Il presidente contro il governo, si apre la crisi in Nepal

Il presidente del Nepal, Ram Baran Yadav, non ha approvato al decisione del governo di Kathmandu di rimuovere il capo di stato maggiore dell’esercito e ha cominciato le consultazioni politiche che potrebbero portare alla formazione di un nuovo esecutivo. Lo riferisce l’agenzia nepalese Nepalnews. Ieri il capo del governo nepalese Pushpa Kamal Dahal, detto Prachanda, aveva rimosso in mattinata il generale Rukmangud Katawal, che non e’ mai stato vicino alle posizioni degli ex ribelli ora al potere, accusato di aver fatto scelte in troppa autonomia. La decisione era stata presa in consiglio dei ministri che aveva visto gli alleati del partito di governo abbandonare la riunione per disaccordo con il primo ministro Prachanda, facendo presagire una crisi. Poche ore dopo, il secondo partito della coalizione dopo i maoisti del premier, il Partito comunista del Nepal-Unione Marxista Leninista (CPN-UML), ha abbandonato l’esecutivo, aprendo la crisi di governo. Da ieri ci sono manifestazioni di piazza sia dall’opposizione, che chiedeva al presidente Yadav di non firmare e di revocare l’incarico a Prachanda, sia dei giovani comunisti che appoggiano l’ex primula rossa dei maoisti che guida il governo dall’anno scorso. Per le strade di Kathmandu giovani del partito comunista maoista di Prachanda oggi sono scesi in piazza per manifestare solidarieta’ al loro leader. Il capo del governo terra’ una riunione dell’esecutivo alle 13 ora locale (le 9.15 in Italia) e dopo due ore e’ previsto un suo discorso alla nazione.

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3 commenti

Archiviato in Diario dal subcontinente

3 risposte a “Il presidente contro il governo, si apre la crisi in Nepal

  1. La crisi non è così limpida. Tutti hanno paura che rimosso il capo di stato maggiore dell’esercito Prachanda e i suoi avranno mano libera per il loro tanto sospirato golpe.
    E i giovani delinquenti maoisti (come ormai sono definiti in Nepal) manifestano perché la posta in gioco è alta: i milioni di euro che i nostri governi occidentali hanno promesso al Nepal. In teoria per aiutare il paese, in pratica finiranno nelle tasche di chi governa. E i maoisti ormai sono abituati a vivere dei loro furti. Chi li riporterà a una vita normale dove se vuoi mangiare devi lavorare? Soprattutto i giovani delinquenti, cresciuti con il senso preciso della loro impunità!
    Nello, sarò vigliacca, ma comincia ad avere paura.
    Niki

  2. Nello

    Hai ragione Niki, la situazione è confusa, ma il Nepal ha dimostrato in passato di poter superare queste cose. Anzi, ti dirò di più. L’andata al potere dei maoisti era vista in due modi: o con il loro rafforzamento o con la loro disfatta. Io penso che stiamo andando verso il secondo caso. Si, hanno ancora molti militanti armati e tanti giovani, ma il “governo democratico” appoggiato dall’occidente ha altri numeri. Prachanda non è stupido, sa che è finito il tempo della lotta armata e che se non si adegua è destinato a scomparire. Potrebbe anche dimettersi per salvare capra e cavoli e ritentare. Io la vedo un po’ più rosea, anche se ci vorrà tempo e sarà difficile. Tieni duro.

  3. Pingback: Migliaia di maoisti protestano in Nepal « Indonapoletano's Weblog

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