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La stupidità e l’ingiustizia non hanno confini

La vicenda degli operai inglesi in sciopero a Londra contro il fatto che un’azienda italiana abbia vinto una gara, mi ha fatto venire in mente gli espisodi xenofobi e protezionisti soprattutto a Mumbai, dove i maharati, i locali, guidati da partiti regionali indu’ che hanno il geme della stupidità in ogni iscritto ma soprattutto nei leader, vogliono cacciare i lavoratori di altri stati indiani. L’anno scorso sono successi anche incidenti, che hanno interessato anche attori importanti, colpevoli di lavorare a Bollywood, quindi a Mumbai, ma di non essere di Mumbai.

La cosa mi ha fatto fare una serie di considerazioni:

1) la fame è fame dovunque;

2) i coglioni non hanno nazionalità;

3) le persone per bene, coloro che vogliono fare le cose secondo legge, sono le prime a pagare;

4) le leggi valgono solo per poche persone.

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Al bando in India i piloti stranieri. Alla faccia dell’economia aperta a tutti

Meno piloti stranieri e più piloti indiani in futuro nelle compagnie aeree del paese di Gandhi. E’ questo l’obiettivo che si prefigge il governo indiano per fronteggiare le proteste degli studenti indiani che, a volte dopo aver speso migliaia di euro per ottenere la licenza di volo (la cosiddetta Cpl) non riescono a trovare lavoro. Il Ministero dell’aviazione ha stabilito che una compagnia aerea indiana potrà usare un pilota straniero fino ad un massimo di tre anni e comunque non oltre il 31 luglio 2010. La possibilità di utilizzare piloti stranieri per un periodo più lungo o dopo quella data sarà resa complicata dal fatto che per ogni singolo caso la Direzione generale dell’aviazione civile dovrà consultare il Ministero. “Mandando richieste per l’utilizzo di piloti stranieri – spiega A.K Sharan, vice direttore generale della Dgca – le compagnie aeree indiane dovranno dimostrare che le loro necessità non possono essere soddisfatte facendo ricorso al mercato indiano, nonostante i loro sforzi di reclutamento e addestramento di piloti indiani”. “Non vogliamo danneggiare la crescita delle compagnie – ha dichiara un altro funzionario della Dgca – ma solo difendere gli interessi degli studenti indiani”. Dei 5.500 piloti che lavorano in India con le compagnie locali, attualmente circa 1.000 sono stranieri. Anche il numero dei co-piloti stranieri è in crescita, a dimostrazione di un trend generale.

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