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Donna kamikaze Tamil si fa esplodere tra i civili

Una donna kamikaze delle Tigri Tamil si e’ fatta esplodere questa mattina a Vishwamadu in Sri Lanka, facendo 28 morti. Tra le vittime, 20 sono militari ed otto i civili, in maggioranza donne e bambini. Le vittime civili erano sfollati che lasciavano l’area di Mullaitivu, nella parte orientale dello Sri Lanka, ultimo bastione delle Tigri Tamil, per entrare in zona sicura e protetta dai militari, prima che questi scaglino l’ultimo attacco contro i ribelli Tamil. L’attentato e’ avvenuto alle 11.20 di stamattina. La donna e’ stata avvicinata da alcuni militari per controlli e, prima che questi la perquisissero, ha fatto esplodere il suo giubbotto dinamitardo. L’attentato di oggi e’ uno dei piu’ gravi di quest’anno e capita nel momento in cui l’esercito sta liberando dai civili le zone ancora sotto controllo Tamil. Sono migliaia gli uomini, le donne e i bambini che da qualche giorno stanno lasciando la zona per recarsi in altre piu’ sicure, sarebbero 200000 i civili intrappolati nelle zone di guerra. L’esodo viene controllato dall’esercito e monitorato da organizzazioni internazionali come Nazioni Unite e Croce Rossa. I Tamil, pero’ si sono sempre opposti a che i civili andassero via, tanto da tenerne in ostaggio un centinaio ricoverati nell’ospedale della zona. Secondo esponenti delle organizzazioni internazionali, le Tigri impedirebbero la partenza dei civili perche’ li userebbero come scudi umani, impedendo e ritardando, cosi’, l’attacco finale dell’esercito. Le Nazioni Unite hanno condannato duramente l’episodio, invitando i ribelli Tamil a separare il loro esercito dai civili. Altri paesi e organizzazioni si sono uniti alla condanna. Nessun commento invece dai Tamil che invece dal loro sito ufficiale, accusano il governo di bombardare civili, cosa che avrebbe portato all’uccisione di 80 persone e al ferimento di 200.

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Vicina la battaglia finale tra esercito cingalese e tigri tamil

E’ sempre piu’ vicina la battaglia finale che dovrebbe permettere all’esercito dello Sri Lanka di rimpossessarsi di tutta l’isola e sconfiggere definitivamente l’esercito di liberazione delle Tigri Tamil (LTTE, le Tigri di liberazione dell’Eelam Tamil). Ne e’ convinto il presidente cingalese Mahinda Rajapaksa che, nel discorso fatto oggi alla vigilia della festa dell’indipendenza dello Sri Lanka dall’Inghilterra, ha parlato di ”questione di ore” per ”l’eliminazione finale”. L’esercito cingalese, secondo fonti di stampa di Colombo, sarebbe gia’ pronto a sferrare l’attacco finale agli ultimi ribelli dell’LTTE che si nascondono nella foresta ad ovest del paese nei pressi di Mullaittivu, l’ultimo bastione tenuto in pugno dal capo storico dei ribelli Velupillai Prabhakaran. Le truppe cingalesi nella notte hanno conquistato anche la residenza di Prabhakaran, che, secondo quanto riferisce la stampa cingalese, si tratterebbe di un palazzo di due piani con tutti i comfort, nascosto in una piantagione di cocco nella foresta nei pressi di Mullaittivu, con sei stanze da letto ognuna con bagni modernissimi, palestra, aria condizionata, sistema di insonorizzazione e addirittura bombole di ossigeno in caso di attacco chimico. I militari non hanno ancora sferrato l’attacco finale, perche’ temono per le sorti di oltre 250000 civili ancora intrappolati nelle zone controllate dai ribelli e spesso usati da questi, secondo fonti militari e della Croce Rossa Internazionale, come scudi umani. Oggi il presidente, nel rinnovare la richiesta ai Tamil per una loro resa, ha chiesto ai ribelli di lasciare andare i civili e agli stessi cittadini di abbandonare le zone di guerra e di rifugiarsi in quelle ormai sicure. Avvisi e inviti sono stati diffusi da radio locali, specificando che in caso vogliano restare nelle zone Tamil, il governo non si riterra’ responsabile per l’incolumita’ dei civili. Sia il cessate il fuoco che la tregua per permettere l’evacuazione dei civili e dei malati dagli ospedali, sono state respinte dai guerriglieri Tamil, che hanno lasciato inascoltate anche le richieste arrivate stasera da Unione Europea, Stati Uniti, Giappone e Norvegia (due paesi da sempre impegnati nei negoziati di pace in Sri Lanka) di una resa. Oggi alcuni colpi di artiglieria hanno di nuovo colpito l’ospedale di Puthukkudiyiruppu nel distretto di Mullaittivu, gia’ colpito nei giornji scorsi, facendo altre tre vittime. Il presidente Rajapaksa ha chiesto la collaborazione della chiesa per riportare la normalita’ nelle zone settentrionali dell’isola a maggioranza tamil. Gli ex immigrati indiani, da generazioni arrivati in Sri Lanka per coltivare le piantagioni di te, sono di religione cattolica, a differenza della maggioranza cingalese che e’ buddista. Il presidente ha chiesto aiuto al nunzio apostolico mons. Mario Zenari, chiedendo che si facesse promotore di un ritorno di preti e suore nelle zone del nord. La presenza dei religiosi, pero’, non e’ mai mancata, tanto che un gruppo di preti del nord, appoggiati dai vescovi cingalesi, hanno, tramite una lettera, fatto un appello alle LTTE affinche’ cessino i combattimenti.

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Cronistoria dello Sri Lanka

realizzata dall’ANSA

Con la presa della città di Mullaittivu dalle mani delle Tigri Tamil, l’esercito regolare cingalese ha assunto ormai il controllo di quasi tutto il territorio nazionale, confinando i ribelli separatisti a una zona limitata. Il generale Sarath Fonseka ha dichiarato che “presto porteremo a termine questa guerra”, che dura da oltre 25 anni con un bilancio stimato di 70 mila morti. Eccone una breve cronologia:

– 1948: l’isola di Ceylon ottiene l’indipendente dalla Gran Bretagna. Il 18% della popolazione è costituita dai Tamil, di religione indù, portati per lo più dall’India dagli inglesi, che li utilizzavano come manodopera nelle piantagioni di thé. Vivono concentrati nell’est e nord e si sentono marginalizzati. La maggioranza del Paese è buddista e musulmana e parla la lingua Sinhala.

– 1956: il governo dichiara il Sinhala lingua nazionale.

– 1958: prime violenze e pogrom contro i Tamil.

– 1972: Ceylon diviene Sri Lanka e adotta il Buddismo come religione di stato. Cresce fra i Tamil il radicalismo.

– 1976: Velupillai Prabhakaran fonda le Tigri di liberazione dell’Eelam Tamil (Ltte), che mira a creare uno Stato autonomo e autogovernato (Eelam).

– 1983: l’Ltte uccide 13 poliziotti nel nord e dichiara la “Prima guerra per l’Eelam”: è la guerra civile.

– 1987: Prima tregua. L’India, che fino ad allora ha armato le Tigri, invia una forza di pace. Ma l’Ltte rifiuta il disarmo.

– 1990: L’India ritira i peacekeeper dopo la perdita di 1.000 uomini. Ripartono i combattimenti, l’Ltte occupa Jaffna (nord), é la “Seconda guerra per l’Eelam”.

– 1991: un presunto kamikaze Tamil uccide il premier indiano Rajiv Gandhi nel sud dell’India. – 1993: un presunto kamikaze Ltte uccide il presidente cingalese, Ranasinghe Premadasa.

– 1995: Nuova tregua. Ma le Tigri affondano una nave militare governativa: parte la “Terza guerra per l’Eelam”.

1995-2001: La guerra civile attraversa il nord e l’est. Attentati suicidi a Colombo uccidono almeno 100 persone. Ferito il presidente Chandrika Kamaratunga.

– 2002: una mediazione internazionale guidata dalla Norvegia porta a un cessate il fuoco quadriennale, già in vigore dal Natale 2001. Iniziano i negoziati di pace.

– 2003: Conferenza di donatori a Tokyo condiziona gli aiuti alla pace. L’Ltte abbandona il tavolo negoziale, ma la tregua regge ancora.

– 2004: nelle elezioni battuto il premier Ranl Wickremesinghe, fautore della riconciliazione. Si divide l’Ltte e alla fine prevalgono i radicali: riprende l’offensiva delle Tigri. Lo tsunami del 26 dicembre uccide 30.000 cingalesi: governo e Ltte si accordano su una tregua umanitaria e si dividono gli aiuti.

– 2005: assassinato il ministro degli esteri, viene accusato l’Ltte. Diventa presidente cingalese il “falcò Mahinda Rajapaksa.

– 2006: da aprile crescono le violenze, culminando nella battaglia del 26 luglio a Mattur. L’Ltte dichiara che solo uno Stato indipendente Tamil può porre fine alla guerra civile.

– 2007: In gennaio l’esercito riprende ai ribelli la città- roccaforte di Vakarai, nell’est. In luglio il governo dichiara che i ribelli sono stati cacciati da tutto l’est.

– 2008: Il governo dichiara nullo il cessate il fuoco del 2002. Le truppe governative avanzano poco a poco verso nord.

– 2009: il 2 gennaio cade Kilinochchi, grande roccaforte dei ribelli nel nord. Il 4 gennaio l’esercito annuncia il lancio della “offensiva finale” e il 7 viene reitrodotta la messa al bando delle Tigri, sollevato nel 2002. Il 9 gennaio viene conquistato il Passo Elefante e il 14 annuncia la conquista di tutta la penisola di Jaffna. Il 25 gennaio l’annuncio della caduta della città di Mullaittivu.

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L’esercito cingalese conquista ultima città Tamil

Di seguito, il pezzo dell’Ansa

L’esercito dello Sri Lanka ha inferto oggi un altro duro colpo ai guerriglieri delle Tigri Tamil: ha espugnato l’ultima città rimasta sotto il controllo dei separatisti, Mullaittivu, riducendo così ulteriormente l’area d’influenza della guerriglia a una zona limitata, a ridosso della giungla, nel nord-est dell’isola. E’ la seconda importante offensiva messa a segno dai militari governativi in poche settimane contro i separatisti delle Tigri di liberazione dell’Eelam Tamil (Ltte): il due gennaio scorso i guerriglieri avevano perso il controllo della loro “capitale politica”, Kilinochchi. La presa della città aveva segnato una chiave di volta e un’accelerazione per l’offensiva militare: nelle ore successive elicotteri da combattimento avevano infatti bombardato le posizioni dei ribelli tamil nel nord del Paese, quindi i militari cingalesi avevano iniziato l’avanzata verso la città portuale di Mullaitivu e altre roccaforti, nella più vasta offensiva mai scatenata contro la guerriglia separatista, che dura da 25 anni e ha fatto 70.000 morti. I combattimenti sono proseguiti senza sosta e, nei giorni scorsi, dopo aver preso il controllo delle strade di accesso a Vishvamadu, ultimo bastione tamil prima di arrivare a Mullaitivum, le truppe di Colombo avevano lasciato intendere che per l’assalto finale sarebbe stata questione di giorni. La presa di Millaitivu oggi è stata annunciata alla nazione dal generale Sarath Fonseka in un discorso trasmesso in televisione: “Dopo un mese di combattimenti abbiamo liberato completamente la città di Mullaittivu. Presto porteremo a termine questa guerra”. Fonseka ha inoltre affermato che la zona d’influenza dei guerriglieri è adesso limitata ad un’area di 300 chilometri quadrati, rispetto ai 15.000 del 2006, quando la lotta con la guerriglia separatista riprese vigore. “Abbiamo fatto il 95% del lavoro. la fine del terrorismo è vicina e vinceremo a colpo sicuro”, ha aggiunto. I ribelli del Ltte sarebbero così confinati a un’area ristretta nel nord-est dell’ isola nell’Oceano Indiano, a ridosso della giungla, con avamposti in pochi villaggi.

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L’esercito dello Sri Lanka conquista la capitale Tamil

Il governo dello Sri Lanka annuncia di aver preso la capitale dell’esercito di liberazione delle Tigri Tamil e la risposta dei ribelli non si fa attendere, con un attentato a Colombo che ha fatto quattro morti. E’ stato il presidente cingalese Mahinda Rajapaksa ad annunciare stamattina alla televisione, la liberazione, da parte dell’esercito di Colombro, della citta’ settentrionale di Kilinochchi, capitale del gruppo separatista Esercito di Liberazione delle Tigri Tamil (Liberation Tigers of Tamil Eelam – LTTE), da oltre 25 anni in guerra con Colombo per ottenere la creazione di uno stato indipendente di Tamil. Il presidente cingalese ha parlato di ”vera e incomparabile vittoria”, una vittoria che ”non solo rappresenta la presa della grande fortezza dell’LTTE ma una grande vittoria nella battaglia mondiale al terrorismo. Il mondo intero – ha concluso Rajapaksa – dovrebbe apprezzare oggi il grande successo delle truppe dello Sri Lanka”. Rajapaksa ha chiesto anche all’LTTE di abbandonare le armi e di arrendersi, cosa gia’ chiesta senza successo in passato, nonostante le mediazioni internazionali, Unione Europea e Norvegia in testa. La conquista dell’esercito della capitale politica delle Tigri e’ il culmine di una escalation di operazioni militari che l’esercito cingalese ha lanciato contro le Tigri dal marzo del 2007. Ma la presa della citta’ e’ stata pero’ in parte contestata dalle Tigri Tamil che, attraverso il loro sito ufficiale Tamilnet, hanno descritto l’azione dell’esercito cingalese di oggi come ”l’ingresso dei militari in una citta’ fantasma, dal momento che sia le infrastrutture civili, che quelle politiche e militari dell’LTTE sono state trasferite nel nord est”. I Tamil, inoltre, sottolineano come questa sia la prima volta che l’esercito di Colombo riesce in una operazione del genere in una battaglia lunga 25 anni, dopo mesi e mesi di combattimenti che si sono intensificati da sette mesi. Come risposta, una bomba e’ esplosa nella capitale Colombo, ad oltre 300 km a sud di Kilinochchi, facendo quattro morti. Il potente ordigno e’ stato fatto esplodere, probabilmente da un kamikaze, nei pressi del quartier generale dell’esercito cingalese. Sia il governo di Colombo che i militari che la stampa cingalese, parlano di ”giornata storica”, facendo intendere che questo potrebbe essere l’inizio della disfatta dell’LTTE. Una circostanza pero’ che pare non vicina nel tempo. Molti analisti sulla stampa dell’ex Cylon, fanno notare come le Tigri Tamil, pur se hanno perso molta della loro forza, anche se sono sulla difensiva, controllano ancora gran parte del nord del paese, soprattutto la parte nord-orientale e la penisola di Jaffna, e possono contare anche sull’appoggio di molti gruppi Tamil della diaspora sia in India che in altre parti del mondo, sopratutto Stati Uniti e Europa. L’attentato di oggi avvenuto a poche ore dall’annuncio del presidente cingalese, inoltre, dimostra come le Tigri abbiano ancora la forza di colpire anche immediatamente il cuore della capitale dello Sri Lanka, cosa che hanno sempre fatto in passato, anche recente, utilizzando a volte aerei dai quali hanno sganciato bombe su obiettivi strategici. Certo e’ che con questa vittoria, il presidente Rajapaksa ha assunto maggiore peso e considerazione, tanto da consolidare non solo la sua posizione, ma anche la forza del suo partito, lo Sri Lanka Freedom Party che attraverso la United People’s Freedom Alliance, governa il paese. Questo potrebbe portare ad elezioni anticipate, piu’ volte paventate negli ultimi mesi. Dall’inizio del conflitto nello Sri Lanka, nel 1983, sono morte nel Paese tra le 60 e le 70 mila persone, anche se il numero delle vittime, tra civili, militari e ribelli, pare superare i 70 mila. Dal 16 gennaio dell’anno scorso non e’ piu’ in vigore tra governo e ribelli Tamil una tregua conclusa nel febbraio 2002 sotto il patrocinio della Norvegia. Un cessate il fuoco gia’ finito nella pratica quando e’ stato eletto alla fine del 2005 il presidente Mahinda Rajapaksa, un nazionalista fautore del pugno di ferro contro i ”terroristi”. Le Tigri Tamil sono nell’elenco dei gruppi terroristici degli USA e dell’Unione Europea.

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