Archivi tag: matrimonio indiano

Spose incinte, scandalo al matrimonio di massa

Scandalo durante un matrimonio di massa organizzata nello Stato del Madhya Pradesh, nell’India centrale. Una sposina ha avuto le doglie poco prima dell’inizio della cerimonia, e, dopo accertamenti sulle altre 151 aspiranti spose, si è scoperto che ben 14 erano incinte. La giovane donna, pochi minuti prima dello scambio delle ghirlande, che rappresenta il culmine della cerimonia nuziale induista, ha cominciato a sentirsi poco bene. I forti dolori addominali si sono rivelati essere le prime avvisaglie di un parto. A questo punto la cerimonia è stata interrotta e sono stati ordinati test di verginità e di gravidanza per tutte le 152 ragazze pronte per il matrimonio. Ben 14 delle giovani donne sono risultate essere già in stato interessante, mentre un’altra è risultata essere minorenne. Solo dopo aver accertato lo stato delle aspiranti spose la cerimonia è ripresa e 138 coppie si sono unite in matrimonio. I matrimoni di massa sono piuttosto diffusi in India e sono di solito organizzati dal governo locale a proprie spese per permettere a coppie che non hanno disponibilità economica di sposarsi. Il governo provvede alle spese relative alla cerimonia e fornisce alle coppie gli utensili domestici di base per un ammontare di 5.000 rupie ciascuna (circa 100 euro). Sembra tuttavia che stiano sempre più diffondendosi falsi matrimoni. Alcuni mediatori (in cambio di una piccola commissione) propongono al governo locale, come potenziali sposi, coppie che in realtà sono già sposate, in modo che possano accedere ai benefici economici previsti.

Lascia un commento

Archiviato in india, Notizie curiose, Vita indiana

Non validi i matrimoni tra induisti e cristiani

Il matrimonio tra indu’ e cristiani non e’ valido. Lo ha stabilito la Suprema Corte indiana, secondo la quale l’Hindu Marriage Act, la legge induista che disciplina i matrimoni, prevede solo l’ipotesi in cui a stringere il vincolo matrimoniale siano due persone appartenenti alla religione indu’. La questione era stata portata all’esame della Corte dopo che una donna, di religione induista, aveva chiesto l’annullamento del suo matrimonio sulla base del fatto che suo marito l’avrebbe ingannata inducendola a credere di essere induista ma essendo invece un cristiano. I due si erano sposati nel 1996 con rito religioso indu’ e il matrimonio era stato poi registrato in base alle disposizioni dell’Hindu Marriage Act. Pochi mesi dopo il matrimonio la donna, scopri’ che il marito era in realta’ cristiano. Si era allora rivolta al tribunale indiano, invocando la nullita’ del matrimonio. Il tribunale, dando ragione alla donna, nel 2002 dichiaro’ che ”il matrimonio tra un indu’ e un cristiano e’ nullo ab initio”. Sulla base di questa prima sentenza la donna sposo’ poi un altro uomo, di religione induista. Ma il primo marito, non convinto, fece appello alla Suprema Corte affermando che l’Hindu Marriage Act non preclude esplicitamente il matrimonio di un indu’ con persone appartenenti ad altre fedi religiose. Ipotesi respinta invece ora anche dalla Suprema Corte per la quale non ci sono dubbi che la legge induista sui matrimoni si applichi solo alle persone appartenenti a questa religione. In India sono fondamentalmente due le leggi che regolano il matrimonio. L’Hindu Marriage Act e lo Special Marriage Act. L’Hindu Marriage Act prevede la possibilita’ di registrare il matrimonio religioso solo per persone appartenenti alle religioni induista, buddista e sikh, ma non per i cristiani ne’ per appartenenti ad altre fedi religiose, che possono tuttavia procedere alla registrazione dei loro vincoli matrimoniali avvalendosi invece dello Special Marriage Act. Lo Special Marriage Act, inoltre, prevede anche la possibilita’ di effettuare un matrimonio soltanto civile, che viene celebrato da un ufficiale di stato civile e che prevede anche delle pubblicazioni che devono restare affisse per un mese prima della celebrazione. Si tratta tuttavia di una formula quasi per niente usata. La maggior parte degli indiani si sposa solo con rito religioso, spesso omettendo del tutto la registrazione civile. In molti casi questa viene effettuata in un secondo momento, a volte anche a distanza di anni dal matrimonio religioso, solo se necessaria ad esempio per ottenere visti per l’estero per ricongiungimento familiare o per avvalersi di benefit riservati solo a coppie che risultino regolarmente sposate. I matrimoni religiosi, con qualunque rito effettuato, non prevedono invece alcuna forma di trascrizione civile automatica.

Lascia un commento

Archiviato in Vita indiana