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Le donne in India si sposano giovani

Quasi la meta’ delle donne in India si sposano prima di aver compiuto 18 anni nonostante che da 80 anni esistano leggi che proibiscono questa pratica. E’ quanto emerge da una ricerca pubblicata sul giornale scientifico The Lancet e rilanciata oggi dal quotidiano The Times of India. Una equipe di ricercatori indiani e statunitensi ha elaborato dati riguardanti oltre 22.000 donne indiane di eta’ fra i 20 ed i 24 anni, rilevando appunto che il 44,5% di loro si e’ sposata prima di raggiungere la maggiore eta’. La responsabile indiana della ricerca, Anita Raj, ha aggiunto che un aspetto ancora piu’ preoccupante e’ che un quinto di queste donne (il 22,6%) si e’ sposata prima dei 16 e un 2,6% prima dei 13. Lo studio evidenzia inoltre che oltre la meta’ delle spose adolescenti (48,4%) ha avuto un bambino prima di raggiungere la maggiore eta’. ”Questi risultati – ha concluso Raj – suggeriscono che ne’ i recenti sviluppi in campo economico e nell’emancipazione delle donne, ne’ gli specifici programmi rivolti a prevenire le gravidanze nelle adolescenti, hanno ottenuto l’effetto di arginare questo inquietante fenomeno delle spose-bambine”

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Non validi i matrimoni tra induisti e cristiani

Il matrimonio tra indu’ e cristiani non e’ valido. Lo ha stabilito la Suprema Corte indiana, secondo la quale l’Hindu Marriage Act, la legge induista che disciplina i matrimoni, prevede solo l’ipotesi in cui a stringere il vincolo matrimoniale siano due persone appartenenti alla religione indu’. La questione era stata portata all’esame della Corte dopo che una donna, di religione induista, aveva chiesto l’annullamento del suo matrimonio sulla base del fatto che suo marito l’avrebbe ingannata inducendola a credere di essere induista ma essendo invece un cristiano. I due si erano sposati nel 1996 con rito religioso indu’ e il matrimonio era stato poi registrato in base alle disposizioni dell’Hindu Marriage Act. Pochi mesi dopo il matrimonio la donna, scopri’ che il marito era in realta’ cristiano. Si era allora rivolta al tribunale indiano, invocando la nullita’ del matrimonio. Il tribunale, dando ragione alla donna, nel 2002 dichiaro’ che ”il matrimonio tra un indu’ e un cristiano e’ nullo ab initio”. Sulla base di questa prima sentenza la donna sposo’ poi un altro uomo, di religione induista. Ma il primo marito, non convinto, fece appello alla Suprema Corte affermando che l’Hindu Marriage Act non preclude esplicitamente il matrimonio di un indu’ con persone appartenenti ad altre fedi religiose. Ipotesi respinta invece ora anche dalla Suprema Corte per la quale non ci sono dubbi che la legge induista sui matrimoni si applichi solo alle persone appartenenti a questa religione. In India sono fondamentalmente due le leggi che regolano il matrimonio. L’Hindu Marriage Act e lo Special Marriage Act. L’Hindu Marriage Act prevede la possibilita’ di registrare il matrimonio religioso solo per persone appartenenti alle religioni induista, buddista e sikh, ma non per i cristiani ne’ per appartenenti ad altre fedi religiose, che possono tuttavia procedere alla registrazione dei loro vincoli matrimoniali avvalendosi invece dello Special Marriage Act. Lo Special Marriage Act, inoltre, prevede anche la possibilita’ di effettuare un matrimonio soltanto civile, che viene celebrato da un ufficiale di stato civile e che prevede anche delle pubblicazioni che devono restare affisse per un mese prima della celebrazione. Si tratta tuttavia di una formula quasi per niente usata. La maggior parte degli indiani si sposa solo con rito religioso, spesso omettendo del tutto la registrazione civile. In molti casi questa viene effettuata in un secondo momento, a volte anche a distanza di anni dal matrimonio religioso, solo se necessaria ad esempio per ottenere visti per l’estero per ricongiungimento familiare o per avvalersi di benefit riservati solo a coppie che risultino regolarmente sposate. I matrimoni religiosi, con qualunque rito effettuato, non prevedono invece alcuna forma di trascrizione civile automatica.

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Polizia blocca matrimonio fra bambini

La polizia di Karachi, in Pakistan, ha interrotto un matrimonio nel quale il prete stava sposando una bambina di quattro anni ad un bambino di sette. Gli agenti hanno anche arrestato il sacerdote. Lo riferisce la televisione pachistana Dawn. La legge in vigore nel paese proibisce i matrimoni dei minori ma, nonostante il divieto, sono molti i bambini che vengono fatti sposare dalle loro famiglie per alleanze tribali o per onorare debiti contratti. La polizia di Karachi era stata allertata da alcuni vicini che avevano notato i preparativi per l’imminente matrimonio. Secondo gli agenti, la bambina era stata offerta in sposa per poco più di 6000 dollari. Insieme all’officiante, la polizia ha arrestato il padre del bambino mentre quello della bambina è riuscito a scappare.

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