
Assente eccellente nel governo, Rahul Gandhi, il rampollo della dinastia Gandhi Nehru, uno dei grandi vincitori delle elezioni appena passate. Rahul, per il quale si parlava di un viceministero, ha detto di preferire un ”lavoro alla volta”, scegliendo di impegnarsi nel partito del Congresso, nel quale e’ segretario generale e responsabile dei giovani, piuttosto che accettare un incarico di governo.
Il gabinetto di Manmohan Singh sara’ composto da 34 ministri, 7 viceministri e 38 sottosegretari, tra i quali spicca la giovane Agatha Sangma di 28 anni. Le nomine non hanno mancato di suscitare proteste, per la presenza di parenti eccellenti ma soprattutto per l’assenza ministri di religione musulmana e per quella di esponenti dello stato dell’Uttar Pradesh, il piu’ popoloso d’India. In questo stato, Sonia e Rahul hanno il loro collegio e il Congresso ha avuto un ottimo risultato alle ultime elezioni guadagnando 10 voti. Qui regna incontrastata Kumari Mayawati, la ”regina dei dalit”, che si aspettava un risultato elettorale notevole tanto da diventare primo ministro, e che invece si e’ limitata a dare un appoggio esterno al governo di Manmohan Singh.

Lascia un commento

Archiviato in india, Vita indiana

Eletto il nuovo primo ministro nepalese

Il Nepal ha eletto oggi il suo nuovo primo ministro, secondo dalla svolta repubblicana del paese. Madhav Kumar Nepal, 56enne ex segretario generale del Partito Comunista del Nepal-Unione Marxista Leninista (UML), un partito moderato, e’ stato eletto da 350 componenti dell’assemblea costituente di Kathmandu, dopo uno stallo durato venti giorni, seguito alle dimissioni di Pushpa Kamal Dahal, detto Prachanda, leader dei maoisti ex ribelli.
Ma oggi sono anche tornate le bombe a Kathmandu, che non si facevano sentire da tempo. Un ordigno esploso a Patan, nei pressi della capitale, ha ucciso due persone in una chiesa. Per la bomba, la polizia di Kathmandu ufficialmente punta il dito contro il Nepal Defense Army, un movimento induista che intende creare un Nepal di soli induisti. Ma alcuni organi di stampa nepalese pensano che dietro l’attentato ci siano gli ex ribelli maoisti, che hanno protestato in molte strade e piazze dle paese, per la caduta del loro leader Prachanda da capo del governo e per l’elezione di Nepal, rappresentante di un partito da loro staccatosi perche’ non condivideva la scelta della lotta armata.
Prachanda si era dimesso il 4 maggio scorso per le critiche ricevute per aver rimosso il capo di stato maggiore dell’esercito che aveva rifiutato di far entrare nell’esercito gli ex ribelli maoisti. I 238 membri maoisti dell’assemblea costituente, che hanno la maggioranza nell’organo che dovrebbe scrivere la nuova costituzione nepalese, hanno boicottato la riunione, insieme a due parlamentari del Partito Comunista Unito del Nepal. Ma Madhav Nepal ha potuto contare sull’appoggio di 350 dei 601 membri dell’assemblea, iscritti a 22 partiti politici, tra i quali quello del Congresso, lo storico partito nepalese che ha governato per decenni la giovane democrazia himalayana e il cui leader, l’anziano piu’ volte primo ministro Girija Prasad Koirala, ha presentato la candidatura di Madhav Nepal.
L’elezione di Nepal e’ stata annunciata dal presidente dell’assemblea costituente nepalese, l’unico organo eletto in Nepal. Nell’annunciare l’elezione di Nepal, Subashy Chandra Newang, presidente dell’assemblea, ha fatto notare come quella del leader dell’UML fosse stata l’unica candidatura presentata. Nepal, che nel 1994-95 e’ stato vice primo ministro e per 15 anni segretario generale del suo partito, dimessosi l’anno scorso a seguito della sconfitta alle elezioni per l’assemblea costituente, dovra’ ora formare un nuovo governo con l’appoggio del Partito del Congresso, il separatista Madhesi Janadhikar Forum, il Terai Madhesh Loktantrik Party, il Sadbhawana Party. Il governo dovra’ tentare di traghettare il paese verso un nuovo processo democratico che, dopo l’approvazione della nuova costtituzione, dovrebbe portare il paese alle prime elezioni parlamentari della nuova repubblica.
L’elezione di Nepal ha acuito le proteste dei giovani maoisti nel paese. Il Dipartimento di Stato americano ha diffuso un avviso di sicurezza ai turisti americani, spiegando che la situazione nel paese non e’ ancora sicura. Le violenze e le manifestazioni vengono soprattutto organizzate dallo Young Communist League, la sezione giovanile degli ex ribelli maoisti di Prachanda, che, a nome del leader e dei maoisti, continuano ad imporre una loro legge nel paese, praticando estorsioni, abusi e minacce.

1 Commento

Archiviato in Diario dal subcontinente