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Inaugurati treni per sole donne

Due treni riservati alle donne sono stati inaugurati oggi in India. Uno e’ stato tenuto a battesimo dalla ministra delle ferrovie Mamata Banerjee a Delhi, e l’altro dal ministro dell’industria Vilas Rao Deshmukh a Mumbai. I treni fanno parte di un progetto voluto dalla stessa Banerjee nel budget del ministero, la cui approvazione e’ indispensabile all’approvazione della legge finanziaria dell’India. Secondo il progetto, diversi treni dalle metropoli accompagneranno le donne nelle citta’ satelliti, dalle quali un numero sempre maggiore di donne negli ultimi anni parte per lavorare nelle citta’. La necessita’ di realizzare i treni solo per donne nasce dall’aumento del numero di donne che hanno i pendolari e dalle continue denunce per molestie sessuali presentate dalle viaggiatrici. Anche gli agenti di polizia che pattuglieranno i treni speciali saranno donne.

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Il governo indiano per dialogo ma fermezza con il Pakistan. Insomma, l’italiano “si ma anche”

Il primo ministro indiano, Manmohan Singh, ha detto oggi in parlamento che da parte dell’ India non c’e’ stato nessun ammorbidimento nel suo impegno a combattere il terrorismo ai confini e nel portare avanti al contempo il dialogo con il Pakistan. ”Possiamo avere un significativo dialogo con il Pakistan solo se esso adempira’ pienamente – ha detto Singh – all’impegno di non consentire che il suo territorio sia usato per gli attacchi terroristici contro l’India”. ”Non c’e’ nessun allentamento nella nostra posizione”, ha detto, aggiungendo pero’ che ogni altro attacco terroristico come quello dello scorso novembre a Mumbai determinera’ un inevitabile strappo nei rapporti bilaterali tra i due Paesi, che l’India sta cercando fortemente di mantenere. Singh ha anche dichiarato che il Pakistan ”dovrebbe mostrare la stessa volonta’ politica di combattere i terroristi al suo confine orientale (quello con l’India, ndr) cosi’ come ha fatto al suo confine occidentale (con l’Afghanistan)”. Il primo ministro ha poi esaminato col parlamento i dettagli dei passi avanti fatti dal Pakistan contro i terroristi responsabili della strage di Mumbai dello scorso novembre contenuti in un dossier di 34 pagine consegnato all’India lo scorso 11 luglio. ”E’ la prima volta – ha detto il premier – che il Pakistan ha esplicitamente ammesso che suoi connazionali e organizzazioni terroristiche di base in Pakistan hanno condotto l’orrendo attacco in India”. Nel dossier pachistano si legge infatti che le indagini dimostrano senza dubbio che gli attacchi a Mumbai sono stati organizzati dall’organizzazione terroristica pachistana Lashkar-e-Toiba. ”I passi fatti non sono tuttavia sufficienti” ha poi detto il primo ministro indiano, ricordando a Islamabad la necessita’ di provvedere a che i colpevoli siano puniti in maniera esemplare. ”E’ comunque nostro dovere mantenere aperti tutti i canali di comunicazione”, ha concluso.

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Si dichiara colpevole l’unico terrorista sopravvissuto di Mumbai

Ha ammesso di essere colpevole, Mohammaf Ajmal Kasab, l’unico terrorista sopravvissuto del commando che il 26 novembre dell’anno scorso assalto’ due alberghi a Mumbai ed altri luoghi della capitale economica indiana, facendo oltre 170 vittime. Dopo essersi dichiarato colpevole appena dopo l’arresto, dopo aver ritrattato mentendo sulla sua data di nascita e il suo nome, Kasab, forse sperando di evitare il patibolo, ha stamattina ammesso, dinanzi al tribunale speciale organizzato per fare luce sulle responsabilita’ degli attentati, la sua colpevolezza. Il 22enne attentatore, che aveva dichiarato di essere minorenne per evitare la morte e per questo fu sottoposto a visite mediche, all’apertura dell’udienza di oggi in una dichiarazione spontanea ha ammesso di aver partecipato a tutte le fasi dell’attentato. Alla domanda del giudice sul perche’ non l’avesse fatto prima e avesse ritrattato la sua prima confessione, Kasab ha risposto di essere ora venuto a conoscenza che il Pakistan ha ammesso il fatto che lui sia pachistano, cosa che, in futuro, potrebbe anche aprirgli le porte di una eventuale, seppur difficilissima da ottenere, estradizione. E’ stato l’ultimo avvocato di Kasab, Abbas Kazmi, a convincerlo a confessare. Ma il suo gesto non ha cambiato l’opinione che di lui hanno gli indiani. Facendosi portavoce delle idee dei cittadini di Mumbai, il primo ministro dello stato del Mahasthra, del quale Mumbai e’ capitale, ha detto che in ogni caso il processo contro Kasab e gli altri terroristi sara’ veloce e che il giovane sara’ impiccato. Nella sua confessione, Kasab ha anche spiegato il modus operandi del commando terrorista e i dettagli dell’operazione. Dal Pakistan, il ministro della difesa Choudhary Ahmad Mukhtar, ha detto che questa confessione, comunque, non rappresenta una prova soprattutto del coinvolgimento pachistano negli attentati.

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Armi e nucleare: du accordi firmati tra India e USA

India e Stati Uniti hanno sottoscritto oggi due importanti accordi sulla vendita di armi e sull’individuazione di due siti dove costruire centrali nucleari. Lo hanno annunciato in conferenza stampa congiunta il segretario di stato americano Hillary Clinton e il ministro degli esteri indiano SM Krishna. L’annuncio e’ stato fatto al termine della visita di cinque giorni della Clinton in India, la prima di un alto rappresentante dell’amministrazione Obama a New Delhi. L’accordo sulle armi prevede che gli Stati Uniti possano vendere armamenti all’India che si impegna a dimostrarne l’utilizzo e a non rivenderle, aprendo cosi’ le porte agli USA del mercato indiano, finora appannaggio della Russia. Con questo accordo, gli Stati Uniti sperano di poter anche spingere all’acquisto dei 129 aerei da caccia per i quali New Delhi ha bandito una gara internazionale alla quale partecipano, tra gli altri, i russi con il Mig, gli americani di Boeing e gli europei del consorzio Eurofighter. ”La firma di questo accordo – ha detto la Clinton in conferenza stampa – apre le porte per una grande cooperazione tra i due paesi nel campo della difesa”. Nell’accordo sulle armi, anche passaggi sulla scienza e tecnologia e cooperazione spaziale. Il secondo accordo firmato dai due paesi riguarda la costruzione di due centrali nucleari americane in India. Dopo la firma di un trattato di cooperazione nucleare tra India e Stati Uniti l’anno scorso tra Bush e Manmohan Singh che, nonostante l’India non abbia mai firmato il trattato di non proliferazione nucleare, permetteva agli americani di vendere tecnologia e carburante nucleare all’India e a quest’ultima di comprarli da chiunque, oggi sono stati decisi i siti sui quali i due nuovi impianti verranno costruiti dagli americani. Al termine della conferenza, la Clinton ha ufficializzato l’invito del presidente americano Barack Obama al primo ministro indiano Manmohan Singh di recarsi a Washington il prossimo 24 novembre.

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La Clinton per una partnership globale con l’India

India e Usa uniti per una partnership globale che parta dalla sfida del clima e, attraverso la lotta al terrorismo, arrivi a rinsaldare gli scambi bilaterali. E’ il messaggio che il segretario di stato americano Hillary Clinton ha lanciato a New Delhi nel secondo giorno della sua visita in India recandosi, accompagnata dall’inviato speciale americano per i cambiamenti climatici Todd Stern, a Gurgaon, citta’ satellite di Delhi, un complesso totalmente eco-compatibile. L’occasione e’ stata colta al volo da Clinton per auspicare un impegno dell’India a ridurre le emissioni dei gas serra anche prima del vertice di Copenhagen del prossimo dicembre. Sulla falsariga dei commenti fatti ieri in un incontro con gli industriali indiani ai quali il segretario di stato aveva detto di sperare che ”un paese come l’India in pieno sviluppo, non commetta gli stessi errori fatti fino a poco tempo dagli Stati Uniti”. Clinton ha tenuto a precisare che gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di impedire la crescita economica dell’India, ma la prima risposta del ministro dell’ambiente indiano Jairam Ramesh e’ stata netta. ”Non accetteremo mai – ha detto – alcun vincolo legale sulle riduzioni delle emissioni dei gas inquinanti che possano bloccare il nostro sviluppo”. Ribadendo le posizioni del primo ministro indiano Manmohan Singh al vertice G8 dell’l’Aquila, Ramesh ha comunque assicurato che le emissioni indiane di gas inquinanti non supereranno quelle degli altri paesi in via di sviluppo e che tutto sara’ fatto sempre entro la cornice della convenzione sul cambiamento climatico di Bali. Piena concordanza invece sulla lotta al terrorismo, che il segretario di stato Usa aveva sottolineato con forza ieri a Mumbai alloggiando nell’hotel Taj Mahal e incontrandosi con i familiari delle vittime degli attacchi terroristici dello scorso novembre che l’India ha attribuito a terroristi pachistani. Hillary Clinton, che ha rinunciato ad una sosta, prevista in un primo momento in Pakistan, ha parlato di destini e visione comune con l’India su questo tema chiave e ha reso noto che Islamabad e’ sotto osservazione, perche’ ”ci attendiamo che ogni paese intraprenda azioni decise contro il terrorismo. E noi monitoriamo e speriamo che questo accada”. Tenendo pero’ a precisare che gli Stati Uniti ” hanno comunque ”registrato con favore un cambiamento nell’attitudine del governo e del popolo pachistano riguardo al terrorismo, nella consapevolezza che questa e’ una minaccia globale contro tutti” Nella sua visita, che culminera’ domani in incontri politici con i massimi dirigenti indiani, Clinton cerca di rinsaldare i rapporti fra i due paesi che, alla vigilia dell’elezione di Obama, dati i rapporti molto stretti tra i governi di Singh e Bush, sembravano freddi. Il segretario di stato rafforzera’ l’accordo di cooperazione nucleare siglato con l’amministrazione Bush, del valore di oltre 30 miliardi di dollari. Durante la visita, verranno individuati anche i siti sui quali gli americani costruiranno le centrali nucleari per conto degli indiani. Ma, ha tenuto a precisare Clinton, sempre nel rispetto degli accordi internazionali sul nucleare civile e la non proliferazione.

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Prima visita di Hillary Clinton, segretario di stato americano, in India

E’ arrivata stasera a Mumbai, nella sua prima visita in India come Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, che restera’ nel paese di Gandhi fino al 21 luglio, prima di recarsi in Thailandia. La Clinton comincera’ la sua visita partecipando ad una cerimonia in commemorazione delle vittime dell’attentato di Mumbai del novembre scorso. Il 19 e il 20, invece, il segretario di stato americano incontrera’ il ministro degli esteri indiano, S M Krishna, il primo ministro Manomhan Singh, il presidente della coalizione di governo e del partito del Congresso Sonia Gandhi e il leader dell’opposizione LK Advani. La Clinton ha annunciato in una intervista ad una televisione indiana, da Praga dove si trova oggi alla vigilia della sua tappa indiana, che l’amministrazione Obama e’ rimasta ”molto impressionata” della discussione tra il primo ministro Singh con il suo omologo pachistano Yousuf Raza Gilani a Sharm El Sheikh. La Clinton, che ha detto che il suo paese non fara’ pressioni sull’India per il dialogo con il Pakistan, si e’ dichiarata ”impressionata dalla ripresa del dialogo tra India e Pakistan, che gli USA sostengono molto fino alla sottoscrizione di un accordo”. Inizialmente la Clinton doveva raggiungere l’India dopo essersi fermata in Pakistan, ma due giorni fa il suo entourage ha annunciato la cancellazione dello stop over a Islamabad, spiegando che il viaggio in Pakistan e’ stato rinviato in autunno. Una scelta, quella di focalizzare l’attenzione della sua visita esclusivamente sull’India, che a New Delhi e’ piaciuta molto, sottolineando come l’amministrazione Obama, verso la quale gli indiani, piu’ favorevoli a Bush, non erano molto favorevoli, abbia cominciato una nuova stagione di amicizia con l’India. Hillary Clinton ha detto che la sua amministrazione e’ intenzionata a portare avanti l’accordo di cooperazione nucleare sottoscritto da Singh con Bush, ma intende anche iniziare una seria discussione sulla proliferazione nucleare.

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I sette minuti del ponte diventano oltre un’ora

Sara’ stata la sorpresa, il fatto che non ci fosse pedaggio, ma il primo giorno del ponte piu’ lungo dell’India e’ stato vissuto come un incubo da molti automobilisti di Mumbai. Inaugurato alla mezzanotte di ieri, il Bandra Worli Sea Link, un ponte sospeso che attraversando la baia di Mumbai collega due tra i quartieri piu’ popolosi della metropoli indiana, e’ stato realizzato con l’intento di ridurre i tempi di percorrenza. Secondo le stime dei costruttori, per coprire i 5,6 chilometri di ponte a pieno regime ci si dovrebbe mettere sette minuti netti, a fronte dell’ora impiegata ora. Ma stamattina, forse per la novita’ o forse per il fatto che fino al 5 luglio non si paga per utilizzare il ponte, decine di migliaia di auto si sono riversati sulla struttura, creando il blocco del traffico e obbligando gli automobilisti a restare in coda per oltre un’ora per percorrere i pochi chilometri del ponte. Di contro, coloro che invece hanno percorso la vecchia strada terrestre che collega Bandra e Worli, hanno impiegato poco piu’ di 30 minuti. Il progetto e’ il piu’ imponente nel paese: ognuno dei due piloni centrali e’ alto 126 metri, ha 37680 chilometri di cavi, circa la circonferenza della terra, pesa 670000 tonnellate. Per ora saranno attiva quattro corsie, altrettante saranno poi aperte per la fine dell’anno.

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Apre il più grande ponte indiano

Verra’ inaugurato oggi da Sonia Gandhi, il piu’ grande ponte indiano, che, sul mare, colleghera’ due zone molto trafficate di Mumbai, permettendo una decongestine del traffico. Atteso per oltre dieci anni, costato oltre 335 milioni di dollari, quattro volte la cifra stanziata, il ponte, che taglia in due la baia di Mumbai, sara’ attivo dalla mezzanotte di oggi. Con l’apertura del Bandra-Worli Sea Link, un collegamento di 4,7 chilometri, le autorita’ indiane ritengono che sara’ possibile percorrere la distanza tra i quartieri di Bandra e Worli, in sei minuti, contro l’oltre un’ora necessaria oggi. Il progetto e’ il piu’ imponente nel paese: ognuno dei due piloni centrali e’ alto 126 metri, ha 37680 chilometri di cavi, circa kla circonferenza della terra, pesa 670000 tonnellate. Per ora saranno attiva quattro corsie, altrettante saranno poi aperte per la fine dell’anno. L’accesso al ponte sara’ a pagamento, meno di un euro per le auto, ma fino al cinque luglio e’ gratuito per tutti. Tra 7000 e 8000 quelle previste che percorreranno il ponte nell’ambito di un’ora durante i momenti di maggior traffico. La costruzione del ponmte e’ stata molto osteggiata dagli ambientalisti nel corso degli anni. La realizzazione del ponte rientra nell’ambito del miglioramento delle infrastrutture nel paese, settore che, nonostante la crescita generale dell’India, e’ rimasto al palo. La Planning Commission, la commissione governativa consultiva sugli investimenti, ha comunicato, al termine di uno studio, che il paese necessita almeno di raddoppiare la sua rete di infrastrutture, con un investimento previsto di almeno 500 miliardi di dollari entro il 2012.

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I giovani e le curiosità del nuovo governo

E’ Agatha Sangma, 28 anni, la mascotte del secondo governo di Manmohan Singh. La giovane avvocato proveniente dallo stato nord orientale del Meghalaya, ha riscosso sorrisi e applausi, anche da Sonia Gandhi, quando oggi, nelle mani del presidente indiano Pratibha Patil, ha giurato come ”minister of state”, sottosegretario del governo indiano. Sangma e’ alla sua prima esperienza, ma vanta una famiglia di politici di lungo corso nel piccolissimo stato montuoso nord orientale, al di la’ del Bangladesh. Suo padre Purno Agitok Sangma, presenta al giuramento, fondatore del Nationalist Congress Party, e’ stato parlamentare dal 1977, primo ministro del Meghalaya e presidente della camera bassa del parlamento indiano (Lokh Saba). Un altro giovane astro della politica indiana, Sachin Pilot, 32 anni, ha giurato oggi, un’ora dopo il giuramento di suo suocero, Farooq Abdullah. 37 i ministri che hanno meno di 40 anni, anche se l’eta’ media del governo e’ di 57 anni. Dal piu’ anziano, il ministro degli esteri SM Krishna che ha 77 anni, alla piu’ giovane, il sottosegretario Agatha Sangma, passano 50 anni. Uno solo, il sikh MS Gill, alla cerimonia era vestito con giacca e cravatta, la maggior parte vestiva con abiti tradizionali. Sachin Pilot ha giurato indossando un tipico e colorato turbante rajasthano.

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Ha giurato il nuovo governo di Manmohan Singh

Hanno giurato i ministri che formeranno il nuovo governo di Manmohan Singh, il secondo consecutivo dell’economista sikh. Nelle mani del presidente dell’Unione Indiana Pratibha Patil hanno giurato 59 tra ministri, ministri indipendenti (una sorta di vice ministri) e i sottosegretari (‘ministers of state’), portando a 79 il numero dei componenti del governo. Singh e 19 avevano gia’ giurato la settimana scorsa, quando il primo ministro aveva anche affidato le deleghe piu’ importanti, interni, esteri, finanze e ferrovie. Il primo ministro non ha ancora deciso invece le deleghe per questi nuovi ministri, che sta discutendo in queste ore con Sonia Gandhi, presidente del Partito del Congresso e dell’alleanza (UPA) che governa il paese.
E sara’ una strada in salita quella che aspetta il nuovo governo e Singh, l’unico primo ministro, dopo Nehru, ad essere riconfermato dopo la fine naturale del primo mandato.
La sfida del nuovo esecutivo sara’ da un lato quella di tendere una mano alle classi meno abbienti, non toccate dalla crescita economica del paese ma che anzi hanno sofferto, soprattutto i contadini, di una crisi quasi senza precedenti, e dall’altro la necessita’ di non fermare lo sviluppo del paese che, contestualmente all’uscita del mondo dalla crisi economica globale, potrebbe vedere di nuovo l’economia indiana crescere a ritmi dell’8% annuo.
Singh, fautore gia’ in passato di riforme economiche liberali, deve far fronte alle minori entrate fiscali dello stato e contestualmente trovare una soluzione ai problemi degli ultimi, ancora troppi. Il 90% della popolazione vive e lavora in una economia informale (e il dato e’ in crescita dopo la liberalizzazione del 1991), in cui i diritti dei lavoratori non sono tutelati in alcun modo, dove non esiste il diritto alla pensione, all’assistenza sanitaria, dove viene evasa sistematicamente la legislazione sull’orario di lavoro e sulle condizioni di sicurezza sul posto di lavoro, dove le donne e le caste basse sono escluse a priori dalle progressioni di carriera nei posti di lavoro. Il mondo guarda all’India e Delhi vuole farsi trovare preparata.
Assente eccellente nel governo, Rahul Gandhi, il rampollo della dinastia Gandhi Nehru, uno dei grandi vincitori delle elezioni appena passate. Rahul, per il quale si parlava di un viceministero, ha detto di preferire un ”lavoro alla volta”, scegliendo di impegnarsi nel partito del Congresso, nel quale e’ segretario generale e responsabile dei giovani, piuttosto che accettare un incarico di governo.
Il gabinetto di Manmohan Singh sara’ composto da 34 ministri, 7 viceministri e 38 sottosegretari, tra i quali spicca la giovane Agatha Sangma di 28 anni. Le nomine non hanno mancato di suscitare proteste, per la presenza di parenti eccellenti ma soprattutto per l’assenza ministri di religione musulmana e per quella di esponenti dello stato dell’Uttar Pradesh, il piu’ popoloso d’India. In questo stato, Sonia e Rahul hanno il loro collegio e il Congresso ha avuto un ottimo risultato alle ultime elezioni guadagnando 10 voti. Qui regna incontrastata Kumari Mayawati, la ”regina dei dalit”, che si aspettava un risultato elettorale notevole tanto da diventare primo ministro, e che invece si e’ limitata a dare un appoggio esterno al governo di Manmohan Singh.

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