Ancora bombe in Pakistan

Non si placa l’ondata di terrore in Pakistan mentre il paese attraversa un difficile momento di incertezza legata alla situazione politica. Nel pomeriggio due kamikaze si sono fatti esplodere all’esterno dei una fabbrica di armi, facendo 70 vittime, poche ore dopo l’annuncio di Nawaz Sharif, leader del partito di governo Lega Musulmana Pachistana-N (PML-N), di essere pronto a lasciare la maggioranza e andare all’opposizione se entro venerdi’ non si trovera’ l’accordo sul ‘dopo Musharraf’. Era il momento del cambio del turno nella fabbrica di armi a Wah Cantt, a 30 chilometri da Islamabad, quando due kamikaze si sono fatti esplodere simultaneamente dinanzi ai cancelli. La Pakistani Ordnance Factories di Wah e’ un insieme di circa 20 unita’ industriali che producono artiglieria, munizioni anti aerei e munizioni anti carro destinate all’esercito pachistano. Nella fabbrica sono impiegati dai 25.000 ai 30.000 operai. L’attentato e’ stato rivendicato dal gruppo talebano Tehreek-e-Taliban, attivo soprattutto nella zona del nord ovest dove, da mesi, e’ in atto una guerra tra esercito pachistano e estremisti locali che vogliono imporre la sharia, la legge islamica, nell’area. A maggio e’ stato decretato un cessate il fuoco che pero’ e’ durato molto poco e gli attentati sono ripresi in maniera cruenta, facendo registrare il picco negli ultimi giorni, dal 12 agosto. Da allora oltre 50 attentati sono stati portati a termine dai taleban contro istallazioni militari e civili. Il gruppo e il portavoce, Maulvi Omar, che ha rivendicato l’attentato di oggi, sono gli stessi che hanno rivendicato l’attentato di due giorni fa, quando furono 23 le vittime dello scoppio di una bomba nel compound dell’ospedale Dera Ismail Khan, nei pressi di Peshawar, nell’0area nord orientale del paese. Omar, oggi come due giorni fa, ha detto che ci saranno nuovi e potenti attentati in tutto il paese, militanti sono stati gia’ inviati nelle maggiori citta’ pachistane e colpiranno obiettivi militari e civili, se il governo non interrompera’ le operazioni nel nord ovest del paese. Il consigliere agli interni del primo ministro pachistano, Rehmand Malik, ha detto di avere importanti prove sull’attentato di ieri l’altro all’ospedale e presto saranno effettuati degli arresti. Malik ha anche detto che una mano straniera sarebbe dietro agli attentati e che il 25 agosto si terra’ a Karachi una importante riunione per fronteggiare la ‘talebanizzazione’ del paese. L’escalation di attentati e’ aumentata con il periodo di incertezza politica legato alle sorti di Musharraf e che poi e’ culminato con le dimissioni del presidente, lunedi’ scorso. Il governo e la maggioranza non sono ancora riusciti a raggiungere un accordo su questioni ritenute fondamentali, come il futuro dell’ex presidente, il candidato a succedergli ma soprattutto il reintegro dei giudici. Oggi Nawaz Sharif ha fatto sapere di essere pronto a passare all’opposizione se i giudici non saranno reintegrati al loro posto subito. Il Partito del Popolo Pachistano di Bilawal Bhutto Zardari e Asif Ali Zardari intende invece procedere con calma al reintegro, per assicurarsi che non vengano cancellate dai giudici ordinanze emesse da Musharraf, in particolare quella che ha permesso a Benazir Bhutto e a suo marito Zardari di rientrare in Pakistan. Sharif ha lanciato un ultimatum che dovrebbe scadere domani per raggiungere un accordo anche se, fonti di stampa, ritengono che l’ondata di attentati potrebbe far estendere questo termine.

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