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Gelo fra India e Cina sul nucleare

E’ stato accolto nel gelo diplomatico il ministro degli esteri cinese in visita a New Delhi. Nonostante Pechino stamattina abbia modificato il tiro sulla sua posizione rispetto all’accordo nucleare indo-statunitense, dichiarandosi favorevole, l’India da ieri lancia parole di fuoco contro la Cina rea di essere stata la capofila degli oppositori nella riunione a Vienna dei paesi del Nuclear Supplier Group. Il ministro degli esteri indiano Pranab Mukherjee ha espresso al suo omologo Yang Jiechi il suo disappunto per la posizione di Pechino che all’inizio dei colloqui di Vienna ha guidato gli oppositori all’ingresso dell’India nel NSG. Mukherjee ha sottolineato che la delusione indiana risiede soprattutto nel fatto che la Cina, e in particolare il presidente Hu Jintao, avevano piu’ volte promesso il uo appoggio all’India. Invece, il via libera cinese e’ arrivato solo dopo forti pressioni degli Stati Uniti, interessati a che l’India entrasse nel NSG per poter cosi’ andare avanti con l’accordo economico con Delhi sul nucleare civile. La Cina ha salutato positivamente l’ingresso dell’India nel NSG, anche se ha ribadito la necessita’ di mantenere l’integrita’ e la validita’ del sistema internazionale di non proliferazione nucleare. Non solo. Nel comunicato diramato oggi Pechino dice espressamente che la possibilita’ data all’India deve ”garantire pari opportunita’ a tutte le parti”. Da molti osservatori, sia indiani che pachistani, la frase pare essere un richiamo alla necessita’ che la possibilita’ offerta all’India sia estesa anche ad Islamabad per bilanciare la situazione nell’area.

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Via libera internazionale all’accordo nucleare USA-India

Via libera internazionale all’accordo sul nucleare civile tra l’India e gli Stati Uniti. Il gruppo dei 45 paesi fornitori di nucleare (NSG), dopo estenuanti trattative, hanno deciso di interrompere il trentennale isolamento dell’India, dando di fatto il via alla ripresa delle possibilita’ di accordi commerciali nucleari con New Delhi. Il via libera rappresenta una vittoria politica per il governo di New Delhi e quello di Washington, ma anche un precedente particolare. Il paese di Gandhi, inaffti, non ha mai sottoscritto l’accordo di non proliferazione nucleare e il via libera di oggi la pone in uno stadio intermedio tra i paesi che hanno sottoscritto l’accordo e quelli che non lo hanno fatto, ai quali vengono negati contratti sul nucleare. L’India era stata forzata all’isolamento nel campo del nucleare dopo i test atomici di Pokharan del 1974, a seguito dei quali le erano state applicate severe sanzioni economiche proprio dagli Stati Uniti. Il semaforo verde per il Paese di Gandhi e’ arrivato oggi dopo oltre tre giorni di incontri a Vienna e dopo che alcuni paesi tra i quali l’Austria, l’Irlanda e la Nuova Zelanda avevano espresso dubbi e preoccupazioni sul fatto di concedere sostanzialmente una deroga ad un paese come l’India che non ha mai firmato il Trattato di Non proliferazione (TNP) e il (CTBT), il Comprehensive Test Ban Treaty. Anche la Cina aveva espresso forti dubbi. Grande soddisfazione tra le fila del partito del Congresso indiano, principale fautore dell’accordo sul nucleare civile indo-americano, nonostante la ferma opposizione dei partiti di sinistra, che hanno abbandonato il governo proprio in seguito alle differenze di vedute sull’accordo che, la sinistra, vede come un modo di sottomettersi agli americani. Il Primo Ministro indiano, Manmohan Singh, ha detto che ”si tratta di un accordo storico”. ”Per l’India e’ un giorno memorabile – ha dichiarato il portavoce del partito del Congresso, Manish Tiwari – l’accordo dimostra la grande perseveranza e la visione ampia del Primo Ministro e di Sonia Gandhi nel riuscire a mettere fine all’apartheid indiana. Siamo stati capaci di convincere il mondo intero su questo accordo”. I negoziati sono durati piu’ del previsto a causa delle perplessita’ di alcuni paesi, tra i quali l’Austria che alla fine hanno acconsentito a dare il loro consenso solo dopo aver ottenuto di poter includere una clausola che vieta ai paesi dell’NSG di avere rapporti commerciali riguardanti il nucleare con l’India se questa effettuera’ test atomici. In un comunicato del Ministro degli esteri indiano, Pranab Mukherjee, si legge che ”l’India si impegna ad una moratoria volontaria sui test futuri”. La decisione presa a Vienna rappresenta un indubbio passo avanti verso la conclusione dell’accordo tra India e Stati Uniti sul nucleare civile che pero’ ora necessita di essere ratificato dal Congresso americano e cio’ dovra’ accadere entro la fine di settembre prima che il Congresso si aggiorni in vista delle elezioni presidenziali americane. Qualora infatti cio’ non avvenisse il destino dell’accordo potrebbe rimanere ancora sospeso fino all’insediamento della nuova amministrazione americana che avverra’ solo all’inizio del prossimo anno. Se non interverranno imprevisti e’ prevista una riunione del Congresso americano sull’argomento gia’ per lunedi’ prossimo. I due Paesi potrebbero firmare l’accordo bilaterale durante la prossima visita del PM indiano a Washington, prevista per la fine di settembre. Il via libera dell’NSG permette di fatto all’India di firmare accordi bilaterali in materia nucleare, oltre che con gli Stati Uniti, anche con la Russia e la Francia. L’accordo con la Francia potrebbe essere firmato gia’ alla fine di settembre durante la prevista visita di Manmohan Singh a Parigi mentre quello con la Russia potrebbe essere formalizzato a novembre, quando il presidente Dmitry Medvedev su rechera’ in visita a New Delhi.

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