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Mendicante di Calcutta porta in banca 91 kg di monetine

Una mendicante di Calcutta ha raccolto monete per 44 anni e ha portato tutto in banca per la sua pensione. E ci sono voluti piu’ di tre giorni a cinque impiegati della filiale di Calcutta della Bank of India, per contare gli oltre 91 chilogrammi di monete raccolte da Laximi Das, che oggi ha 60 anni, e che all’eta’ di 16 ha cominciato a mendicare per le vie di Calcutta. La donna ha conservato gelosamente le monete nella sua baracca del quartiere di Nandanbagan nella cittadina di Burtola ai sobborghi di Calcutta, tenendole, alcune fuori corso, in bustine di plastica raccolte poi in un grande sacco di juta che ha portato in banca. ”Ho risparmiato molto”, ha detto la piccola donna, con un handicap fisico e mentale, ai funzionari dell’istituto di credito, ai quali ha chiesto di aprire un conto corrente cosi’ da alimentare un fondo pensione. I funzionari della Bank of India hanno assicurato che faranno di tutto per accreditarle anche quelle monete che sono fuori corso e quelle che sono poco leggibili, vista l’usura e l’eta’. Al termine della conta, gli impiegati hanno accreditato denaro per 30mila rupie, circa 600 euro, nell’attesa dell’autorizzazione per accreditare anche le monete obsolete, poco riconoscibili e fuori corso. La donna si e’ convinta ad andare in banca, dopo che alcuni ladri erano entrati nella sua baracca tentando di rubarle le monete. Giunti immediatamente sul posto, gli agenti hanno accompagnato Laxmi in banca raccontando la sua storia. Nella baracca gli agenti hanno trovato anche una carta per la razione alimentare quotidiana destinata ai poveri e altri pochi averi. Nell’India orientale e’ molto difficile trovare monete, in quanto preda del racket, soprattutto ad opera di cittadini del Bangladesh, che usano quelle fuori corso o rovinate per realizzare lamette per i rasoi.

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Dati biometrici dei mendicanti per toglierli dalle strade

Una banca dati con le informazioni biometriche dei mendicanti di New Delhi per poterli più facilmente identificare e arrestare, ma anche riabilitare, é allo studio del governo cittadino della capitale indiana in vista dei Giochi del Commonwealth del 2010. Il sistema, dicono le autorità, servirà a identificare i mendicanti, non solo per arrestarli ma anche per cercare poi di riabilitarli, diassuadendoli dal ritornare in strada, offrendo loro un lavoro e una possibilità di vita diversa. Secondo dati governativi, nel 2007 sono stati fermati 2.537 mendicanti dei quali solo 1.133 sono stati arrestati. La polizia ritiene che questo accade anche perché è molto raro riuscire a trovare testimoni che accettino di testimoniare contro i mendicanti, temendo eventuali ritorsioni successive. Il nuovo progetto dovrebbe ovviare a questo problema, prelevando con una speciale apparecchiatura dettagli dei mendicanti, come le impronte digitali, la fotografia, l’altezza e altri eventuali segni di riconoscimento e inserirli in un database. Quest’ultimo sarà in seguito usato per arrestare coloro che saranno ripetutamente scoperti a mendicare. Il governo federale indiano, inoltre, sta pensando a una legge, sulla scia di quanto progettato dal governo cittadino di Delhi, che contempli il reato di sfruttamento e indizione all’ accattonaggio, ma non punire con l’arresto i mendicanti che, invece, andrebbero aiutati a cambiare attività. Dietro i mendicanti indiani, ci sono spesso delle organizzazioni criminali che rapiscono bambini e persone dai villaggi e li buttano sulle strade delle grandi città.

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