Archivi tag: shah

Giustizia lenta e costosa: 466 anni per smaltire l’arretrato

La giustizia indiana e’ una delle piu’ lente e care al mondo. Lo dice un dossier presentato dal capo dell’Alta Corte indiana, AP Shah, e reso noto dalla stampa del paese. La sola Alta Corte di Delhi, ha bisogno di 466 anni per smaltire tutto l’arretrato che ha, 332141 casi, nonostante nel 2007-08 il tribunale abbia deciso su 56612 casi, con una media di meno di cinque minuti a caso, 4,55 minuti. Una delle ragioni di questo ingolfamento, risiede nel fatto che la corte non dispone di tutti i giudici necessari, solo 32 su 48. Si invoca una semplificazione giudiziaria per risolvere molte questioni che ingolfano le aule dei tribunali, molto spesso pieni di casi duplicati, in particolare di questioni su atti parlamentari, che invece dovrebbero essere di sola competenza della Suprema Corte. Un caso su tutti: un procedimento del 1950 e’ stato concluso nella corte suprema solo nel 1995. Tra le cause dell’ingolfamento, secondo il presidente dell’Alta Corte, l’inefficienza, ma anche la corruzione e la mancanza di voglia di fare. Ma la giustizia e’ anche molto costosa. Secondo il dossier del presidente del tribunale, ogni minuto per esaminare i casi e altro, l’AlTa Corte spende in media circa 110 euro, 6327 rupie, davvero tante se si pensa che e’ la stessa dello stipendio medio mensile del cameriere di un grande albergo.

Lascia un commento

Archiviato in Vita indiana

I maoisti nepalesi in testa alle elezioni

Oramai paiono non esserci dubbi: i maoisti dovrebbero essere il primo partito del Nepal. Una vittoria che molti analisti stanno definendo “storica e inaspettata”, visto che tutti alla vigilia avevano dato agli ex terroristi chance di arrivare al secondo posto, raggranellando al massimo il 15% dei consensi. Ed invece, dai primi dati, su 151 circoscrizioni i cui dati sono stati resi noti, i maoisti, secondo quanto riferiscono fonti della commissione elettorale nepalese, ne avrebbero vinte 82. I seggi certi già assegnati senza nessuna contestazione, alle 8 di sera ora nepalese, danno comunque una indicazione chiara: 27 seggi ai maoisti, 7 al Congresso e 6 ai marxisti leninisti. I primi risultati arrivati ieri, all’apertura delle urne, davano in testa il Partito del Congresso nepalese, storica formazione che ha guidato in Nepal per decenni. I maoisti di Prachanda battagliavano per il secondo posto insieme a rivali del partito marxista leninista nepalese, UML, il cui segretario ha annunciato le dimissioni dopo che è stata resa nota l’affermazione dei maoisti. Lo stesso capo della compagine degli ex terroristi, quel Prachanda “il terribile” che ha guidato per decenni la rivolta anti governativa che ha fatto oltre 13000 morti, nel suo seggio di Kathmandu ha guadagnato oltre 20000 voti, bissando il suo diretto rivale. Prachanda, che aspira ad essere il primo presidente della repubblica nepalese, è stato acclamato oggi per le strade di Kathmandu dai suoi sostenitori non appena sono arrivati i primi dai che annunciavano la vittoria del leader e del partito. E Prachanda ha parlato già da leader. “Noi – ha detto in una conferenza stampa l’ex primula rossa nepalese – lavoreremo insieme non solo all’alleanza dei sette partiti, ma anche agli altri partiti nepalesi per rendere stabile il processo che uscirà da queste elezioni”. Prachanda, il cui gruppo è ancora nella lista dei terroristi secondo gli USA, ha aggiunto che “tutti gli occhi sono sopra di noi. È una sfida positiva, e garantisco che continueremo la cooperazione che abbiamo cominciato con l’adozione dell’accordo in dodici punti. Lavoreremo insieme per lo sviluppo, la cooperazione e il processo di pace anche nei confronti della comunità internazionale e in particolare con i nostri vicini India e Cina. La nostra propensione vero una democrazia multi partitica viene legittimata da queste elezionì’. Nonostante quelli di oggi siano dati indicativi, che comunque mostrano come i maoisti siano oltre i pronostici della vigilia, Prachanda afferma la sua leadership da estendere a tutto il paese. “Prendo questa vittoria come il mandato datoci dal popolo per consolidare il processo di pace. Rimarremo onesti a questo proposito”, anche se non ha voluto dire niente circa la possibilità che i suoi maoisti reclamino la leadership del prossimo governo nepalese. E con la vittoria dei maoisti si profila un futuro nero per la monarchia Shah che per quasi 240 ha regnato in Nepal. L’attuale re, Gyanendra, è nel suo palazzo a dar da mangiare ai pavoni e a giocare a poker su internet, dopo che proprio i maoisti, insieme al Partito del Congresso e all’alleanza dei sette partiti scese in piazza nel 2006 per cacciarlo dopo anni di tirannia. I maoisti lo vogliono mandare in esilio, mentre il congresso permetterebbe al re di rimanere con un ruolo di rappresentanza. parte le indicazioni di oggi, ci vorrà ancora una settimana per conoscere i 575 (240 con elezione diretta e 335 con metodo proporzionale) dei 601 membri (gli altri 26 sono scelti tra eminenti personalità nepalesi) dell’Assemblea costituente che il 60% dei quasi 18 milioni di elettori ha scelto con il voto di giovedì.

Lascia un commento

Archiviato in Diario dal subcontinente