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Tata: non siamo interessati a Termini Imerese

La indiana Tata, alleata di Fiat in India con cui ha costituito una joint venture, non è interessata a rilevare le linee di produzione di termini Imerese. Lo ha reso noto oggi stesso lo stesso presidente della compagnia, Ratan Tata. In una conferenza stampa in occasione dell’inaugurazione del 10/0 Auto Expo di New Delhi, Tata ha ammesso che l’ipotesi “é stata ventilata dai media”, ma che “non la stiamo prendendo in considerazione”. La notizia di un possibile interessamento di due case automobilistiche indiane (Tata e Mahindra & Mahindra) alla fabbrica siciliana della Fiat era emersa durante la recente visita in India del ministro italiano dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Se ne era fatto eco il quotidiano di New Delhi Business Standard che, citando collaboratori di Scajola, aveva sostenuto che “entrambi i costruttori automobilistici hanno manifestato il loro desiderio di acquisire le linee produttive (di Termini Imerese) e si ritiene che abbiano aperto separate trattative con la Fiat”.

fonte: ANSA

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Terrorista da carcere autore di falsa telefonata a Zardari

Fu un terrorista pachistano ad effettuare, dalla cella di massima sicurezza del carcere pachistano di Hyderabad nel quale era rinchiuso, la telefonata al presidente pachistano Zardari, spacciandosi per il ministro degli esteri indiano Mukherjee, all’indomani degli attacchi di Mumbai, facendo temere per qualche ora lo scoppio della quarta guerra fra i due paesi (se si esclude quella non dichiarata del 1998). Lo riferisce oggi il quotidiano pachistano Dawn. Omar Saeed Sheikh, ritenuto uno dei piu’ importanti terroristi pachistani, in carcere tra l’altro per il rapimento e l’omicidio del giornalista del Wall Street Journal Daniel Pearl, secondo il giornale pachistano, in carcere, nonostante si trovasse in isolamento, riusciva a ricevere telefonate dalla moglie su un cellulare che aveva nascosto. La scheda Sim era una scheda inglese, cosa che avvalora quanto ha scritto nella sua biografia l’ex presidente Pervez Musharraf, secondo il quale Saeed era un servizio del MI6, il servizio segreto inglese. Sul quel telefono cellulare, il terrorista fu informato dalla moglie dei fatti di Mumbai, ricevendo continui aggiornamenti. Venerdi’ 28 novembre, a due giorni dall’inizio degli attacchi terroristici a Mumbai, nelle stesse ore in cui i gruppi speciali indiani liberavano gli ultimi ostaggi negli alberghi della citta’, nella residenza ufficiale del presidente pachistano Asif Ali Zardari squillo’ il telefono riservato: dall’altra parte Saeed, spacciandosi per il ministro degli esteri indiano, Pranab Mukherjee, accusava il Pakistan di aver aiutato i terroristi, annunciando di star spostando le truppe verso il confine pachistano e ingiungendo a Islamabad di prendere provvedimenti contro i fondamentalisti islamici. Zardari richiamo’ a Islamabad il primo ministro Yusuf Raza Gilani che era a Lahore, un aereo militare parti’ alla volta di New Delhi per riportare a casa il ministro degli esteri Shah Mahmud Qureshi che sarebbe dovuto ritornare il giorno dopo con un volo di linea. Il capo di stato maggiore dell’esercito viene avvisato di mettere in stato di massima allerta le truppe, e di cominciare a spostare battaglioni dal confine afghano a quello indiano. Furono 24 ore di intense telefonate, di contatti diplomatici tra Islamabad, New Delhi e Washington. Lo stesso pseudo ministro degli esteri indiano autore del falso telefonico con Zardari avrebbe provato a chiamare anche il segretario di stato americano Condoleezza Rice, ma i servizi americani non hanno passato la telefonata. La Rice invece parlo’ con Zardari e poi con Mukherjee, che smenti’. Saed e’ stato trasferito nel carcere di Lahore e il responsabile del carcere di Hyderabad, dopo che una perquisizione approfondita ha fatto rinvenire telefoni cellulari e schede nella cella di Saed, e’ stato trasferito.

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Usa-India: tappeto rosso americano per Manmohan Singh

Gli Stati Uniti hanno messo il loro tappeto rosso piu’ bello per accogliere l’India a Washington. Il presidente americano, Barack Obama, ha riservato al premier indiano, Manmohan Singh, l’accoglienza che si riserva agli amici particolarmente graditi. Perche’ – ha detto Obama – Stati Uniti e India si fondano su valori comuni e possono costruire ”una partnership capace di definire il ventunesimo secolo”. Obama ha voluto che in onore del premier indiano e della sua signora, Kaur Gursharan, venissero prodigate tutte le attenzioni diplomatiche possibili. Culminanti nella prima cena di Stato ufficiale della sua amministrazione. In mattinata il presidente Usa e Singh si sono intrattenuti a colloquio per quasi un’ora e mezza nello Studio Ovale della Casa Bianca. Poi i temi del colloquio sono stati ulteriormente approfonditi in un incontro piu’ allargato con i vertici delle due delegazioni. E prima della cena ufficiale, ai Singh e alla loro delegazione gli Stati Uniti hanno offerto anche un pranzo ufficiale al Dipartimento di Stato, presenti il vicepresidente americano, Joe Biden, e il segretario di Stato, Hillary Clinton. Per nessuno dei presidenti finora ricevuti alla Casa Bianca Obama aveva riservato un’accoglienza tanto accurata, attenta e calorosa. ”E’ un onore per me accogliere a nome del popolo americano la prima visita ufficiale del premier Singh – ha detto Obama – Riflette il valore della nostra relazione, per una partnership che vuole definire il XXI secolo”. Singh dal canto suo lo ha ringraziato cosi’: ”India e Usa si fondano su valori comuni e hanno interesse a mettere a fuoco il loro immenso potenziale in una partnership strategica”. I due leader nella conferenza stampa congiunta hanno spiegato che dal nucleare alla lotta al terrorismo, dal clima all’energia, dalla ricerca alla lotta contro la poverta’, sono molteplici i settori in cui India e Stati Uniti intendono rafforzare la loro relazione. Per interessi interni, ma anche in funzione dei reciproci rapporti con la Cina. Alle ragioni di reciproco interesse tra i due Paesi si aggiungono poi quelle derivanti dalla mutua simpatia tra i due presidenti. Obama non ha mai fatto mistero di nutrire nei confronti di Singh una stima particolare. ”Ho avuto modo di intrattenermi con il premier Singh, e devo fare i complimenti ai cittadini indiani: hanno scelto come premier un uomo di grande valore e saggezza” disse Obama al termine di un G20 rispondendo alla domanda di una giornalista di New Dehli. Anche per questo Singh, 77 anni, e la moglie, 51 anni, hanno avuto il privilegio della prima cena di Stato ufficiciale. Per questo e’ stata in indiano la prima parola pronunciata da Obama nella conferenza stampa congiunta tenuta al termine del colloquio avuto con Singh: ”Namaste” (mi inchino a te). ”Il premier Singh – ha detto Obama – e’ un uomo di grande integrita’ che gode della mia stima e del mio rispetto”. ”Quanto Obama sta facendo e’ ammirevole – ha ribattuto Singh – Seppur separati da due oceani, i nostri Paesi sono vicinissimi nei valori su cui si fondano, e intendono adoperarsi insieme per farli crescere nel mondo”. E’ questa la partnership capace di ”definire il XXI secolo”. Dal clima al terrorismo, dall’energia al nucleare, India e Usa sono piu’ insieme che mai.

fonte: Ansa

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Usa-India: Hollywood e Bollywood per cena di stato

Hollywood e Bollywood a braccetto per la prima cena di stato di Barack Obama: ad assicurare la colonna sonora del banchetto in onore del premier indiano Manmohan Singh sotto una tenda nel South Lawn della Casa Bianca la First Lady Michelle ha scelto Jennifer Hudson, la star nera di Chicago premio Oscar per Dreamgirls, e A.R. Rahman, il compositore indiano che ha scritto la colonna sonora di Slumdog Millionaire. Menu’ a base di pesce per il vegetariano Singh: Michelle ha scelto per confezionarlo Marcus Samuelsson, uno chef nato in Etiopia e adottato in Svezia. Samuelsson e’ lo chef di Aquavit a New York, uno dei migliori ristoranti di pesce d’America. Ha affiancato Cristeta Comerford nella preparazione della cena. I preparativi hanno impiegato mesi, da quando il segretario di Stato Hillary Clinton ha consegnato a Singh l’invito a mano lo scorso luglio a New Delhi. Menu, fiori, porcellane, musica, abiti da sera. Per gli uomini di rigore lo smoking, alle donne e’ stato consigliato l’oro o comunque un arcobaleno di colori. Michelle ha raccolto il suggerimento fin di prima mattina intervenendo alla cerimonia dell’arrivo degli ospiti con un robe manteau d’arancione damascato. La cena con Singh e’ stata considerata da mesi l’invito piu’ ambito della capitale, quello che definisce una volta per tutto lo status di vip di serie ‘a’ tra i vip della capitale. Il cartoncino color avorio con sigillo presidenziale e’ stato recapitato una settimana fa a 320 eletti: leader del Congresso tra cui la Speaker della Camera Nancy Pelosi e il senatore John Kerry, presidente della Commissione Esteri, indiani-americani del mondo del business, della politica, dello spettacolo e dei media, tra questi il governatore repubblicano della Louisiana Bobby Jindal (convertito dall’induismo al cattolicesimo), il ‘medico’ della Cnn Sanjay Gupta. Nutrito il contingente di Hollywood: con David Geffen, Steven Spielberg e Jeffrey Katzenberg, l’ex trio di Dreamworks che ha da poco stretto un’alleanza finanziaria con il gruppo Reliance di Bollywood, c’e’ anche Ari Emanuel, il fratello del capo di gabinetto Rahm Emanuel e capo di Endevour, una delle maggiori agenzie di talenti della mecca del cinema. E da Bollywood Aishwarya Rai, ex Miss Mondo e una delle piu’ celebri star del cinema indiano.

fonte: Ansa

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Pare sia vero: sulla luna c’è acqua. Ma in India no.

Il Moon Mineralogy Mapper (M3) della Nasa che ha operato a bordo del satellite indiano Chandrayaan-I ha effettivamente ottenuto prove dell’esistenza di acqua sulla superficie lunare. Lo hanno confermato oggi esperti indiani. Gli esperti, citati dall’agenzia di stampa indiana Pti, hanno detto che l’M3 ”ha localizzato una serie ripetuta ed omogenea di dati relativi ad una luce riflessa che indicherebbe un legame chimico di idrogeno e ossigeno in materiali su uno strato finissimo del suolo superiore” lunare. La scoperta, scrive Pti, mette fine a un dibattito che dura da 40 anni sull’esistenza o meno di acqua sulla luna. Furono gli astronauti della missione Apollo che circa 40 anni fa portarono sulla terra alcune rocce che furono analizzate dagli scienziati della Nasa che ipotizzarono appunto la presenza di acqua. Ma in quel momento non fu possibile fugare tutti i dubbi perche’ la tenuta stagna dei contenitori in cui erano state collocate le rocce non aveva tenuto, contaminando i reperti con aria dell’atmosfera.

fonte: ANSA

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L’India scopre acqua sulla luna? Intanto lancia satelliti

Prima che interrompesse prematuramente la sua attivita’, gli strumenti a bordo del satellite indiano Chandrayaan-1 potrebbero aver localizzato la presenza di acqua sulla luna. Lo scrive oggi il quotidiano The Times of India. L’ipotesi e’ legata al fatto che domani nel quartier generale della Nasa a Washington e’ stata convocata una conferenza stampa per un ”annuncio rilevante” da parte di Carle Pieters, scienziato legato al progetto Moon Mineralogy Mapper (M3). La strumentazione del M3 era ospitata in base a un contratto di affitto nel Chandrayaan-1, che ha interrotto la sua attivita’ il 30 agosto scorso, e che aveva fra i suoi obiettivi proprio quello di rilevare acqua sulla superficie lunare. Intanto, l’India ha lanciato oggi con successo il suo sedicesimo satellite Oceansat-2 e sei nano satelliti europei dalla base di Sriharikota. Lo riferisce la stampa indiana. I lanci sono cominciati alle 11.51 ora locale e terminati alle 12.06. Il primo ad andare in orbita e’ stato Oceansat-2 ad un’altitudine di 720 Km e, a seguire, i sei nano satelliti. Di questi ultimi, quattro provengono dalla Germania, uno dalla Svizzera e uno dalla Turchia. Il solo Oceansat-2 pesa oltre 960 chilogrammi. Dopo che i satelliti sono entrati in orbita, i centri di controllo dell’Indian Space Reasearch Organisation (ISRO) hanno cominciato una serrata attivita’ di monitoraggio. Il Vice Presidente indiano, Hamid Ansari, presente al momento del lancio, si e’ congratulato con gli scienziati ed i tecnici per ”gli splendidi risultati raggiunti per la nazione”. Il lancio di oggi e’ molto simile a quello avvenuto nell’aprile 2008 quando l’ISRO lancio dieci satelliti. Oceansat-2 e’ il secondo satellite indiano messo in orbita per studiare gli oceani come pure l’interazione tra oceani ed atmosfera. Ha forma cubica con due pannelli solari. Il satellite dovra’ controllare le zone di pesca intorno all’India, misurare la superficie oceanica, la velocita’ del vento, la temperatura e l’umidita’ dell’atmosfera. Dal settembre 1993 fino all’aprile 2009 l’India ha effettuato 15 missioni atmosferiche (questa e’ la sedicesima). Quattordici si sono concluse con successo mentre una e’ fallita.

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Finisce in anticipo la missione lunare indiana, persi i contatti

Gli scienziati indiani hanno perso il controllo radio con la sonda Chandrayaan 1, lanciata in orbita attorno al satellite per la prima missione lunare del paese di Gandhi. Lo riferisce la televisione indiana. E’ dalla mezzanotte di ieri che si sono persi i collegamenti con la sonda, tanto da costringere gli scienziati dell’Indian Space Research Organisation ISRO), l’ente spaziale indiano, a dichiarare definitivamente fallita la missione lunare. Annadurai, capo missione dell’ISRO, ha detto tuttavia che “tecnicamente la missione è riuscita al cento per cento, mentre dal punto di vista scientifico la sonda ha fatto il novanta percento del lavoro previsto”. Non si sa a cosa sia dovuto il black out, anche se si pensa ad un problema molto grave. La sonda è stata in orbita 312 giorni, compiendo oltre 3400 orbite intorno alla luna e inviando agli scienziati indiani di Bangalore, la città del sud dell’India dove ha sede l’ISRO, una grande quantità di dati e immagini. Nel febbraio scorso si era guastato l’altimetro. Anche a luglio furono segnalati grossi problemi tanto da far pensare ad una fine precoce della missione. La Chandrayaan-I fu lanciata dalla base spaziale indiana di Sriharikota nello stato centro meridionale dell’Andhra Pradesh, lo scorso 22 ottobre, atterrando sul suolo lunare il 14 novembre.

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