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Rispo a prezzo politico per i poveri

Un comitato ministeriale ha varato un disegno di legge contro la povertà che prevede la distribuzione in India di riso a prezzo calmierato per milioni di famiglie indigenti. Lo riferisce oggi la stampa indiana. Il provvedimento, noto come “National Food Security Bill”, stabilisce la distribuzione di 25 chili di riso al mese al costo di 3 rupie (circa 5 centesimi di euro al chilo) per ogni nucleo famigliare che vive al di sotto della soglia di povertà stabilita dal governo indiano. Secondo questo criterio in India vi sono circa 60 milioni di famiglie, ossia 300 milioni di persone. Il disegno di legge dovrà ora passare al vaglio del consiglio dei ministri e poi essere presentato al Parlamento per l’approvazione. La legge era una delle promesse principali dell’agenda elettorale del partito del Congresso che oggi guida la maggioranza di governo e che ha messo la lotta alla povertà come una delle priorità della sua politica nazionale. Tuttavia la grave siccità che ha colpito la produzione agricola nel 2009 e l’aumento dei prezzi internazionali dei prodotti alimentari aveva ritardato la preparazione della legge. La presidente della repubblica Pratibha Patil aveva richiamato l’attenzione del governo sulla necessità di mantenere fede alle promesse elettorali.

fonte: ANSA

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Approvata la legge sulle quote rosa

L’India ha segnato oggi (ieri, ndr) una tappa storica della sua vita politica con l’approvazione da parte del Rajya Sabha (Senato) di una legge di riforma costituzionale che prevede una ‘quota rosa’ del 33% per il Parlamento nazionale e per le Assemblee legislative dei differenti Stati. Dopo 13 anni di complesse discussioni, e dopo che il dibattito sul provvedimento era naufragato ieri, Giornata Internazionale della Donna, per il boicottaggio di piccoli gruppi di opposizione, la maggioranza guidata dal partito del Congresso di Sonia è riuscita oggi ad imporre la propria volontà e a far approvare il testo con 186 voti contro 1. Ora il provvedimento dovrà essere discusso e approvato anche dall’altro ramo del Parlamento, il Lok Sabha, dove però il Congresso ha una solidissima maggioranza, e quindi dalle assemblee dei 28 Stati dell’Unione. La discussione sulla legge, che mette ancora una volta sotto i riflettori il comportamento di quella che è conosciuta come la più grande democrazia del mondo, ha avuto momenti di forte tensione, al punto che per la prima volta nella storia del Rajya Sabha, sette dei suoi membri che erano stati sospesi sono stati portati fuori a forza dalla polizia. “Sono molto felice e soddisfatta”, ha detto Sonia Gandhi alla tv CNN-IBN dopo l’approvazione della legge. “Abbiamo aspettato cosi tanto per vedere finalmente diventare realtà questa legge che mi sta particolarmente a cuore – ha sottolineato – perché è frutto dell’ispirazione di mio marito Rajiv”. “Sono felice per il partito e per tutte le donne indiane”, ha aggiunto sorridendo. Per quanto riguarda le contestazioni in Parlamento di alcuni partiti regionali, la Gandhi ha detto di sperare “che in futuro coloro che non ci hanno appoggiati ci capiranno”. Da parte sua il premier indiano, Manmohan Singh, ha definito la giornata “uno storico passo avanti” verso “il rafforzamento del processo di emancipazione” delle donne indiane. Una volta definitivamente approvata, la nuova legge quadruplicherà il numero di seggi per le donne al Senato composto da 250 membri, mentre le rappresentanti del sesso femminile passeranno alla Camera (545 seggi) dalle attuali 59 a ben 181. (ANSA). Dopo l’indipendenza le donne non hanno avuto molto spazio in India, se si eccettua la figura di indira Gandhi, diventata premier quale figlia del primo capo di governo indiano, Jawaharlah Nehru. Nonostante i suoi 16 anni al potere, Indira non ha fatto molto per la promozione della condizione femminile. La situazione è però cambiata negli ultimi anni. Una donna é infatti presidente della repubblica, un’altra presidente della Camera, mentre la donna considerata più potente in India e l’italiana Sonia Gandhi, presidente del partito del Congresso.

fonte: ANSA

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Niente approvazione delle quote rosa in India

Il sogno di Sonia Gandhi dell’approvazione oggi, per la Giornata internazionale delle donne, di una legge di riforma costituzionale che introduce una quota femminile del 30% nel Parlamento centrale ed in quelli degli Stati dell’Unione, e’ sfumato per l’opposizione di un piccolo gruppi di battaglieri deputati. In gestazione da ben 14 anni, il provvedimento sembrava essere approdato finalmente al voto e la presidente del partito del Congresso aveva fatto sapere di volerne l’approvazione proprio in coincidenza con la commemorazione dell’8 marzo. Ma l’ostruzionismo attuato dai rappresentanti dei partiti Samajwadi e Rjd, che hanno materialmente fatto a pezzi il testo della legge davanti alle telecamere, ha portato all’interruzione piu’ volte dell’esame della legge nel Rajya Sabha (Camera alta), fino alla decisione della presidenza di aggiornare la seduta a domani.

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Nuovo film per baby attore de Il Milionario

Il mini-attore indiano Ayush Khedekar, protagonista insieme a Rubina Ali e Azharuddin Ismail del film The Millionaire di Danny Boyle, conferma la sua vocazione artistica avendo appena accettato una nuova scrittura per un film della Coppola Productions, The Carpet Boy, diretto dal regista britannico Giles Nuttgens, e che sara’ ambientato in Pakistan. Lo scorso anno la stampa indiana aveva sottolineato che Ayush (nel film di Boyle nei panni del piccolo Jamal Malik), a differenza dei suoi compagni ritornati nella baraccopoli di Mumbai da dove provenivano, grazie alla sua appartenenza ad una famiglia molto piu’ agiata aveva piu’ possibilita’ di emergenre nel difficile mondo dello spettacolo. E cosi’ lo scorso anno ha partecipato da protagonista alle riprese del film svizzero ‘Shyam’s Secret’, diretto da Deborah Mangola, con la partecipazione di Kabir Bedi, che narra le avventura di una europea di otto anni che giunge in India e diventa amica di un enigmatico bambino locale, appunto Aysush. Nel nuovo film di cui parla l’Hindustan Times interpretera’ invece il ruolo di un bambino pakistano-schiavo liberato dalla tirannia di un padrone di una fabbrica di tappeti.

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Nuovamente abbattuta al baracca della baby star de Il Milionario

Le autorita’ di Mumbai hanno demolito stamattina la baracca nella quale viveva Rubina Ali, la piccola star del film vincitore di premi Oscar Slumdog Millionnaire (Il Milionario). Lo riferisce la televisione indiana. Rubina viveva nella baraccopoli di Garib Nagar nella capitale economica dell’India. Qui fu scelta dal regista del film, Danny Boyle, per recitare nel film vincitore di otto premi Oscar nel ruolo della protagonista, Latika, da bambina. Stamattina le ruspe delle autorita’ municipali di Mumbai hanno demolito la sua baracca ed altre, che si trovavano su una linea ferroviaria. E’ la seconda volta che la bambina vede la sua casa demolita: era gia’ successo a maggio e il padre della bambina si era trasferito con la famiglia e la baby star nella baracca demolita oggi. In verita’, dopo il successo del film, il comune di Mumbai e la stessa produzione del film avevano proposto due case per Rubina e la famiglia, non una baracca ma una casa in mattoni, ma il padre della baby star l’ha rifiutata dicendo che non piaceva loro il posto dove si trovava.

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Il governo cede sulla formazione di un nuovo stato

Dopo giorni di manifestazioni e di violenti disordini che oggi hanno portato alla paralisi di Hyderabad, capitale dello Stato dell’Andhra Pradesh (India sud-orientale), il governo a New Delhi ha accettato l’ipotesi della nascita di un nuovo Stato federato, denominato Telangana. Colpiti dalla determinazione popolare e dal digiuno giunto all’11/o giorno del leader partito Telangana Rashtra Samithi (Trs), Chandrasekhar Rao, il ministro dell’Interno indiano Palaniappan Chidambaram ha annunciato che il processo di formazione dello Stato di Telangana comincerà in tempi brevi. Per favorirlo il governo centrale ha chiesto al premier dell’Andhra Pradesh, K. Rosaiah, di annullare tutte le denunce contro i leader della protesta. Il via libera alla creazione del nuovo Stato, che sarebbe costituito dalla stessa Hyderabad e da dieci distretti dell’Andhra Pradesh, dove prima dell’indipendenza regnavano i Nizam, è venuto dopo un incontro al vertice fra il premier indiano Manmohan Singh e la presidente del Partito del Congresso al potere, Sonia Gandhi. Durante la protesta, almeno 17 persone si sono suicidate a sostegno della causa.

fonte: ANSA

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Regista de Il Milionario stanco delle continue richieste economiche dei baby attori

Danny Boyle, regista del Il Milionario, film che ha vinto otto premi Oscar, si e’ dichiarato ‘stanco’ delle continue richieste economiche dei suoi baby attori presi dalle baraccopoli di Mumbai. Lo scrive da Londra l’agenzia di stampa indiana Press Trust of India. Secondo l’agenzia, le famiglie di Rubina Ali e di Azharuddin Ismail continuano a chiedere soldi al regista e alla fondazione da lui realizzata a Mumbai, nonostante abbiano gia’ ricevuto soldi. In particolare, i familiari di Azharuddin, hanno chiesto a Boyle tramite la sua fondazione ‘Jhai Ho’, dal nome della canzone del film, soldi per un’auto, mentre quelli di Rubina hanno chiesto 48000 dollari oltre agli 80000 gia’ avuti per l’acquisto di una casa. Doyle, che si trovava in India per seguire i lavori della fondazione caritatevole e per organizzare nuovi progetti, secondo quanto riferisce l’agenzia indiana, avrebbe lasciato il paese a seguito delle continue richieste dei ragazzi. All’indomani del successo de Il Milionario (Slumdog Millionaire in lingua originale), i baby attori reclutati nelle baraccopoli, si lamentarono con la stampa di non essere stati pagati il giusti dalla produzione. Per questo motivo, Boyle, regista anche di Trainspotting, realizzo’ con la produzione del film, una fondazione caritatevole a Mumbai per aiutare questi ragazzi. I quali, hanno gia’ ricevuto soldi, ma non hanno mai smesso di chiederne altri, come oltre 35000 dollari per una assicurazione sanitaria per tutta la famiglia.

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