Archivi tag: quetta

Almeno 50 clandestini che volevano arrivare in Europa, trovati morti in container

I cadaveri di almeno 50 clandestini che viaggiavano in un container sono stati scoperti oggi in una zona rurale vicino a Quetta, capoluogo della provincia pachistana del Belucistan. Secondo una ricostruzione della tragica vicenda, le vittime, che facevano parte di un gruppo di circa 150 clandestini, sono morte per soffocamento. Il container, si e’ appreso, era trasportato da un camion che dal Pakistan doveva attraversare l’Afghanistan, verso l’Iran, destinazione finale. A quanto pare durante una pausa l’autista dell’automezzo ha aperto il portellone del container e, vedendo la raccapricciante scena delle decine di clandestini morti e di decine di altri privi di conoscenza, si e’ dato alla fuga. Testimoni oculari hanno riferito che la maggior parte delle persone morte potrebbero essere afghani o membri di tribu’ residenti sui due lati della frontiera afghano-pachistana. I clandestini speravano poi dall’Iran di raggiungere i paesi europei.

1 Commento

Archiviato in Diario dal subcontinente

Rapito in Pakistan funzionario dell’ONU

Ancora nessuna traccia dell’americano rapito questa mattina a Quetta, in Pakistan. Di John Solecki, responsabile dell’ufficio-antenna di Quetta dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), non si hanno notizie e la polizia brancola nel buio. Nessun gruppo, tra i numerosi soprattutto talebani che gravitano nella zona, ha rivendicato il rapimento. Quetta e’ il capoluogo della provincia pachistana del Belucistan, nel sud ovest del paese, ad appena 70 chilometri dal confine afghano. E’ uno dei luoghi, insieme alla Provincia Frontaliera di Nord Ovest (NWFP), dove si trovano la maggior parte dei talebani scappati dall’Afghanistan e ancora in guerra sia contro il governo di Islamabad che contro le truppe NATO di stanza in Afghanistan. Proprio per i taleban, ormai alla seconda e terza generazione in Pakistan, opera l’Alto Commissariato per i rifugiati. Tra le montagne, oltre ai militanti talebani, si nascondono anche locali tribali che combattono contro altre tribu’. Il rapimento e’ stato duramente condannato, a nome del governo, dal ministro degli esteri pachistano Makhdoom Shah Mahmood Qureshi, che ha assicurato che il ”governo sta prendendo tutte le misure necessarie per il ritrovamento rapido e sicuro di Solecki”. Dolore e sconforto e’ stato espresso anche dall’Alto Commissariato per i rifugiati che sia da Ginevra che da Islamabad ha condannato l’episodio. Il segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha chiesto la liberazione immediata del funzionario rapito. La polizia pachistana, che in un primo momento non aveva fornito, d’accordo con l’UNCHR non aveva fornito la nazionalita’ del funzionario, ha chiarito la dinamica del rapimento. Solecki aveva da poco lasciato la sua abitazione e si stava recando in ufficio, quando il suo autoveicolo 4×4 con targa dell’ONU e’ stato speronato da un altro veicolo che lo ha bloccato, facendolo finire contro un muro. All’indirizzo dell’autoveicolo sono stati sparati dei colpi, alcuni fori sono visibili sulla carrozzeria. Uno dei proiettili ha colpito l’autista di Solecki, il pachistano Syed Hashim, che e’ morto poco dopo in ospedale. In Belucistan e in tutta la regione nord occidentale ai confini con l’Afghanistan, negli ultimi tempi sono aumentati i rapimenti, soprattutto di stranieri. Gruppi sconosciuti hanno rapito un ingegnere cinese, un giornalista canadese, un ingegnere polacco, un diplomatico iraniano e l’ambasciatore designato dell’Afghanistan. Nessuno di questi e’ ritornato a casa. Altri diplomatici e stranieri sono stati oggetto, sia in Belucistan che nella NWFP di attacchi.

Lascia un commento

Archiviato in Diario dal subcontinente