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Carta di identità per omosessuali in Nepal

Una ventunenne nepalese e’ diventata la prima cittadina del suo paese ad essere riconsciuta come appartente al terzo sesso. Bishu Adhikari, originaria di Pokhara nel nord ovest, citta’ che ha dovuto lasciare perche’ oltraggiata e minacciata dai suoi parenti e vicini che avevano scoperto la sua omossesualita’, ha ricevuto oggi dal governo nepalese la prima carta d’identita’ del paese nella quale c’e’ scritto ”terzo”, inteso come sesso, invece che mascio o femmina nella categoria ‘genere’. La ragazza, con l’aiuto della ONG Naulo Bihani che si interessa dei diritti di gay e lesbiche in Nepal, aveva chiesto una carta di identita’ nel distretto di Kaski, specificando che avrebbe voluto che comparisse la dicitura del terzo sesso. La ragazza ha preso la sua decisione dopo la visita istituzionale nella sua ex citta’ di Sunil Babu Pant, il primo parlamentare nepalese dichiaratamente omosessuale. Durante la sua visita, Pant aveva discusso dei diritti degli omosessuali, spingendoli a chiedere diritti e soprattutto documenti di indentita’ che attestassero la propria appartenenza al ”terzo sesso”. Ad Adhikari erano state offerte carte di identita’ che la identificavano come uomo, visto che il suo aspetto e’ simile a quello maschile, ma lei le ha sempre rifiutate. Il via libera alla donna e’ stato dato dalla suprema corte nepalese che l’anno scorso ha emesso un giudizio fondamentale per gli omossessuali del paese, dichiarandoli ”persone naturali”. La corte chiese cosi’ al governo di rimuovere tutte le discriminazioni contro la comunita’ omosessuale e assicurare per loro gli stessi diritti degli altri. L’anno scorso Chanda Musalman, un gay che divenne transgender, vestito come una donna, ricevette parziale accoglimento della sua richiesta di avere una carta di iidentita’ nella quale era segnalato come donna. Il municipio di Kathmandu, infatti, non sapendo come comportarsi, scrisse ”sia maschio che femmina” nella categoria del sesso sul documento di identita’.

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Il Nepal cambia la politica dei visti turistici

Il Nepal ha aumentato il costo del visto di ingresso. Non più gratuito per coloro che restano al massimo per 3 notti. Ora si pagano 25 dollari per soggiorni fino a 15 giorni, con multiple entry. Un cambiamento radicale nella politica turistica nepalese che permetteva fino ad ora a coloro che volevano visitare Kathmandu e la valle (Patan e Bhaktapur principalmente) di non pagare il visto. Questa gratuità ora è stata tolta. Dal 16 luglio tutti dovranno pagare fino a quindici giorni di permanenza anche se restano meno. Devo dire che la cosa mi pare sensata nell’ottica di spingere i turisti a rimanere di più in Nepal, magari visitando anche Pokhara, Chitwan e altre zone. Tra l’altro, il prezzo del visto mi sembra ragionevole e comunque anche prima bisognava fare la fila all’aeroporto per ottenere quello gratuito. L’ottenimento del visto può avvenire sia all’aeroporto come prima che presso una ambasciata o consolato che, purtroppo, in Italia non abbiamo. Il visto si può ottenere a Delhi, per coloro che passano dall’India.

Ecco nel dettaglio le nuove tariffe:

15 days (multiple entries): US$ 25.00 or equivalent foreign currency
30 days (multiple entries): US$ 40.00 or equivalent foreign currency
90 days (multiple entries): US$ 100.00 or equivalent foreign currency

Il visto può essere poi esteso pagando in loco 2 dollari al giorno.

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