Arrestato nipote di Indira per frasi razziste

Varun Gandhi, il giovane nipote di Indira Gandhi e esponente del BJP, il partito nazionalista indù, è stato arrestato stamattina e rimarrà in custodia fino a lunedì. Il figlio del secondogenito di Indira Gandhi morto in incidente aereo nel 1980, Sanjay, si è presentato spontaneamente stamattina a Pilibhit, città dello stato settentrionale dell’Uttar Pradesh dove è candidato e dove era stato denunciato per aver fatto commenti razzisti nei confronti dei musulmani durante un comizio elettorale. Varun, che ha 29 anni, è candidato alle prossime elezioni politiche nelle fila del Bharatiya Janata Party, che si oppone al Partito del Congresso, quello storico di sua nonna e del suo bisnonno, attualmente guidato dalla zia Sonia e dai cugini Rahul e Pryanka. Durante un comizio elettorale a Pilibhit, il collegio che gli è stato affidato al posto di sua madre Maneka che lo ha occupato per anni, dieci giorni fa Varun ha detto che dopo le elezioni “tutti gli hindù staranno da questa parte e manderanno i pachistani dall’altra. La mano del loto – il fiore di loto è il simbolo del suo partito, ndr – taglierà le loro gole”. Varun è stato denunciato prima alla commissione elettorale e poi alla polizia. Accompagnato da centinaia di sostenitori, Varun si è presentato questa mattina in tribunale e, parlando ai giornalisti, si è detto pronto ad andare in carcere e sicuro che la giustizia prevarrà. Il giovane rampollo dissidente dei Gandhi si è sempre dichiarato innocente, affermando di non aver pronunciato quelle frasi, nonostante siano state registrate e trasmesse da una televisione. Contro di lui si è scagliata Sonia e soprattutto i cugini Rahul e Pryanka. Quest’ultima lo ha definito non degno del cognome che porta.

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5 commenti

Archiviato in india, Vita indiana

5 risposte a “Arrestato nipote di Indira per frasi razziste

  1. In galeeeeraaa!! Anzi, prima alla gogna, e poi in galeeeeraaa!!!

  2. Phillip Ernest

    In India, chiamare razzismo l’islamofobia, e’ assurdo. Sappiamo tutti, no, che non c’e’ diffferenza razziale fra gli indu’ ed i musulmani indiani, ed infatti il razzismo non e’ uno dei grandi problemi nella societa’ indiana, che e’ sostanzialmente omogenea etnicamente. Per la stessa causa, anche l’uso della parola genocidio per i massacri post-Godhra (del massacro originario ben pochi se ne fregano) e’ assurdo.

  3. Caro Phillip, non so da dove tu attinga queste informazioni, ma ti posso assicurare, per esperienza diretta, che gli Indu non temono i Musulmani (islamofobia), semplicemente li disprezzano, li considerano inferiori e non si fidano di loro. Mi sembra che si possa dunque parlare di razzismo (che non significa discriminare solo la fede religiosa) senza tema di smentita. Ti invito a leggere il seguente articolo:

    http://www.lettera22.it/showart.php?id=6058&rubrica=15

    Per quel che riguarda l’omogenea etnicita’ degli indiani, sono in disaccordo anche su questo. Mi risulta che in India esistano ameno i seguenti gruppi etnici: Adivasi, Andamanesi, Apatani, Bodo, Bodo-Kachari, Cholanaikkan, Deori, Khasi, Mishmi, Munda, Nair, Parsi, Rohilla, Santals, Tai-Kadai. Questi diversi gruppi non hanno origini comuni: “la variegata composizione etnica della popolazione indiana è il frutto di millenni di spostamenti e migrazioni di genti, soprattutto attraverso il Turkestan e l’Afghanistan, mentre più limitata è stata la penetrazione di popoli di origine cinese attraverso l’Himalaya. Più significative invece le migrazioni per via marittima di popoli di origine araba che si insediarono lungo la costa sudoccidentale della penisola. Il risultato è una variegata società multietnica e multiculturale in cui convivono ariani, arabi, turchi, afgani, inglesi e decine di altri gruppi. Oltre alle etnie principali, vi sono numerosi popoli minori, chiamati “gruppi tribali” (da EURAC).

  4. Nello

    Caro Phillip, dal tuo nome e dalla tua mail deduco, forse sbagliando, che non sei in Italia o comunque ci manchi da tempo. La tua lontananza forse fa in modo che tu non ricordi esattamente alcuni significati linguistici. Leggo infatti dal dizionario della lingua italiana De Mauro Paravia:
    raz|zì|sta
    agg., s.m. e f.
    CO
    1 agg., s.m. e f., che, chi professa teorie razzistiche; che, chi sostiene la superiorità di una o più razze, legittimando o attuando una politica di discriminazione e persecuzione | estens., che, chi ha un atteggiamento di intolleranza nei confronti di persone diverse per razza, cultura, posizione sociale, religione o provenienza geografica
    2 agg., ispirato, improntato a razzismo: teoria, comportamento r.

    Per cui, in base all’estensione riportata nel lemma, “razzista” nel titolo e nel testo del post va bene, anche se è riferito a differenze religiose e non di razza.
    Detto questo, non dico nulla su quanto in India i musulmani siano emarginati (così come gli appartenenti alle altre religioni) perché il web, i libri, come anche dimostra la risposta precedente di Tuttoquà, dimostrano che la cosa sia vera. Ti basti ricordare, ad esempio, che in India se non sei hindu non puoi adottare un bambino.
    Sulle differenze razziali, inoltre, ti faccio notare che sei in errore. L’India è piena di razze oltre che di etnie e i musulmani sono venuti da fuori. Un’altra visita nel web ti potrà chiarire questo aspetto oppure, mi permetto consigliarti M. Torri, Storia dell’India, Laterza oppure D. Amirante, India, Il Mulino.
    Grazie di seguirmi,
    Indonapoletano.

  5. Pingback: Il carnevale dei candidati alle elezioni indiane « Indonapoletano’s Weblog

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