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Il presidente nepalese chiede ai maoisti di formare il governo

Il presidente della neonata Repubblica del Nepal, Ram Baran Yadav, per mettere fine alla crisi politica, ha chiesto ai maoisti di formare un governo. Lo riferisce il quotidiano di Stato ‘Rising Nepal’ citando la segreteria di Stato. Il presidente Yadav, eletto senza il sostegno dei maoisti, ha dato sette giorni ai vecchi combattenti ribelli per formare un governo ed ha chiesto “alle parti di trovare un consenso per la costituzione di un Consiglio dei ministri e per la nomina di un Primo ministro”. Dal 28 maggio scorso il Nepal si trova in una difficile impasse politica. L’Assemblea costituente ha destituito il re Gayanendra e abolito la monarchia ma, superate le difficoltà per eleggere un Presidente, non è ancora riuscita ad eleggere un Premier. Se i maoisti nepalesi dovessero rifiutare di formare il governo sembra sempre meno probabile che gli altri partiti minori riescano a formarne uno di coalizione. I maoisti, che all’indomani della sconfitta elettorale avevano negato il loro appoggio, lo scorso 25 luglio avevano dato la propria disponibilità ponendo delle condizioni, immediatamente rigettate dagli altri partiti. Chiedevano, tra l’altro, di poter governare senza interferenze per almeno due anni e la stesura di un programma minimo di governo.

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Il Nepal in mano ai comunisti: fanno fuori il partito del Congresso

I due partiti comunisti nepalesi hanno firmato un accordo con il quale si divideranno le poltrone di primo ministro di presidente del Nepal, di fatto estromettendo dal gioco il Partito del Congresso. Il Partito Comunista del Nepal- Maoisti guidato da Pushpa Kamal Dahal, meglio conosciuto come Prachanda, e il Partito Comunista del Nepal-Unione Marxista Leninista, si sono incontrati oggi per tentare di chiudere l’impasse politica sulla divisione dei ruoli nel nuovo governo nepalese. Estromettendo il partito del Congresso, i due partiti comunisti, usciti rispettivamente come primo e terzo partito dalle elezioni di aprile scorso, hanno raggiunto l’accordo che prevede ai maoisti, in particolare a Prachanda, il ruolo di primo ministro, e al segretario generale dei marxisti leninisti Madhav Kumar Nepal quello di presidente. Quest’ultimo incarico era stato fortemente richiesto dal partito del Congresso per il suo leader Gyria Prasad Koirala, attualmente primo ministro, ma contro il quale ha pesato il veto dei maoisti. A seguito di questo veto, Koirala si e’ detto ieri pronto alle dimissioni e ha annunciato che il suo partito, come gli altri che compongono l’alleanza dei sette partiti, non partecipera’ al prossimo governo. Per tentare di ricucire lo strappo con l’ex maggiore partito nepalese, che per anni ha guidato i governi della neonata repubblica himalayana, i maoisti hanno proposto al Congresso la presidenza dell’assemblea costituente, il neonato organo uscito dalle elezioni di aprile che deve scrivere la nuova costituzione repubblicana del Nepal, ma il congresso ha rifiutato. Prachanda ha detto ai giornalisti che andra’ avanti per la sua strada e presentera’ un programma al quale si adegueranno tutti i 25 partiti che fanno parte dell’assemblea costituente.

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