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Ghirlande milionarie per la regina dei dalit

Due gigantesche ghirlande di banconote per un valore di diverse decine di migliaia di euro sono state regalate in India negli ultimi due giorni a Mayawati, la ‘Regina dei Dalit’ (gli intoccabili sotto-casta), Premier dello Stato settentrionale dell’Uttar Pradesh. Qualche giorno fa per celebrare il 25mo anniversario del partito sono stati spesi 42 milioni di euro (due miliardi di rupie) in tutto il paese per i festeggiamenti. Il primo dono, eccentrico per una leader politica che si definisce ‘paladino dei poveri’, le è stato consegnato lunedì durante una cerimonia celebrativa del Bahujan Samaj Party (BSP), il ‘Partito dell’elefante’ da lei guidato. Le tv indiane hanno mostrato la leader che sul palco del comizio salutava la folla con intorno al collo la mega ghirlanda composta da banconote da mille rupie e sostenuta da diverse persone. Le immagini hanno provocato una vera e propria bufera politica che è sfociata anche in Parlamento. La seconda ghirlanda le è stata invece regalata oggi a una riunione di partito, ma a differenza della prima era formata in parte da banconote di taglio più piccolo. Il gesto ripetuto è stato definito come una sfida da parte del BSP dopo la pioggia di critiche provenienti dal rivale regionale Samajwady Party, ma anche dal Congresso di Sonia Gandhi. Uno dei ministri di Mayawati, Naseemuddin Siddiqui, citato dall’agenzia di stampa indiana Pti, ha reso noto che “la ghirlanda ha un valore di un milione e 800 mila rupie (circa 30.000 euro), raccolte da sedi di partito in Uttar Pradesh”. Più volte in passato Mayawati è stata al centro di polemiche per la passione per i gioielli e in generale per l’ostentazione della ricchezza accumulata in anni di potere in Uttar Pradesh, Stato che con i suoi 190 milioni di abitanti è fra i più grandi, ma anche più poveri, dell’India. Il clamoroso gesto di Mayawati ha già trovato altri emuli. Un parlamentare del Bihar, altro povero Stato del nord, è stato festeggiato dai suoi sostenitori con una simile, anche se più piccola, ghirlanda di banconote, intorno al collo. Eyaz Ali, riferisce la Pti, di recente espulso dal partito regionale Janata Dal (United), è stato ricevuto all’aeroporto di Patna con il costoso dono perché si è opposto alla legge sulle “quote rosa” recentemente approvata dal Senato. Ma a differenza di quanto avvenuto nel caso di Mayawati, la ghirlanda è stata in parte “sfogliata” dei suoi preziosi petali da alcuni anonimi passanti.

fonte: ANSA

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La Mayawati usa denaro pubblico per farsi costruire statue

Il Primo Ministro dell’Uttar Paradesh, Kumari Mayawati, inaugurera’, il prossimo tre luglio, quaranta statue raffiguranti importanti leader politici, tra le quali sei raffiguranti se’ stessa.
Secondo quanto affermato dal Times of India le statue, raffigurano leader indiani tra i quali la stessa presidente considerata ”la regina dei dalit” e il suo mentore politico fondatore del partito della Mayawati, il BSP. I monumenti sono stati eretti in vari punti di Lucknow, la capitale dello Stato piu’ popoloso dell’India, e fatte costruire dall’LDA (Lucknow Development Authority) sarebbero costate 6.68 crore di rupie, quasi 1 milione e mezzo di euro. Altri 52 crore (circa 10 milioni di euro) sarebbero stati spesi poi per la costruzione di 60 statue di elefanti di marmo (l’elefante e’ il simbolo del partito del BSP) dinanzi all’Ambedkar memorial, il monumento all’intoccabile che ha scritto la costituzione indiana. La notizia ha suscitato nello stato numerose polemiche e sono in molti a criticare quella che e’ considerata dai piu’ una volonta’ di glorificare se stessa e il suo partito da parte del Premier Mayawati.
Venerdi’ scorso e’ stata infatti firmata e presentata presso la Suprema Corte una petizione pubblica nella quale si chiede che il Primo Ministro Mayawati sia fermata e non possa usare il denaro pubblico per costruire statue raffiguranti se stessa o simboli del suo partito. Nella petizione si chiede anche l’apertura di un’inchiesta da parte del CBI (Central Bureau Investigation) per abuso di pubblico denaro. Redatta dall’avvocato Ravi Kant, nella petizione si chiede poi che il governo dell’Uttar Pradesh rimuova le statue della Mayawati e i simboli del suo partito dal suolo pubblico.
Kumari Mayawati, considerata la ”regina dei dalit” degli intoccabili, e’ emersa prepotentemente negli anni scorsi conquistando al presidenza dell’Uttar Pradesh, nel nord dell’India, lo stato piu’ popoloso dell’Unione, conquistando tutti i voti dei dalit. La donna, che risulta essere la piu’ ricca dell’India, e’ molto contestata, in quanto ha un passato e un presente fatto di accuse e condanne per appropriazione indebita di denaro pubblico e di fondi del suo partito. Nonostante abbia ricevuto i voti degli intoccabili e con questi sia stata eletta, ha formato un governo senza intoccabili. Gia’ in passato la Mayawati si era fatta erigere delle statue, alcune di quali fatte abbattere e rifare piu’ alte perche’ erano piu’ basse di quelle di Nehru, Gandhi e degli altri grandi leader indiani.

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L’alabarda spaziale di Hopeman

Come il più grande dei supereroi, Hopeman è tornato sfoggiando le sue armi spaziali. E’ lui, sempre lui. Grazie di esistere. Hopeman colpisce ancora. A parte la commovente e lacrimosa biografia di Mayawati, nel pezzo di oggi scrive: “Eppure lei (Mayawati, ndr) è riuscita a dare la scalata al potere politico nell’Uttar Pradesh, uno Stato di 190 milioni di abitanti (se fosse indipendente sarebbe la sesta nazione del mondo), che l’ha rieletta primo ministro per quattro volte consecutive.” Quattro volte consecutive? ma scherziamo? basta andare sul sito del governo dell’UP oppure su wikipedia per scoprire che non è così.
Si lo so, sono io esagerato, mi applico a cose che non interessano a nessuno. Ma anche il contenuto e l’idea di fondo è una chiavica. L’unica cosa condivisibile è la dichiarazione del direttore di The Hindu e che avvalora sempre di più la mia idea sulla democrazia delle elezioni indiane, dove la gente vota per appartenenza.”La vera funzione del voto per noi è la catarsi. E’ il momento in cui la democrazia ci unisce davvero perché rappresenta tutte le nostre diversità. La politica delle identità in India è molto più importante dell’arte di governare”. Non foss’altro per il fatto che ad esempio i numeri relativi al voto nullo sono pressoché 0.

Ma questa è un’altra cosa.

Ma, ripeto, sono io.

Devo dire che Hopeman è in buona compagnia. Chi ha acquistato il Corriere oggi, ha potuto apprezzare un paio di articoli stile Hopeman che, purtroppo, passano sotto silenzio perchè pochi conoscono le cose. Baggianate, ovvietà, cose errate, dichiarazioni senza senso. L’importante è che Corriere e Repubblica lo scrivano, non è importante cosa sia vero.

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Questione di centimetri (stavolta parliamo di statue)

Mayawati è la leader del BSP, il partito dei Dalit che due annifa ha vinto le elezioni in Uttar Pradesh, lo stato nel nord, più popoloso dell’India. La leader, che si ispira al dottor Ambedkar, il dalit che scrisse la costituzione indiana, non fece nulla, diciamo così, per impedire l’erezione di una sua statua nella capitale dello stato, Lucknow. La sua effige è tra quelle dei padri del partito e di Ambedkar e sua moglie. Il fatto che lei sia l’unica viva tra questi leader morti ad avere una statua non è un fatto non sorprendente in India, dove il culto della personalità è maggiore che in Corea del Nord e in altri paesi (vedi esmepio dinastia Gandhi-Neru, Sonia in testa). Il fatto è che questa statua è stata rimossa ieri notte. Non per un bagno di umilità della leader. Ma perchè la statua era di qualche centimetro più bassa di quelle dei padri fondatori del movimento dei dalit indiani. Così al suo posto stamattina e’ stata eretta una statua più alta, anche di più delle altre. Tanto per non sbagliare e capire chi comanda.

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