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Il CIO non si smentisce, Rogge è arraggiato

Ma che aspetta Rogge a dimettersi? Prima ha concesso le olimpiadi a Pechino basandosi sulla promessa del governo cinese di migliorare la situazione dei diritti umani nel paese. E il risultato si è visto: vietate le manifestazioni, arresti e altro. Basta andare in rete o leggere questo blog per saperlo. Ieri mr. Rogge ne ha fatta un’altra: ha vietato la commemorazione degli spagnoli nei riguardi delle vittime dell’incidente nell’aeroporto di Madrid. Cosa avevano chiesto gli spagnoli? Mettere la bandiera a mezz’asta nel villaggio olimpico e gareggiare con un segno nero di lutto sulle divise. Niente da fare, il CIO lo ha vietato perchè è contro il regolamento. Sarebbe quindi contro il regolamento ricordare 150 vittime innocenti di un assurdo incidente aereo? E quale sarebbe sto regolamento? Lo stesso che vieta a Bolt, incredibile vincitore di 100 e 200 metri di festeggiare come vuole la vittoria olimpica, una cosa che non capita tutti giorni della vita? A Rogge, ma vattela a p…. nder c…

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Anche Mennea contro il CIO e le olimpiadi di Pechino

“Il Comitato olimpico internazionale ha commesso un grave errore ad assegnare le Olimpiadi a Pechino. I politici devono boicottare la cerimonia inaugurale. Sarebbe un segnale forte nei confronti della Cina”. Pietro Mennea, in una intervista video su MicroMega.net, torna a criticare il Cio e la sua scelta di assegnare le prossimo olimpiadi alla Cina. “Il problema dei diritti umani e quello del Tibet erano già presenti sul palcoscenico internazione da diversi anni. Il Cio lo sapeva, mentre la Cina fa i suoi interessi per proporre una nuova identità al paese”. L’ex primatista del mondo dei 200 metri, oro ai Giochi di Mosca dell’80, ricorda che l’attuale presidente del Cio Jacques Rogge “é stato eletto con i voti dell’Asia, ovviamente portati dalla Cina”. Da qui all’invito ai politici di boicottare la cerimonia inaugurale, mentre un boicottaggio sportivo “avrebbe senso solo se integrale. Io ho partecipato a olimpiadi parzialmente boicottate e non è servito a niente”. Durissima l’accusa dell’ex sprint azzurro al Cio, descritto come “una lobby che gestisce lo sport in regime di monopolio dove a prevalere è il fatto economico più di quello sportivo e dove sono assenti principi di democrazia interna. E’ una casta dove appena dici una parola sbagliata te la fanno pagare”. Secondo Mennea il Cio “da sempre fa politica. Quando De Coubertin assegnò l’olimpiade alla Germania condannando la Francia e l’Inghilterra fece politica. Altro che ideali olimpici… Anche il presidente del Cio ai miei tempi, l’americano Avery Brundage, era filo-nazista. Nel ’38 Hitler commissiono’ a un’impresa che faceva capo a lui la costruzione dell’ambasciata tedesca negli Stati Uniti. Brundage inoltre faceva parte di di un club esclusivo di San Diego che era contro i neri. Anche Samaranch era filo-franchista. Anche oggi i membri Cio, compresi quelli italiani, fanno politica”. La vocazione politica del Cio, secondo Mennea, è arrivata anche a “inficiare” alcune leggi, ad esempio quelle sul doping. “Dobbiamo convivere con poteri forti – è la conclusione dell’ex velocista – che un domani potrebbero rendere più deboli gli stati. Se questo dovesse accadere sarebbe un fatto grave”.

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Accesa la fiaccola olimpica, proteste in Grecia

La fiaccola olimpica è partita ed è stata già bloccata un paio di volte da attivisti pro-Tibet. Questa è la strada, credo. Nessna violenza, solo manifestazioni pacifiche. La fiaccola, simbolo di pace, deve rimanere legata a questi valori. Di seguito l’articolo dell’Ansa sulla cerimonia di accensione. 

Emozione e contestazione: la cerimonia che ad Olimpia dà il via al viaggio della torcia verso Pechino 2008 regala suggestioni antiche e dissenso moderno. L’accensione della fiaccola avviene regolarmente con l’ausilio dei raggi del sole riflessi dallo specchio concavo dove la torcia era stata collocata dalla sacerdotessa, ma il partito mondiale del boicottaggio ai Giochi cinesi mette a segno un punto importante. L’evento si consuma in mondovisione (ma in Cina veniva trasmesso in leggera differita probabilmente proprio per evitare eventuali ‘inconvenienti’), nel sito archeologico dell’area sacra di Olimpia, poco prima che davanti all’antico tempo di Era, portata dall’attrice Maria Nafpliotou travestita da antica vestale, la fiaccola venga accesa dando in pratica il via a Pechino 2008 sebbene manchino 130 giorni alla cerimonia d’apertura dell’8 agosto. Stava parlando Liu Qi, presidente del comitato organizzatore dei Giochi cinesi, quando un uomo è riuscito a violare il cordone di sicurezza e ad irrompere alle sue spalle sventolando una bandiera nera con cinque manette al posto dei cerchi olimpici. La regia televisiva è stata pronta a ‘staccare’ immediatamente, Liu ha continuato a a parlare (“la fiamma olimpica irradierà luce e felicità, pace, amicizia e speranza…”) mentre il manifestante veniva portato via da un agente. E’ un 48enne di origini tibetane, secondo la polizia greca. L’organizzazione ‘Reporters senza Frontiere’, che contesta l’assegnazione delle Olimpiadi alla Cina in nome della violazione dei diritti umani e della democrazia negata, rivendica l’azione e fa sapere che l’uomo ed altri due fermati dalle forze dell’ordine sono suoi rappresentanti e tra loro “c’é anche il segretario generale Robert Manard”. La fiaccola comincia così il suo viaggio di 137mila chilometri attraverso i cinque continenti, e il primo tedoforo Alexandros Nikolaidis, argento nel taekwondo ad Atene 2004, passa davanti alla tomba dove è sepolto il cuore del padre dei Giochi moderni, Pierre de Coubertin. Intanto il presidente del Cio Jacques Rogge, che poco prima aveva ribadito come fosse stata giusta la scelta di assegnare le Olimpiadi alla Cina (“porteranno il cambiamento”) ringrazia le autorità greche, e i vigili del fuoco, protagonisti l’anno scorso del salvataggio di questo luogo sacro (chiuso nel 393 d.c. dall’imperatore bizantino Teodosio che vietò le manifestazioni pagane) dagli incendi che hanno funestato il paese ellenico. La cerimonia, con tanto di ramoscelli d’ulivo e colomba bianca liberata per il volo come segni di pace, è come sempre suggestiva ma l’impressione netta è che, da qui all’8 agosto e poi anche durante le gare fino al 24, il cammino per Pechino 2008 non sarà facile. In nome del Tibet e non solo, la contestazione monta: oggi se n’é avuto un chiaro quanto breve segnale, oltre a quello delle altre 25 persone (quasi tutte facenti parte di un comitato per il ‘Tibet Libero’) bloccate mentre tentavano di raggiungere l’antica Olimpia per manifestare, ed è difficile pensare che sia anche l’ultimo. In attesa che i Giochi, come assicura Rogge, si rivelino davvero il volano per il cambiamento della Cina, il primo record è quello messo a segno dal quarantottenne contestatore: uno sprint simbolicamente più veloce ed evocativo di quelli che regalano i campioni dei 100 metri.

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