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L’eclissi in India e Nepal, due morti e bagno purificatore

Due persone sonno morte a Varanasi, la ex Benares indiana citta’ sacra dell’induismo, uccise mentre si recavano sul Gange per partecipare al bagno purificatore dopo l’eclissi.  Secondo la polizia una persona e’ morta per annegamento mentre si bagnava nel fiume, le cui acque sono alte a causa dei monsoni, mentre una seconda e’ stata schiacciata dalla folla. Subito dopo il passaggio dell’eclissi da Varanasi, infatti, come consigliato dagli astrologi, oltre 70000 persone si sono recate sul Gange per effettuare un bagno purificatore e lavarsi dagli influssi, da molti astrologi ritenuti non favorevoli, del fenomeno astronomico. Un centinaio i feriti ricoverati in ospedale. Anche in Nepal stamattina migliaia di cittadini hanno assistito all’eclissi, visibile in 14 distretti del paese himalayano, a cominciare dalle 5.45 del mattino fino alle 7.48. Nella capitale Kathmandu, per strada e sui balconi si sono riuniti alle 6.50 i nepalesi, che poi si sono riversati a Pashupatinath, la ”Benares del Nepal” sulle rive del fiume sacro Bagmati, per il bagno rituale. Il monsone ha parzialmente offuscato la vista in alcune zone, mentre in altre il cielo si e’ oscurato come fosse sera e lo spettacolo astronomico e’ stato notevole. Consigliato dagli astrologi (il Nepal e’ a maggioranza induista), il ministro degli interni ha dichiarato per oggi una festa nazionale, lasciando chiusi uffici, fabbriche, scuole e anche missioni diplomatiche sia estere che nepalesi all’estero.

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Proteste in Nepal per sostituzione bramini

Ancora scontri e proteste in Nepal dopo la decisione del governo di cambiare i vertici del piu’ importante tempio induista. Alla fine dello scorso dicembre, il governo maoista ha deciso di sostituire i due bramini indiani a capo del tempio di Pashupatinath a Kathmandu, il piu’ sacro del Nepal, con due bramini nepalesi, rompendo la tradizione. Ne sono scaturite proteste e accese manifestazioni che sono sfociate in scontri con la polizia e nell’ordine della giustizia nepalese di annullare l’ordinanza. Il governo maoista ha giustificato la nomina con un normale avvicendamento, ma i bramini protestano perche’ accusano il governo di aver messo due ”fantocci” che possono essere controllati dall’esecutivo. Il tempio e’ costruito sulle rive del fiume Bagamati, poco fuori Kathmandu nei pressi dell’aeroporto, ed e’ il luogo dove avvengono le cremazioni. L’accesso al tempio e’ consentito ai soli induisti e tutt’intorno risiedono decine di sadhu, i santoni vestiti di solito d’arancione, coperti di sabbia e con i capelli stopposi. Le proteste per la nomina sono arrivate anche dall’India dove gruppi religiosi e partiti induisti, come il Bjp che ha guidato fino a cinque anni fa il Paese, hanno protestato con i diplomatici nepalesi in India e direttamente con il governo di Kathmandu. Il tribunale della capitale del Nepal ha vietato le manifestazioni intorno al sacro tempio, anche se fedeli e bramini lo hanno occupato.

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